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MONS.
CROCIATA e i mafiosi fuori dalla Chiesa
di
Munello
"Non
c'è bisogno di comminare esplicite scomuniche perchè chi vive
nelle organizzazioni criminali è fuori dalla comunione anche
se si ammanta di religiosità." Lo ha detto il segretario
generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, in una conferenza
stampa ad Assisi. Crociata
ha aggiunto che "non si risolve questo dramma sociale
che si estende a tutta l'Italia, e non solo al Sud, solo richiamando
l'esclusione dalla Chiesa, ma si risolve con un impegno di
tutti, della istituzioni, della magistratura".
Ci
fa piacere che un esponente di primo piano della Chiesa abbia
ribadito qual'e' la posizione sui mafiosi, in altre occasioni
chiarita da coraggiosi Vescovi antimafia (*). Il fatto e'
che per alcune persone non mafiose che ritiene fuori della
Chiesa, la Cei non si limita all'esclusione automatica e tacita,
ma esprime ripetutamente la sua esecrazione.
Inoltre, a volte i mafiosi non si sono solo ammantati di religiosita',
come dice Mons. Crociata, ma "sono stati" ammantati,
se cosi' si puo' dire, nel senso che diversi prelati non si
sono posti problemi a celebrare i loro matrimoni e funerali,
offrendo ai cittadini l'impressione sbagliata, e cioe' che
la Chiesa rispettasse e temesse i 'mammasantissima' e che
a questi tutto fosse consentito. In questi casi la Chiesa
non ha certo sostenuto i tanti magistrati ed esponenti delle
forze dell'ordine che - senza bisogno di ulteriori esortazioni
- erano e sono impegnati contro la mafia.
Ecco perche' c'e' chi chiede di ribadire con chiarezza l'esclusione
dei mafiosi dalla Chiesa: un messaggio per i mafiosi stessi,
per i cittadini e anche per taluni prelati.
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Dossier
mafia e antimafia
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