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05 dicembre 2009
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Penalisti : deciso no al processo breve
di Mauro W. Giannini

Nuovo e deciso no dell'Unione Camere Penali al ddl sul provesso breve. Oggi a Rimini l'UCPI, invitata a discutere di riforme sulla giustizia penale, è intervenuta con il componente della Giunta Vando Scheggia che ha attaccato il processo breve, affermando che esso seppellisce le riforme.

Il 3 dicembre, la Giunta UCPI, riunita d’urgenza, aveva ribadito "la contrarietà al ddl sul cosiddetto 'processo breve'. Pur ritenendo che il diritto dell’imputato alla ragionevole durata del procedimento sia da perseguire anche con la determinazione di suoi tempi certi (a cominciare dalla fase delle indagini preliminari, lasciata ancora all’abbandono del 'sine die'), - commentava la Giunta in un documento - i contenuti del ddl sono gravemente deficitari", a giudizio dei penalisti, che gia' avevano espresso analiticamente le loro critiche il 13 novembre.

Per l'UCPI, assume "particolare gravità il fatto che la proposta di legge sul processo breve sia conseguente e si accompagni all’abbandono della riforma organica della giustizia, l’unica che, partendo dalle modifiche costituzionali, è capace di superare le attuali anomalie dei rapporti fra politica e magistratura senza deteriorare ulteriormente il processo penale in danno dei cittadini. In un simile contesto ed al di là dei macroscopici profili di illegittimità costituzionale già a più riprese sottolineati dall’UCPI, l’eventuale approvazione del 'processo breve' avrà quale suo autentico effetto la riduzione ulteriore degli spazi della difesa, inchiodando gli imputati a un processo sommario in balia dell’accusa2.

"Né la politica - continua il documento dei penalisti - appare oggi minimamente intenzionata ad abbandonare la via della celere 'scorciatoia', non intravedendosi né da parte della maggioranza né da parte dell’opposizione alcuna volontà di porre mano, in maniera risolutiva e complessiva, alla questione giustizia, affrontandone le reali problematiche all’origine delle pur lamentate disfunzioni: la maggioranza annaspa alla ricerca di una repentina panacea, l’opposizione continua sostanzialmente a frapporre aprioristici dinieghi".

Contro il processo breve e l'inazione del governo sulle riforme della giustizia nonche' per denunciare l'opposizione a tali riforme a loro avviso messe in atto dall'ANM, la Giunta UCPI ha quindi proclamato lo stato di agitazione dell’avvocatura penale, richiamando le forze di maggioranza e opposizione "affinché si facciano carico della responsabilità politica assunta, abbandonando immediatamente la strada degli interventi normativi estemporanei e affrontando le problematiche di sistema che da decenni ormai affliggono la giustizia nel nostro paese".

Su sollecitazione della Giunta, e' stato pure convocato il Consiglio delle Camere Penali Italiane per il giorno 12 dicembre 2009, con all'ordine del giorno la Relazione del Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane sull’attuale situazione politica generale con particolare riferimento al ddl sul “processo breve”, al fine di assumere le eventuali determinazioni.

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