NEW del 15 luglio 2005

 
     

Terrorismo : Londra fermera' ingresso clero islamico
di Gabriella Mira Marq

Il governo britannico prepara misure per evitare l'ingresso nel Paese dei religiosi islamici. A questi ultimi gia' in passato era stato richiesto dal ministero dell'interno di dimostrare una buona conoscenza dell'Inglese a riprova della loro estraneita' al fondamentalismo islamico. Ora si vuole bloccare del tutto la circolazione di chi possa essere sospettato di divulgare idee fanatiche fra i giovani musulmani, pertanto sara' proibito l'ingresso a coloro che non hanno il vito per l'Unione Europea.

La misura - che sara' adottata con procedimento d'urgenza - non si puo' quindi assimilare alla scelta della Francia, che ha sospeso gli accordi di Shenghen, che prevedono la libera circolazione dei cittadini europei nell'Unione.

Mentre, inoltre, vi saranno eccezioni, come per Zaki Badawi, presidente del Consiglio britannico delle Moschee, molto rispettato in Gran Bretagna e che si e' recato a New York mercoledi' scorso venendo respinto alla frontiera, si vedranno negare l'accesso intellettuali come Tariq Ramadàn, cittadino svizzero che ha in passato partecipato a convegni sull'Islam in Spagna, Francia e altri Paesi.

Quest'ultimo era gia' stato respinto dagli Stati Uniti quando l'universita' cattolica di notre Dame (Indiana), lo aveva invitato a tenere un corso, ed in quella occasione lo stesso rettore del prestigioso College si uni' al coro degli intellettuali che protestavano per la decisione del governo. Era in programma adesso una sua visita a Londra in occasione di una conferenza patrocinata e cofinanziata dalla polizia metropolitana, ma il giornale Sun ha iniziato una campagna contro la sua presenza nel Paese sebbene egli abbia condannato gli attentati di Londra del 7 luglio.

Secondo fonti governative, il progetto di legge contro l'odio razziale e religioso, che e' in seconda lettura alla Camera dei Comuni ed in cui molti vedono pero' un attacco alla liberta' di espressione, sara' usato per impedire che i religiosi possano lanciare messaggi d'odio nel Paese. Il premier Tony Blair iniziera' le consultazioni la prossima settimana con i capi relgiosi per cercare appoggio alle nuove misure e ha moltiplicato le sue dichiarazioni sul fatto che nonostante le differenze di cultura "possiamo convivere uniti".

Il governo laburista ha inoltre rinnovato i suoi sforzi per stringere accordi con Paesi come l'Algeria, la Tunisia e il Marocco, affinche' offrano garanzie che gli islamici che Londra deportera' nei loro Paesi d'origine non siano sottoposti a torture o trattamenti degradanti. Ma i segnali sono poco rassicuranti e c'e' il rischio che - come evidenziato dalla recente vicenda di Abu Omar ed in precedenza dalle interpellanze dei deputati USA al governo Bush - le promesse restino solo parole.

E' di ieri la denuncia di diverse associazioni per la difesa dei diritti umani secondo cui la Tunisia si rende continuamente responsabile di aggressioni alla liberta' di stampa ed altri abusi di diritti dell'uomo come uso della tortura da parte dei servizi di sicurezza, imprigionamento di centinaia di persone che avevano esercitato il diritto di libera espressione e manifestazione pacifica, divieto di dozzine di libri e delle pubblicazioni che contengono riferimenti ai diritti dell'uomo, attacchi alle organizzazioni della societa' civile e dei giornalisti indipendenti.

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