NEW del 29 gennaio 2006

 
     

Berlusconi sempre il TV e la par condicio : All'estero dicono ...
di Rita Guma

"Berlusconi occupa tutti gli schermi televisivi per lanciare la sua campagna elettorale". Cosi' titolava il quotidiano francese Le Monde qualche giorno fa.

"Il capo del governo - scriveva infatti Jean-Jacques Bozonnet - ha partecipato alla maggior parte delle trasmissioni di dibattito delle reti pubbliche e private, ma anche ai vari programmi di varietÓ e di sport. Quando non Ŕ invitato, si autoinvita. Una volta telefonando come un semplice telespettatore, oppure spingendo all'improvviso la porta di un studio amico".

Il quotidiano francese parla della lunga intervista al programma di Giuliano Ferrara - che, osserva Le Monde "era il portavoce del primo governo di Berlusconi nel 1994" - ma ("insoddisfatto", commenta Le Monde), il Cavaliere ha partecipato al Processo di Biscardi, ad Uno Mattina, ed e' "persino emerso nei programmi di una rete specializzata sull'automobile"...

Secondo L'Herand Tribune e il New York Times "Ora e' ufficialmente impossible evitare la faccia sicura, sorridente e chirurgicamente lisciata di Silvio Berlusconi. Quasi ogni sera, ultimamente, e' comparso in televisione, parlando di sua madre, della sua morale, dei suoi nemici, del suo giardino... Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi.... sta usando un blitz sui media per corteggiare gli elettori, che mostrano i segni di stanchezza nei suoi confronti".

Secondo uno studio, Berlusconi sarebbe apparso in tv, nelle scorse due settimane, per tre ore complessive, mentre Prodi solo 8 minuti. Il quotidiano spagnolo "Terra"cosi' commentava: "Nonostante nelle ultime due settimane abbia partecipato e concesso interviste a piu' di una decina di programmi della televisione, Berlusconi ha insistito che 'la odia'".

Il giornale riportava anche l'invito rivolto dal presidente Carlo Azeglio Ciampi con una lettera al presidente della Commissione di vigilanza RAI Paolo Gentiloni di far rispettare fin da subito la par condicio nei programmi, senza attendere lo scioglimento delle Camere, previsto per l'11 febbraio.

"Cosa devo dire: sulla par condicio rispetteremo la legge - ha risposto il premier - Quello che dice la legge quello sara'". "Alcuni elettori centro-di destra hanno perso parte del loro interesse per Forza Italia e Berlusconi deve far leva sull'entusiasmo della gente che gli ha dato il voto nel 2001". Spiegava il prof. Carlo Pelanda al New York Times. Secondo le agenzie, per Silvio Berlusconi ''La 'par condicio' e' una legge bavaglio''.

L'azzurro Cicchitto ha precisato che "secondo legge, la par condicio decorre dalla data d'indizione dei comizi". Totale adesione all'invito del presidente della Repubblica hanno espresso invece il leader dell'Unione Romano Prodi, i verdi Cento e Pecoraro Scanio, il comunista Marco Rizzo, il leader dell'Udeur Mastella e Willer Bordon, della Margherita. Piero Fassino ha parlato di "emergenza".

Nella lettera, il Capo dello Stato aveva scritto che e' "compito precipuo della Commissione quello di garantire la concreta applicazione, da parte delle Rai, in ogni momento, indipendentemente dalla data di scioglimento delle Camere, e in tutte le trasmissioni radiotelevisive, del principio di equita' e di sostanziale parita' di accesso a tutte le forze politiche, nonche' quello di assicurare il puntuale e scrupoloso rispetto delle norme che regolano la campagna elettorale".

Ma l'invito di Ciampi, nonostante la risposta gentile e piena di buone intenzioni del presidente Gentiloni restera' probabilmente lettera morta, e non si annuncia nemmeno una tenzone. L'ultima "battaglia" e' stata quella sulla data dello scioglimento delle Camere, per la quale il New York Times parla di "vittoria" di Berlusconi.

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