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"Nemmeno
una morta in più” e viene ammazzata lei , Susana Chavez
riceviamo
e rispondiamo
Fai conto che non sapevi dov’era finita tua figlia la tua
compagna una sorella un’amica e poi ti dicono quattro giorni
dopo di andare a riconoscere un corpo, di una 36enne, “ massacrata
per poi buttarla come immondizia in mezzo alla strada, svestita,
senza una mano e con un sacco di plastica nero legato con
dello scotch adesivo grigio intorno al collo“.
Questo
è capitato ai familiari di Susana Chavez, 36 anni, morta ammazzata,
violentemente si, lei una che aveva avuto la presunzione di
inventare una frase, ”nemmeno una morta in più”, che in Messico
dove viveva si dice “Ni una muerta más“, per centinaia di
donne uccise negli ultimi anni a Ciudad
Juarez, la città del Femminicidio
al suo Paese, e anche il Nostro…conosce questa parola Femminicidio.
”Nello
stato di Chihuahua quest’anno sono state barbaramente uccise
446 tra donne e bambine, un record che chiaramente indica
quanto le violenze e i femminicidi in questo posto siano in
aumento senza che nulla, tranne gli sforzi e le denunce delle
donne stesse, cerchino di fermare ed intervenire su questo
sterminio. La cifra più alta a Ciudad Juarez.“
Lo
hanno reso noto i Media: a me l’ha scritto in bacheca Facebook
un’amica, Laetitia Ceccarini e a raffica un’ altra amica dell’Udi,
Milena Carone. Sulla stampa estera questo è un titolo: Asesinan
a Susana Chávez, activista de Ciudad Juárez. Posso
tacere, posso non farlo sapere, e vorrei urlarlo?
Non
ha nazionalità la violenza e nemmeno l’amore: anche se non
trovi le parole… Anche
se non trovi le parole…tocca trovarle.
Doriana
Goracci
 
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