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24 gennaio 2009
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Gaza
: l'opinione di Henry Siegman Henry Siegman e' un Ebreo americano che - dopo studi da rabbino - ha intrapreso la professione di giornalista e scrittore. E' stato membro del Congresso ebraico americano, direttore del progetto per il Medio Oriente a New York e consulente per il Medio Oriente di altre organizzazioni americane di studi internazionali. Siegman e' stato spesso critico con la politica di Israele ed anche in occasione della guerra di Gaza non ha mancato di far sentire le sue critiche dalle pagine della London Review of books, in un articolo del 15 gennaio intitolato "le bugie di Israele". A giudizio di Siegman, i governi occidentali e la maggior parte dei media occidentali hanno accettato un certo numero di giustificazioni degli Israeliani per la recente aggressione militare a Gaza: Hamas, che ha costantemente violato la tregua di sei mesi che Israele ha osservato e poi rifiutato di estendere; quindi che Israele non ha avuto altra scelta per contrastare la capacita' di Hamas di lanciare missili israeliani in citta'; che Hamas e' un'organizzazione terroristica, parte di una rete jihadista globale, e che Israele ha agito non solo per la propria difesa, ma a nome di una lotta internazionale delle democrazie occidentali contro tale rete. "Non sono a conoscenza - continua Siegman - di un unico grande giornale americano, stazione radio o canale televisivo la cui copertura dell'assalto su Gaza non presentasse questa versione dei fatti. Le critiche ad Israele, le azioni, se del caso (e non vi e' stato nulla da Bush), si sono concentrate invece sulla questione se la carneficina dell'IDF sia proporzionale alla minaccia che ha cercato di contrastare, e se si tratta di prendere misure adeguate per prevenire vittime civili". A giudizio di Siegman, "la pace in Medio Oriente e' stata soffocata in ingannevoli eufemismi, quindi permettetemi di dire brutalmente che ciascuna di queste affermazioni è una menzogna. Israele, non Hamas, ha violato la tregua. In realtà, durante la tregua, si è ulteriormente rafforzata. Cio' e' stato confermato non solo da ogni osservatore neutrale internazionali e delle ONG sul posto, ma dal Brigadiere Generale Shmuel Zakai, un ex comandante della divisione di Gaza della IDF". In un'intervista ad Ha'aretz, il 22 dicembre, quest'ultimo ha accusato il governo di Israele di aver fatto un "errore fondamentale" durante l'tahdiyeh, il periodo di sei mesi di relativa tregua, non avendo "approfittato della calma per migliorare, piuttosto che peggiorare notevolmente la situazione economica dei Palestinesi della Striscia. . . Quando si crea un tahdiyeh, e la pressione economica sulla striscia continua - ha detto il generale Zakai - e' ovvio che Hamas cerchera' di raggiungere un migliore tahdiyeh, e che il loro modo per raggiungere questo obiettivo e' la ripresa del fuoco Qassam fuoco. . . Non si puo' semplicemente lasciare che i Palestinesi a Gaza siano in difficolta' economiche e aspettarsi che Hamas stara' solo seduta senza fare nulla". "La tregua, che ha avuto inizio nel giugno dello scorso anno e si sarebbe rinnovata a dicembre, ha richiesto ad entrambe le parti di astenersi da azioni di violenza contro l'altra. Hamas ha dovuto cessare le sue aggressioni con razzi e prevenire il lancio di razzi da parte di altri gruppi, come la Jihad islamica (anche le agenzie di intelligence di Israele hanno riconosciuto che questo stato attuato con sorprendente efficacia) ed Israele ha dovuto porre fine ai suoi assassinii mirati ed incursioni militari". Siegman denuncia che "Questo accordo è stato gravemente violato il 4 novembre, quando l'esercito israeliano e' entrato Gaza ed ha ucciso sei membri di Hamas. Hamas ha risposto con lancio di razzi Qassam e missili Grad. Anche cosi', si e' offerta di prolungare la tregua, ma solo a condizione che Israele concludesse il suo blocco. Israele ha rifiutato. Avrebbe potuto adempiere al proprio obbligo di proteggere i suoi cittadini accettando di attenuare il blocco, ma non ha nemmeno provato". "Non si puo' dire - continua Siegman - che Israele abbia lanciato il suo assalto per proteggere i suoi cittadini da razzi. Lo ha fatto per proteggere il suo diritto a continuare lo strangolamento della popolazione di Gaza. Tutti sembrano aver dimenticato che Hamas ha dichiarato la fine degli attentati suicidi e del lancio di razzi quando ha deciso di aderire al processo politico palestinese, ed in gran parte ha mantenuto questo per piu' di un anno. Bush ha accolto con favore pubblicamente tale decisione, che cita come esempio di successo della sua campagna per la democrazia in Medio Oriente". "Con tutti i suoi difetti, a Gaza Hamas ha stabilito un livello di legge ed ordine sconosciuto negli ultimi anni, e lo ha fatto senza le ingenti somme di denaro che i donatori spargono sull'Autorita' palestinese guidata da Al Fatah. Ha eliminato la violenza delle bande e dei signori della guerra che terrorizzavano Gaza sotto la regola di Fatah. - spiega Siegman - Musulmani moderati, cristiani e altre minoranze religiose hanno più liberta' con la gestione di Hamas di quello che avrebbero in Arabia Saudita, per esempio, o in molti altri regimi arabi". * si ringrazia Claudio Giusti ___________ NB:
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