NEW del 14 luglio 2005

 
     

Sciopero dei magistrati : ampia partecipazione , ma CSM si blocca
di red

Anche questa volta (la quarta in breve volgere di tempo) i magistrati sarebbero stati compatti nell'astenersi dalle attivita' giudiziarie, secondo quanto risulta dai primi dati provvisori pervenuti all'ANM dai vari uffici giudiziari. La percentuale delle astensioni e' stata, secondo l'associazione magistrati, di circa l'85%, quindi la quasi totalita' degli iscritti all'associazione delle Toghe.

A Palermo i dati provvisori sull'astensione sono dell'83%, a Milano dell'85%. A Roma si registra un'adesione altissima. Ovunque sono stati assicurati i servizi essenziali a tutela dei diritti fondamentali e della sicurezza dei cittadini. Lo sciopero ha bloccato integralmente le udienze della Corte di Cassazione. Sono state sospese e rinviate tutte le udienze civili e tutte quelle penali, mentre sono stati ugualmente trattati, nonostante lo sciopero, i processi con detenuti.

I magistrati avevano fissato questa protesta gia' il 25 giugno per esprimere il dissenso e la preoccupazione per la riforma dell'Ordinamento Giudiziario, gia' approvata al Senato ed ora in discussione alla camera dei deputati, e sulla quale avevano espresso in piu' occasioni un'analisi critica condivisa anche da molti giuristi, sul contenuto e sul metodo adottato per portare avanti la riforma.

Proprio per discutere alcuni emendamenti appena apportati a quest'ultima, il CSM si era riunito con l'assenso del presidente della Repubblica, tuttavia l'assenza dei membri laici della CdL ha compromesso il raggiungimento del numero legale. Il presidente del CSM Virginio Rognoni ha accolto con ''amara sorpresa e rammarico'' l'iniziativa dei consiglieri di abbandonare l'aula del plenum. Al terzo appello Rognoni e' stato costretto a dichiarare chiusa la seduta a palazzo dei Marescialli.

Era stato annunciato che i laici della Cdl, fra cui Nicola Buccico, Nino Marotta, Giorgio Spangher e Mariella Ventura Sarno, avrebbero potuto far mancare il numero legale per impedire l’approvazione del parere contrario sull’ordinamento giudiziario, ma essi si sono allontanati al momento della discussione di un'altro argomento.

I membri di sinistra dell'organo di autogoverno della magistratura, fra cui Ernesto Aghina, Paolo Arbasino, Giuliana Civinini, Francesco Menditto, Giuseppe Salme' e Giovanni Salvi, hanno parlato di "grave mancanza di senso istituzionale" e di "uso strumentale del numero legale", ma i colleghi della cdl rispondono che 'nessuno puo' impancarsi a maestrino e classificare il senso istituzionale dei colleghi con il termometro di appartenenze corporative'' e ribattono che non si e' trattato di un gesto "strumentale" o "mascherato" ma di "rispetto nel principio della separazione e dell'equilibrio dei poteri''.

Il punto piu' controverso era quello sull'eta' massima di nomina per i ruoli dirigenziali della magistratura, introdotto con l'emendamento Bobbio. Esso, che avrebbe come prima conseguenza l'impedimento ad attribuire a Giancarlo caselli la nomina al vertice della Direzione Nazionale Antimafia, era stato contestato dalla commissione del CSM in quanto considerato direttamente incidente sulle attribuzioni costituzionali dell'organo di autogoverno della magistratura ed approvato al senato senza preventiva consultazione di tale organismo.

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