12 aprile 2007

 
     

Giovani legali Italiani contro nuove regole di formazione
di osservatoriosullalegalita.org

Il nuovo Regolamento del Consiglio Nazionale Forense sulla formazione professionale penalizza i giovani avvocati. Ne e' convinta l'"Associazione Nazionale Praticanti ed Avvocati -Giovani Legali Italiani", che rende noto di aver inviato la settimana scorsa all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato una formale Segnalazione-Denuncia contro il Regolamento licenziato dal CNF in data 18 gennaio 2007.

Si tratta di un Regolamento anticoncorrenziale, affermano i presentatori della segnalazione, "emanato, a nostro parere, in carenza di competenza sulla materia da parte del Consiglio Nazionale Forense". I Giovani Legali Italiani ritengono quindi violato il fondamentale "Principio di Legalità", dato che "non sembra esserci ad oggi alcuna Legge Nazionale che autorizzi il C.N.F. a regolamentare la materia della formazione e dell'aggiornamento obbligatorio". Infatti, sottolineano, "e' noto come l'art 23 della Carta Costituzionale preveda che "Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge".

Per di piu', saranno esentati dalla onerosa Formazione professionale permanente "a crediti", i docenti universitari "relativamente alle materie d'insegnamento", e saranno agevolati gli avvocati che avranno prodotto vari tipi di pubblicazioni giuridiche, ma anche chi avra' fatto parte delle commissioni per l'esame di avvocato. L'ANPA chiede "quale tipo di verifica di un'implementata qualificazione professionale possa garantire quanto sopra" ed esprime anche "stupore in merito all'assoluta discrezionalità - autoattribuitasi dal C.N.F. - in tema di nuove e non meglio precisate altre 'ipotesi' di esonero previste sempre all'art. 5 del Regolamento".

Quindi - sottolineano - l'obbligo formativo incombera' maggiormente sui giovani avvocati che non sono ancora così noti da pubblicare su riviste giuridiche, così anziani da poter far parte delle commissioni d'esame d'avvocato e che non sono solitamente docenti universitari", sottraendo peraltro tempo all'attivita' professionale, a differenza di molti avvocati anziani esentati dalla formazione. Peraltro, "se non sarà ritenuto adempiuto l'obbligo formativo, secondo l'art. 6 del Regolamento, il tutto costituirà illecito disciplinare con relativa sanzione commisurata alla gravità della violazione; non è da escludersi pertanto nemmeno la più radicale tra le sanzioni".

"Incredibilmente - denunciano i Giovani Legali Italiani - alcuni Avvocati, decideranno sulla formazione e quindi sul destino professionale dei loro propri concorrenti sul Mercato".

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