NEW del 24 marzo 2006

 
     

Voli e prigioni CIA : due nuovi casi auditi in europarlamento
di Gabriella Mira Marq

Il comitato d'inchiesta dell'europarlamento sui voli e le prigioni CIA ha audito ieri nuovi testimoni che hanno confermato le azioni degli agenti CIA in Europa in diverse occasioni. Un testimone, Maher Arar, ha detto di essere una vittima della 'extraordinary rendition' e di non essere terrorista ne' di appartenere ad Al Qaida.

Cittadino canadese nato in Siria, Arar ha spiegato che tornando dalle vacanze trascorse in Tunisia, nel 2002, era stato fermato all'aeroporto di New York dove gli era stato negato il diritto ad una telefonata e il contatto con un legale poiche', ha detto "non sono cittadino americano".

Dopo l'interrogatorio da parte della polizia di New York, dell'FBI e dell'Ufficio immigrazione USA, era stato detenuto in una prigione di massima sicurezza per due settimane. Trasferito ad un aeroporto del New Jersey, era stato portto via Washington, Roma, Atene ed Amman ad una struttura militre in Siria, dove per dieci mesi era rimasto segregato subendo torture e abusi e forzato a rilasciare una falsa confessione.

Solo in un secondo tempo aveva avuto sporadici contatti con diplomatici canadesi in Siria, grazie ad una campagna di pressione esercitata da sua moglie in patria.

Interrogato sul punto, non ha potuto confermare la sosta a Roma, dove non avrebbe incontrato alcun Italiano, ma ha detto che il giornalista Stephen Gray, gia' audito in commissione, aveva ricostruito il suo viaggio e verificato la sosta ad Atene.

Ad una domanda del relatore Giovanni Fava, l'uomo ha dichiarato di non essere stato il alcun momento accusato di uno specifico capo di imputazione. Ha poi raccontato di un altro caso di 'extraordinary rendition', un Europeo incontrato mentre era in carcere e che sarebbe stato catturato in Marocco e poi portato in Siria. Secondo il suo avvocato, Arar soffre oggi di disordini da stress post-traumatico.

Il comitato ha poi ascoltato le testimonianze su un caso in cui la Svezia aveva espulso un cittadino egiziano rifugiato dal 1991. L'uomo e' stato accompagnato in volo in Egitto da agenti della CIA scortato da due agenti svedesi, i quali hanno confermato.

In Egitto sarebbe stato torturato, ma la Svezia, che lo ha bandito per dieci anni, afferma di aver chiesto garanzie diplomatiche prima di estradarlo e di ritenere di non avere responsabilita', avendole di fatto trasferite sull'Egitto.

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