NEW del 22 giugno 2005

 
     

Internet e censura in Asia centrale e Medio Oriente
di Mauro Giannini

Anche negli Stati dell'Asia Centrale e mediorientale la liberta' di espressione in internet e' minacciata.

Parlando alla terza conferenza internet tenutasi ad Amsterdam la scorsa settimana, il rappresentante della liberta' nei media per l'OSCE, Miklos Haraszti, ha denunciato che un'eccessiva regolamentazione, il filtraggio e la censura sono comuni nei Paesi dell'Asia centrale.

Egli ha detto che queste azioni pongono in serio pericolo i nuovi media che diffondono informazioni via web e le ha definite "inaccettabili", poiche' "i cittadini hanno il diritto di decidere a cosa desiderano accedere e vedere in Internet" ed il pluralismo dell'informazione deve essere garantito.

L'Organizzazione paneuropea e Reporter senza frontiere hanno divulgato una lista congiunta dei principi base per la liberta' dei media on line e sottolineato che una societa' aperta e democratica non devono esservi filtri governativi sui contenuti on line.

Analogamente non deve essere chiesta la registrazione dei siti internet presso le autorita' governative ed eventuali attivita' volte al perseguimento di contenuti internazionalmente considerati illegali devono riguardare solo queste, non tutta la rete.

Una particolare menzione e' stata fatta al rispetto della privacy delle comunicazioni personali ed alla limitazione delle leggi sul copyright che rischino di limitare la liberta' d'informazione.

L'OSCE intende individuare, insieme ai giornalisti delle regioni dell'asia centrale interessati al problema un codice di comportamenti che salvaguardi quella che ha definito "la fragile liberta' dei media internet".

Ma anche nel vicino Medio Oriente vi sono esempi di filtraggio in internet. In particolare per l'Iran questa pratica e' stata messa in risalto da uno studio effettuato dal progetto "rete aperta" delle Universita' di Toronto, Harward e Cambridge.

Dal rapporto emerge che l'attivita' di filtraggio governativo dei contenuti della rete in Iran e' una della piu' estese al mondo. Lo studio spiega anche che alcune societa' statunitensi stanno aiutando Teheran a sviluppare i filtri internet del regime (cosa che accade anche nel caso della Cina).

Ma il fenomeno della censura in internet riguarda anche Paesi come l'Arabia Saudita, il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti.

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