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NEW del 02 ottobre
2006
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Giustizia
: magistrati , taglio stipendi incide su indipendenza Lo stipendio di un magistrato, se adeguato lo rende libero da interferenze esterne, quindi incide sulla sua autonomia. Lo ha ricordato la componente dell'ANM Magistratura Indipendente, riguardo alla finanziaria 2007 approvata nel Consiglio dei Ministri del 29 settembre 2006. Il testo del ddl, dicono, conterrebbe disposizioni gravemente lesive del complessivo sistema retributivo della magistratura ordinaria "che concorre a rendere effettiva la garanzia costituzionale dell’indipendenza dei magistrati". La Corte Costituzionale ha evidenziato come "l’indipendenza di un organo giurisdizionale si realizza, indubbiamente anche mediante l’eliminazione delle interferenze interne, con l’apprestamento di garanzie circa lo status dei componenti nelle sue varie articolazioni, concernenti tra l’altro oltre alla progressione in carriera, anche il trattamento economico". Per questa ragione, commenta MI, andrebbe invece realizzata al più presto la perequazione delle retribuzioni dei magistrati ordinari con quelle dei magistrati amministrativi e contabili. Peraltro, sottolinea la componente dell'ANM, "la decisione di modificare profondamente lo statuto economico della magistratura ordinaria è stata assunta dal Governo senza procedere ad alcun tipo di confronto con l’Associazione Nazionale Magistrati, in assoluto spregio della rilevanza sociale della funzione espletata dai magistrati ordinari e senza considerazione alcuna delle gravissime difficoltà, anche di ordine economico, che sono chiamati ad affrontare quelli più giovani". Il 29 gennaio l'ANM ha inviato, proprio a proposito della finanziaria, un telegramma al presidente del Consiglio, Romano Prodi, e al ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa. In esso, esprimendo la "vivissima preoccupazione dell'intera categoria per le preannunciate misure riguardanti il regime degli scatti per classi di stipendio e degli scatti di anzianità", chiede un incontro urgente "per poter rappresentare le ragioni e l'allarme dei magistrati italiani". Le toghe avevano gia' lamentato, negli anni scorsi, le difficolta' in cui versano gli uffici a causa dei tagli alla Giustizia. Difficolta' che non si evidenziano solo dagli ambienti talora fatiscenti o non riscaldati, ma anche nella carenza di carta - spesso acquistata dal magistrato di turno - e nella impossibilita' di pagare il servizio di stenotipia, cui occorre quindi spesso rinunciare. Su questo punto anche gli avvocati avevano protestato durante la passata gestione Castelli. In particolare i penalisti avevano rilevato i danni ai loro assistiti comportati dalla impossibilita' di registrare fedelmente le dichiarazioni rese in fase dibattimentale. Anche in questa legislatura l'Avvocatura ha espresso critiche sui tagli alla Giustizia effettuati con il decreto Bersani. ___________ NB:
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