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COMUNICATO del 03
agosto 2005
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Strage
Bologna : fischi alla classe politica , non solo a Tremonti In quanto associazione per la difesa dei diritti dei cittadini, primo fra i quali quello all'informazione - ritieniamo di certo sbagliato fischiare ad una manifestazione di commemorazione di vittime del terrore, come avvenuto all'indirizzo del vicepremier Giulio Tremonti e di altri esponenti dell'attuale governo, ma solo per rispetto delle vittime e dell'equita'. Vogliamo infatti sottolineare che - avendo avuto luogo la strage di Bologna ben 25 anni fa - governi di ogni colore si sono succeduti al potere, mentre tanta parte delle prove che sarebbero potute servire a chiarire in tribunale la vicenda sono rimaste coperte dal segreto di Stato e politici di ideologia hanno avallato variamente nel tempo i diversi tentativi di depistaggio. E' vero che - come ricordato dal presidente dell'associazione dei familiari delle vittime della strage Paolo Bolognesi - il ministro Roberto Castelli ha chiuso l'Osservatorio per la tutela delle vittime di reato ed ha favorito il neofascista Cicuttini - condannato all'ergastolo in via definitiva quale autore della strage di Peteano - esprimendo parere positivo a che questi fosse estradato in Spagna, dove lo attendeva, dopo 26 anni di latitanza, l'amnistia. Bolognesi ha ricordato anche che l'ex Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri ha cercato di bloccare l'emissione di un francobollo celebrativo del 25° anniversario della strage di Bologna ed ha difeso in un'intervista Mambro e Fioravanti - condannati per la strage -, in sintonia con il collega Gianni Alemanno e con Francesco Cossiga, quindi questa maggioranza di governo ha mostrato di non gradire il ricordo di fatti storici relativi all'eversione neofascista. Ci si chiede tuttavia anche come sia possibile che nessuna parte politica, in tanti anni, abbia ritenuto necessario e doveroso rimuovere il segreto sulla vicenda e su altre analoghe. Ci si chiede come possa uno Stato dirsi democratico e come si possa parlare di diritti dei cittadini se cio' e' potuto accadere non sotto una conclamata dittatura, ma sotto una repubblica parlamentare. Da 18 anni giace in parlamento una poposta di legge d'iniziativa popolare (100.000 firme raccolte dall'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Bogna) per l'abolizione del segreto di Stato sulle stragi. Nel manifesto di quest'anno per la commemorazione della strage, l'associazione ha voluto scrivere significativamente: "i familiari delle vittime impediscono, con le armi della verita' e della giustizia, la riscrittura della storia, l'occultamento della verita' sulle tragi, la liquidazione della memoria". Governi bianchi, rossi e neri non hanno messo mano a quella proposta, ne' ne hanno presentata un'altra analoga per risolvere la questione e far luce sull'accaduto. E mentre il ministro socialista Martelli riconobbe che si tratto' di "strage di Stato", il suo collega di partito Craxi scrisse nel periodo delle stragi ai servizi segreti invitandoli a non collaborare con i magistrati. Ma anche tutti i ministri dell'interno che si sono succeduti in questi 25 anni - pur predendo a piu' riprese provvedimenti contro terrorismi di varie matrici - non hanno mosso un dito per svelare il segreto, mentre l'associazione dei familiari delle vittime ha denunciato piu' volte la sparizione di parti di archivi correlati al caso. Quanto accaduto (e anche quanto 'non' accaduto) getta una luce sinistra su tutto l'arco costituzionale e tutti i passati governi - in quanto l'inazione rischia di divenire connivenza - e sulle motivazioni vere delle misure di sicurezza che si prendono in taluni casi, giustificando con esse talune limitazioni dei diritti dei cittadini. _____________ I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE COPIATI CITANDO E LINKANDO LA FONTE
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Stragi e mafia: presunta trattativa con lo Stato da condannare Stragi: soluzione non in parlamento ma in tribunale |
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