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19 gennaio 2009
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Israele
: voci di dissenso , questa non e' una vittoria Il Primo Ministro Ehud Olmert ha cosi' commentato la cessazione delle ostilita' da parte israeliana a Gaza di fronte alle telecamere: "Abbiamo vinto", gli obiettivi delle Forze di Difesa di Israele con la sua operazione nella Striscia di Gaza sono stati "ottenuti in pieno", Hamas e' stata "sorpresa e bastonata" il governo ha "preso decisioni in modo saggio e responsabile" e commenta che l'operazione era stata preceduta dalla pubblicita' militare e codiuvata dalla creazione di una legittimita' nazionale ed internazionale. Ma, secondo Aluf Benn e Gideon Levy - che hanno scritto su Haaretz rispettivamente un reportage sui retroscena politici della tregua e una lettera aperta allo scrittore A.B. Yehoshua, che aveva espresso comprensione per le ragioni del governo in questa iniziativa bellica - non e' stata una vittoria. Benn commenta che l'operazione era stata preceduta dalla pubblicita' militare e codiuvata dalla creazione di una legittimita' nazionale ed internazionale e che, rispetto alla guerra del Libano - che era stata seguita da critiche e richieste di un'inchiesta sulla conduzione del conflitto - in questo caso il successo e' stato facilitato dalla debolezza di Hamas in confronto ad Hezbollah e dalla disponibilita' dell'esercito israeliano a sostenere perdite che, alla fine, sono state inferiori al previsto. Il giornalista israeliano afferma che Israele e' riuscito a ferire Hamas e a creare a livello internazionale la consapevolezza della necessita' di prevenire il contrabbando di armi nella Striscia di Gaza, ma che non tutte le operazioni hanno raggiunto gli obiettivi. Il lancio di razzi e' proseguito, e ci vorranno alcune settimane per determinare se si sara' effettivamente fermato. Non e' stata evitata una crisi umanitaria a Gaza e non e' chiaro se siano invece cresciute le probabilita' di ottenere il rilascio del soldato rapito Gilad Shalit. E i vantaggi per Hamas non possono essere ignorati: ha ottenuto la legittimita' e la simpatia internazionale e le sue forze hanno ancora il controllo della Striscia di Gaza. Diversi gli aspetti esaminati da Gideon Levy, che e' stato per quattro anni portavoce di Shimon Peres e dal 1986 si occupa dell'occupazione di Gaza e nella West Bank e della vita dei Palestinesi durante l'occupazione. Secondo Levy, che risponde ad un amico scrittore "E 'come se i potenti, compreso tu, avessero ceduto a una grande e terribile conflitto che ha consumato ogni residuo di una spina dorsale morale" e fossero "caduti preda della misera d'onda che ci ha inondato, scioccato, accecato e lavato il cervello. Stai effettivamente giustificare la più brutale guerra che Israele abbia mai combattuto" dando soddisfazione a coloro che "giustificano le uccisioni di massa invocando l'alibi che Hamas 2mescola deliberatamente i suoi combattenti alla popolazione civile". Riferendosi ad Hamas Levy dice "Come Israeliano non posso ammonire i loro capi mentre le nostre mani sono coperte di sangue, ne' voglio giudicare Israele e i Palestinesi come fate voi. Gli abitanti di Gaza non hanno mai avuto la proprietà di 'loro pezzo di terra', come hai affermato. Abbiamo lasciato Gaza a causa dei nostri stessi interessi e bisogni, e poi li abbiamo imprigionati. Abbiamo tagliato il territorio fuori dal resto del mondo" e non abbiamo permesso loro di costruire un aereoporto o un porto marittimo e noltre "Abbiamo il controllo dei loro registri anagrafici e della loro moneta", abbiamo soppresso il loro sostentamento, li abbiamo assediati per due anni. Come sostenere, chiede Gideon Levy, che l'occupazione è finita? "L'occupazione di Gaza - aggiunge il giornalista - ha semplicemente assunto una nuova forma: una recinzione, invece di insediamenti. I carcerieri stanno a guardia sul lato esterno, invece che dentro. E no, non so 'molto bene', come hai scritto, che non vuol dire uccidere bambini. Quando si utilizzano bombe, artiglieria e aerei in un luogo densamente popolato, non si puo' evitare di uccidere i bambini. Capisco che la propaganda israeliana abbia autorizzato la vostra coscienza, ma non ha eliminato la mia o quella della maggior parte del mondo". Levy afferma che dei bambini "deve essere scritto. Deve essere gridato". "Nonostante tutte le forza distruttiva che abbiamo usato in questa guerra - afferma ancora Levy - io ancora non posso vedere come i Palestinesi siano stati influenzati; i Qassam sono ancora in fase di lancio in Israele. Essi e il mondo hanno chiaramente desunto qualcosa di diverso dalle ultime settimane - che Israele e' un paese pericoloso e violento, che non ha scrupoli. Vuoi vivere in un paese con una tale reputazione?... Io no". "Hai scritto di essere sempre stato preoccupato per me, perche' io viaggio in "tali luoghi ostili". Questi luoghi sono meno ostili di quello che pensate se uno ci va armate di nulla, ma con la volonta' di ascoltare. Io non ci vado a 'raccontare la storia di afflizioni di parte', ma a riferire sulle nostre azioni. Questo e' sempre stata la base molto israeliana del mio lavoro. Infine, mi si chiede di salvaguardare la mia 'immagine morale'. Non e' la mia immagine che voglio proteggere, ma quella del Paese, che e' ugualmente a noi tanto cara". ___________ NB:
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