NEW del 09 agosto 2005

 
 
       
 

Iraq : tempesta ferma incontri Costituzione ; Jaafari , manifestare è diritto
di Rico Guillermo

Una forte tempesta di sabbia ha paralizzato Baghdad fermando anche i lavori della commissione sulla Costituzione. Il calendario dei lavori per la Costituzione prevede riunioni quotidiane in vista del 15 agosto, termine stabilito per sottoporre il testo al parlamento. Il capo del comitato, sceicco Humam Hammoudi, ha dato ai membri fino al 12 agosto per completare il lavoro.

La prima riunione era stata destinata all'esame dei punti di vista di ogni gruppo partecipante, ma non si e' trattato di un dibattito approfondito, come ha spiegato ieri il portavoce del presidente iracheno, il curdo Jalal Talabani, aggiungendo che il primo ministro Ibrahim Jaafari e' stato bloccato da ragioni di sicurezza che gli hanno imposto di non uscire dalla zona verde - dove e' sita la sede del governo - per recarsi nella residenza del presidente Talabani, a Baghdad, sede dei colloqui.

E' chiaro che ciascuna parte dovra' fare concessioni per ottenere un accordo, ha spiegato Kamaran Garadaghi, aggiungendo che all'inizio del primo incontro, tenutosi domenica, i capigruppo parlamentari hanno deciso di coinvolgere i gruppi extraparlamentari e i rappresentanti del Consiglio per il dialogo nazionale, Sunniti. Ha quindi partecipato Saleh Motlak.

Il presidente del Kurdistan Massoud Barzani non e' riuscito a giungere a Baghdad a causa della tempesta che ha ridotto a zero la visibilita' con un vento carico di sabbia arancione e il secondo incontro sulla Costituzione, che doveva svolgersi ieri sera, e' stato rimandato di almeno un giorno.

Fenomeni del genere sono comuni nel Paese, ma la precedente tempesta di una simile entita' si verifico' solo a marzo 2003, bloccando le truppe americane che iniziavano l'invasione dell'Iraq. Questa volta centinaia di persone sono state portate in ospedale per incidenti connessi ed e' stato soppresso un incontro chiave per scrivere la Costituzione e sbloccare l'empasse in cui si trovano i colloqui fra le varie parti politiche.

Ma se ad alto livello si parla di 18 punti di divergenza ancora in sospeso - fra cui il ruolo dell'Islam nella redazione delle leggi, voluto dagli Sciiti, e il federalismo, chiesto dai Curdi - anche fra la popolazione vi sono scontento e contestazioni.

A Samawa, a sud di Baghdad, una persona e' morta nel corso di tafferugli che avevano opposto la popolazione alle forze dell'ordine che volevano bloccare una manifestazione contro le autorita' locali. Oltre al civile ucciso, 44 persone erano state ferite. Di questi 14 erano poliziotti.

Il primo ministro Jaafari ha inviato sul posto un emissario speciale. Ad una riunione dei governatori, il premier iracheno ha sottolineato che "manifestare e' un diritto naturale ed un metodo civile di far valere la propria opinione, anche se i manifestanti criticano ad esempio il primo ministro o il governatore".

Per contro l'esercito americano ha annunciato la cattura o la morte di 11 combattenti stranieri, come sono stati definiti in un comunicato lunedi'. Circa 1000 Marines erano stati impegnati in una massiccia operazione nell'Iraq occidentale a seguito dell'uccisione, in due diversi attacchi, di 21 soldati USA.

La recrudescenza delle violenze - fra cui il ritrovamento di corpi decapitati e l'uccisione di bambini e di operatori elettorali - ha suscitato un interessamento del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che quattro giorni fa ha definito questi crimini "orripilanti". Kofi Annan ha reso noto che chiedera' l'ampliamento del mandato della missione delle Nazioni Unite in Iraq, UNAMI, al fine di aiutare la popolazione.

Speciale pace

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