NEW del 05 marzo 2006

 
     

Russia emergente preoccupa gli Stati Uniti
di Rico Guillermo

Alla vigilia della visita del ministro degli esteri russo Lavrov a Washington gli USA sono in allarme: un nuovo bipolarismo internazionale si profila all'orizzonte del mondo, ed e' dovuto all'emergere della Russia come nuova potenza di riferimento mondiale.

Forte del suo seggio permanente (con diritto di veto) all'ONU e delle armi atomiche - il diritto alla cui detenzione ha conquistato come potenza vincitrice della II guerra mondiale -, nonche' della sua partecipazione al G8, la Russia di Vladimir Putin sta ora sfruttando sempre con maggior abilita' le falle lasciate dalla politica estera USA.

Fra le operazioni piu' recenti e praticamente contemporanee del Cremlino, l'incontro con Hamas - che ha lasciato soddisfatta la delegazione palestinese, cui la Russia (e l'Iran) aveva gia' promesso fondi -, l'accordo con l'Iran per l'arricchimento congiunto dell'uranio - che da un lato dovrebbe rassicurare le potenze occidentali ma dall'altro rafforza l'asse Mosca-Teheran gia' piuttosto consolidato e recentemente riaffermato da altri accordi sull'energia - e l'incontro con una delegazione del Consiglio d'Europa, di cui la Russia assumera' la presidenza nel prossimo semestre nonostante ne sia appena stata redarguita sulla questione cecena. Quest'anno Mosca dovrebbe assumere anche la presidenza del G8, anche se alcuni importanti politici USA hanno criticato questa possibilita' mettendo in dubbio che la Russia abbia le caratteristiche di potenza democratica.

La scorsa estate invece Mosca aveva stretto accordi militari con la Cina, realizzando anche una gigantesca esercitazione militare comune, su cui aveva rassicurato la comunita' internazionale dicendo che si trattava di una operazione di preparazione antiterrorismo. Ma in seguito vi sono stati colloqui fra Mosca, Pechino e alcuni importanti Paesi asiatici detentori di armi atomiche, come l'India, per la realizzazione di una sorta di NATO euroasiatica.

Intanto un rapporto del Consiglio per le relazioni estere - organizzazione bipartisan USA presieduta da due ex parlamentari, uno repubblicano ed uno democratico - ha evidenziato che le relazioni fra Mosca e Washington, erosesi dopo l'asse stabilito dopo l'11 settembre, devono essere rafforzate, ma che l'emergere della Russia come Stato sempre piu' autoritario potrebbe mettere a rischio la collaborazione con gli Stati Uniti.

Il rapporto, pubblicato ieri, parla di minaccia per gli interessi USA da parte del Cremlino e afferma che se la deriva su questioni interne come democrazia e corruzione sotto il presidente Putin dovesse continuare, sarebbe "piu' difficile per le parti trovare un terreno comune e collaborare" su importanti temi della sicurezza internazionale. Percio' il rapporto consiglia che l'amministrazione Bush smetta di considerare la Russia come un partner strategico autentico e adotti una nuova politica di "cooperazione selettiva" su determinati temi.

L'ex senatore John Edwards - copresidente del gruppo di lavoro - ha detto che sono state messe a fuoco le cose positive che la Russia sta facendo ma anche i problemi dovuti al fatto che l'ex colonnello del KGB ha agito per riaffermare il controllo sulla societa' russa e per eliminare l'opposizione. Ma e' stata evidenziata anche la crescente azione internazionale della Russia in Medio Oriente e l'uso delle esportazioni di energia come arma contro i Paesi vicini. Queste azioni sono state considerate strategie di disturbo nei confronti degli USA. Viene considerata positiva invece l'azione per impedire all'Iran di sviluppare le armi nucleari, anche se il Cremlino ancora resiste all'idea delle sanzioni.

L'incertezza circa la Russia ha sollecitato un dibattito all'interno dell'amministrazione Bush fra coloro che che sostengono le strategie indicate nel rapporto e coloro che sono favorevoli ad una linea piu' dura. Il vicepresidente Dick Cheney ha chiesto al direttore nazionale dell'intelligence John Negroponte di fare un rapporto piu' dettagliato su Putin, mentre il segretario agli esteri Condoleezza Rice ha provato ad equilibrare le preoccupazioni circa Putin affermando che puo' essere ancora un alleato importante.

Ma anche sulla lotta al terrorismo internazionale, che nell'ultimo incontro USA-Russia aveva visto a parole una concordanza d'intenti, vi sono in realta' discrepanze, con gli Stati Uniti che continuano a vedere Hamas come terrorista mentre Mosca la riceve al Cremlino, e con la Russia che perseguita i dissidenti ceceni che invece Washington riceve alla Casa Bianca.

Peraltro, la Russia e' effettivamente molto carente sui diritti umani - soprattutto per quanto riguarda la liberta' di espressione e la questione cecena - ma la stampa russa, che insiste continuamente sulle violazioni dei diritti perpetrate dall'amministrazione Bush e sull'aggressivita' della politica estera di Washington, sembra sottolineare come Gli USA non possano scagliare la prima pietra.

Speciale pace

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