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Processo
breve : il commento dell'Economist
di
Gabriella Mira Marq*
"Se
vivete in Italia e state pianificando di commettere un crimine
moderatamente grave... la legge potrebbe presto essere un
piccolo ostacolo per voi. Se un disegno di legge presentato
in Parlamento questa settimana diventasse legge, vorrebbe
dire che potreste commettere uno dei reati di cui sopra e
potreste aspettarvi una ragionevole possibilita' di evitare
di pagare la pena".
Lo
annuncia l'Economist del 14 novembre, spiegando che "La proposta
di legge, che e' sostenuta dal governo conservatore di Silvio
Berlusconi, suggerisce che le accuse contro gli imputati dovranno
essere abbandonate due anni dopo l'accusa a meno che, da allora,
il processo sia stato completato. Lo stesso limite di due
anni dovrebbe essere applicato anche agli appelli a cui gli
imputati (e pubblici ministeri) hanno successivamente diritto
secondo la legge italiana, il che significa che l'intero procedimento
legale dovrebbe essere completato entro sei anni", ma "In
un sistema giudiziario che e' sovraccarico, sottofinanziato
e rinomato per l'inefficienza, la possibilitą di portare a
termine ciascuna delle tre fasi in meno di 24 mesi e' bassa."
"La proposta di legge, che si applica ai processi gią
in corso, esclude dall'applicazione imputati con precedenti
penali, reati per i quali sia prevista una pena detentiva
di 10 anni o piu', e per alcuni reati gravi come quelli legati
al terrorismo o la mafia", nota l'Economist, "Ma
l'associazione che rappresenta in Italia i giudici e pubblici
ministeri dice che gli effetti della legge sarebbero 'devastanti'.
Si stima che piu' di 100.000 processi dovrebbero essere rottamati".
Inoltre,
commenta il settimanale britannico, "la proposta di legge
avrebbe effetti oltre i confini d'Italia. Si dovrebbe applicare,
per esempio, per violazione del copyright, corruzione, la
commercializzazione di merci contraffatte e il frodi degli
italiani ai fondi UE. Uno dei processi che sarebbero bloccati
deriva dalle frodi Parmalat del 2003 le cui vittime sono straniere,
nonche' detentrici di titoli italiani".
La
legge, secondo l'Economist, "sembra follia, ma non se sei
Berlusconi. Il mese scorso la Corte costituzionale ha rovesciato
una legge che era stata introdotta dal suo governo, che ha
dato a lui (e ad altri tre alti funzionari) l'immunita' da
procedimenti giudiziari. Il Primo Ministro italiano e' gia'
imputato in due processi, per frode fiscale e corruzione,
e altre indagini sono in corso. Se il progetto di legge fosse
approvato dal Parlamento, dove la sua coalizione ha una maggioranza
sostanziale, sarebbero annullati i processi e molto probabilmente
le accuse mosse contro di lui in futuro scadrebbero."
"In
ogni caso - aggiunge fra l'altro l'Economist - Berlusconi
non sembra correre rischi. Mercoledi', uno dei suoi parlamentari
ha presentato un altro disegno di legge che permetterą di
ripristinare l'immunita' di cui tutti i parlamentari nazionali
italiani hanno goduto fino al 1993. Una o entrambe le proposte
di legge potrebbe incorrere in una strenua resistenza se sottoposto
alla Corte costituzionale. Ma la loro introduzione rende sempre
piu' probabile che il resto del tempo di Berlusconi al governo
sara' dominato (come era il suo governo precedente) dalle
sue battaglie legali.".
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
giustizia
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