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03 marzo 2009
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Intercettazioni
: tanti no al ddl Alfano Colpisce le libertà democratiche, non tutela la privacy vanifica un fondamentale strumento contro il crimine. E' il ritratto del ddl Alfano secondo i cronisti italiani e gli altri esperti di informazione, giustizia e investigazioni che hanno stilato il "Quaderno UNCI" sulla proposta del governo sulla intercettazioni, presentato oggi a Roma. Fra gli autorevoli interventi nel testo, aperto da una riflessione del presidente UNCI Guido Columba, quello del Presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick, il quale auspica un equilibrio della norma e ricorda che la Costituzione vieta la censura alla stampa. Fra i giornalisti, l'autore antimafia Lirio Abbate, secondo cui "L’anomalia italiana della mafia consente di ribaltare la verità", il giornalista Carlo Bonini, secondo cui con il decreto "Si cerca di chiudere i conti con i poteri di controllo" e la cronista Rosi Brandi, convinta che "Per giustificare le bugie" si metta paura ai cittadini", nonche' il cronista di giudiziaria Luigi Ferrarella, che parla di "Leggende spacciate per verità". Il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, ricorda che "L’informazione è essenziale alla difesa delle Istituzioni" e il giornalista televisivo Santo Della Volpe pone l'accento sulla liberta' e ritiene che la soluzione al problema della violazione della privacy nella pubblicazione delle intercettazioni si risolva con l’autoregolamentazione. Fra i magistrati, Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati , denuncia come il ddl sulle intercettazioni vanifichi un fondamentale strumento d’indagine, e in particolare, come sottolinea Giuseppe Cascini, segretario dell’ANM, tali "norme permetteranno ai pedofili di beffare la polizia". Il Procuratore Gian Carlo Caselli sottolinea che il governo deve governare, ma che non debbono essere vanificati i poteri di controllo effettivi sul governo, mentre il pm antiterrorismo Armando Spataro lamenta una stagione devastante per la giustizia e spiega come in realta' il blocco della stampa sulla questione delle intercettazioni non comporti veramente la tutela della privacy. Fra gli altri documenti importanti contenuti nel testo, un parere pro veritate dei professori Enzo Cheli e Carlo Federico Grosso chiesto dalla Federazione Italiana Editori Giornali, il giudizio della Fédération européenne des journalistes, che reputa il ddl Alfano contrario alla Convenzione europea dei Diritti, e il richiamo alla sentenza del 7 luglio 2007 della Corte europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, che ritenne la pubblicazione delle intercettazioni su vicende di interesse pubblico - comunque ottenute dai giornalisti - un esercizio del diritto di cronaca e soprattutto l'ottemperanza al diritto dei cittadini ad essere informati, valore essenziale in una societa' democratica. ___________ NB:
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