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Intercettazioni:
UE , giornalisti usino informazioni in loro possesso
di
staff
La
Ue : i giornalisti devono poter usare le notizie e gli atti
di cui sono in possesso La Commissaria ai Media: restrizioni
ai giornalisti sono attentati alla libertà di espressione.
L’on. Rita Borsellino, su richiesta dell’Unione Nazionale
Cronisti Europei, ha chiesto alla Commissione Europea di vigilare
sui contenuti del ddl Alfano sulle intercettazioni.
Ecco la risposta di Viviane Reding, Commissaria ai Media.
On.
Borsellino, La ringrazio per la sua lettera del 29 luglio
2009 indirizzata al Vice presidente J. Barrot nella quale
esprime le preoccupazioni suscitate dal disegno di legge italiano
che sarà sottoposto prossimamente al voto del Senato della
Repubblica italiana e che prevede limitazioni al diritto dei
giornalisti all’uso e alla protezione delle loro fonti, tra
cui l’uso dei tabulati telefonici.
Mi permetta innanzitutto di ribadire che ritengo che la libertà
di espressione costituisca un principio di base dell’Europa
ed è sancito all’art. 11 della Carta dei diritti fondamentali
dell’Unione europea. Sono pienamente solidale con i giornalisti
e gli editori europei quando la libertà di stampa è messa
in causa, poichè tale libertà è uno dei principi europei fondamentali
e come tale l’ho sempre difesa a livello dell’Unione Europea.
Il
diritto dei giornalisti all’uso e alla protezione delle loro
fonti, qualunque esse siano (ivi compresi tabulati che siano
trapelati e venuti in loro possesso) è naturalmente uno dei
principali principi a garanzia di un effettivo esercizio della
libertà di stampa. Di conseguenza, ritengo che qualsiasi restrizione
o ostruzione al giornalismo d’indagine può essere considerata
come un grave attentato alla libertà di espressione.
La
libertà di stampa può essere sottoposta a restrizioni solo
se tali restrizioni sono “previste dalla legge” ed imposte
ai fini del perseguimento di uno o più dei legittimi obiettivi
contemplati dalla Convenzione europea per la salvaguardia
dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e se costituiscono
“misure necessarie, in una società democratica” ai fini dei
suddetti obiettivi. Pertanto la Commissione sottoscrive pienamente
il principio in base al quale i giornalisti facciano uso di
ogni informazione in loro possesso, salvo restando naturalmente
i casi eccezionali previsti dalla Convenzione europea, e senza
alcuna imposizione di rivelare le proprie fonti e meno che
ciò non sia necessario ai fini di un’indagine penale.
Come
Lei sa, in base al Trattato istitutivo della Comunità Europea
e al Trattato sull’Unione Europea, la Commissione non dispone
di competenze generali d’intervento in caso di violazioni
dei diritti fondamentali. Il solo ruolo che la Commissione
potrebbe svolgere è quello di esaminare la questione della
libertà di espressione nell’ambito di un caso particolare
e concreto attraverso il quale si possa stabilire un nesso
col diritto comunitario.
Tale nesso non sembra sussistere nel caso attuale, ma i servizi
della Commissione continueranno a seguire l’evoluzione della
situazione e a garantire il pieno rispetto dei Trattati istitutivi
delle Comunità europee.
La
prego di gradire Onorevole Borsellino, i miei più cordiali
saluti. Viviane Reding.
 
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