15 novembre 2007

 
     

Cecenia : Consiglio d'Europa parla di una Commissione Verita'
di Gabriella Mira Marq

"Le commissioni per la verita' possono essere un efficace meccanismo per affrontare le pregresse violazioni dei diritti umani, portando cosi' la riconciliazione in una societÓ che emerge da un difficile passato. Nel caso della Repubblica cecena, una Commissione VeritÓ potrebbe essere un modo per soddisfare le necessitÓ di affrontare l'eredita' del conflitto in questa regione, per ricostituire la storia degli abusi commessi, della violenza e delle ingiustizie subite, da tutte le parti coinvolte".

E' quanto si legge in una relazione del deputato Andreas Gross (Svizzera, SOC), adottata martedi' a Parigi dalla commissione per gli affari politici del Consiglio d'Europa. Secondo il Comitato, "Tale Commissione verita' fornirebbe ulteriori strumenti di riconoscimento e di risarcimento alle vittime e stabilirebbe le responsabilita' istituzionali e personali, in modo da garantire la sanzione dei colpevoli di tali reati e di prevenire ulteriori abusi. Non dovrebbe concedere l'amnistia per i crimini che rientrano nel quadro del diritto internazionale".

Tuttavia una decisione in merito all'opportunita' di istituire una Commissione Verita' appartiene alle autorita' della Repubblica cecena della Federazione russa, come hanno sottolineato i parlamentari dell'organizzazione paneuropea che include 47 Stati membri, compresi Turchia e Russia ed esclusa solo la Bielorussia. Come primo passo, la Commissione per gli affari politici dovrebbe fornire alle autorita' e alla societÓ civile le informazioni sulle migliori prassi internazionali per quanto riguarda le Commissioni di verita' ed aprire un dialogo con entrambe, al fine di valutare l'utilita' di un simile meccanismo per raggiungere la riconciliazione e di integrazione nella societa' cecena.

La relazione dovrebbe essere discussa dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ma - anche qualora venisse approvata in Aula - vi sarebbero due problemi essenzialiper la sua messa in pratica. Il primo e' che le violazioni nella regione russa sono all'ordine del giorno, quindi non sono cessate come appare dalla proposta della relazione, e sono sostenute o commesse anche dall'esercito russo. Il secondo e' che i rapporti fra il Consiglio d'Europa e il Cremlino sono gia' tesi per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, che e' per cosi' dire la 'ragione sociale' del Consiglio e che ha percio' comportato nei confronti di Mosca numerose condanne della Corte dei Diritti dell'uomo.

Speciale diritti

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