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Penalisti
: deciso no al processo breve
di
Mauro W. Giannini
Nuovo e deciso no dell'Unione Camere Penali al ddl sul provesso
breve. Oggi a Rimini l'UCPI, invitata a discutere di riforme
sulla giustizia penale, è intervenuta con il componente della
Giunta Vando Scheggia che ha attaccato il processo breve,
affermando che esso seppellisce le riforme.
Il 3 dicembre, la Giunta UCPI, riunita d’urgenza, aveva ribadito
"la contrarietà al ddl sul cosiddetto 'processo breve'.
Pur ritenendo che il diritto dell’imputato alla ragionevole
durata del procedimento sia da perseguire anche con la determinazione
di suoi tempi certi (a cominciare dalla fase delle indagini
preliminari, lasciata ancora all’abbandono del 'sine die'),
- commentava la Giunta in un documento - i contenuti del ddl
sono gravemente deficitari", a giudizio dei penalisti,
che gia' avevano espresso
analiticamente le loro critiche il 13 novembre.
Per
l'UCPI, assume "particolare gravità il fatto che la proposta
di legge sul processo breve sia conseguente e si accompagni
all’abbandono della riforma organica della giustizia, l’unica
che, partendo dalle modifiche costituzionali, è capace di
superare le attuali anomalie dei rapporti fra politica e magistratura
senza deteriorare ulteriormente il processo penale in danno
dei cittadini. In un simile contesto ed al di là dei macroscopici
profili di illegittimità costituzionale già a più riprese
sottolineati dall’UCPI, l’eventuale approvazione del 'processo
breve' avrà quale suo autentico effetto la riduzione ulteriore
degli spazi della difesa, inchiodando gli imputati a un processo
sommario in balia dell’accusa2.
"Né
la politica - continua il documento dei penalisti - appare
oggi minimamente intenzionata ad abbandonare la via della
celere 'scorciatoia', non intravedendosi né da parte della
maggioranza né da parte dell’opposizione alcuna volontà di
porre mano, in maniera risolutiva e complessiva, alla questione
giustizia, affrontandone le reali problematiche all’origine
delle pur lamentate disfunzioni: la maggioranza annaspa alla
ricerca di una repentina panacea, l’opposizione continua sostanzialmente
a frapporre aprioristici dinieghi".
Contro
il processo breve e l'inazione del governo sulle riforme della
giustizia nonche' per denunciare l'opposizione a tali riforme
a loro avviso messe in atto dall'ANM, la Giunta UCPI ha quindi
proclamato lo stato di agitazione dell’avvocatura penale,
richiamando le forze di maggioranza e opposizione "affinché
si facciano carico della responsabilità politica assunta,
abbandonando immediatamente la strada degli interventi normativi
estemporanei e affrontando le problematiche di sistema che
da decenni ormai affliggono la giustizia nel nostro paese".
Su
sollecitazione della Giunta, e' stato pure convocato il Consiglio
delle Camere Penali Italiane per il giorno 12 dicembre 2009,
con all'ordine del giorno la Relazione del Presidente dell’Unione
delle Camere Penali Italiane sull’attuale situazione politica
generale con particolare riferimento al ddl sul “processo
breve”, al fine di assumere le eventuali determinazioni.
 
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