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04 luglio 2007
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Caso
CIA : Bush interviene , braccio destro di Cheney evita il carcere Il presidente USA George W. Bush ha communtato parzialmente la condanna dell'ex capo dello staff del vicepresidente Cheney Lewis Libby riconosciuto colpevole di spergiuro e ostacolo alla giustizia nel caso della perdita dell'identita' segreta per l'agente della CIA Valery Plame. La scelta di Bush e' destinata a diventare argomento della campagna elettorale presidenziale, visto che alcuni contendenti di ambo gli schieramenti hanno gia' commentato l'atto di clemenza. Per Hillary Clinton (ovviamente critico) ha parlato il marito, intervistato sugli atti di clemenza a sua volta concessi quando era presidente. Per i repubblicani e' intervenuto in difesa di Bush il candidato alla presidenza Mitt Romney, gia' autore di atti di clemenza in qualita' di governatore. Bush ha eliminato i 30 mesi di prigione e lasciato intatto il resto della pena, che prevede il pagamento di un'indennita' di 250.000 dollari e due anni di affidamento in prova. In una dichiarazione il presidente ha spiegato la sua controversa decisione dicendo che la decisione della Corte d'Appello di rifiutare a Libby la liberta' provvisoria o gli arresti domiciliari mentre e' in corso il processo d'appello imponeva una decisione. Bush ha detto di aver cooperato pienamente fin dall'inizio per le indagini ed ha ricordato che il dipartimento della giustizia ha nominato l'avvocato degli Stati Uniti Patrick Fitzgerald quale consulente legale speciale incaricato del caso. "Il sig. Fitzgerald - ha detto Bush - e' un procuratore altamente qualificato e un professionista che ha fronteggiato le sue responsabilita' come doveva". "Questo caso - ha aggiunto il presidente USA, "ha generato un commento ed un dibattito significativi. I critici delle indagini hanno sostenuto che non si sarebbe dovuto nominare un consulente legale speciale, ne' doveva essere fatta un'indagine dopo che il dipartimento di giustizia era venuto a conoscenza di chi aveva reso noto il nome della signora Plame al giornalista Robert Novak. Ancora, i critici precisano che ne' Libby ne' chiunque altro e' stato incriminato per la violazione della Legge sulla protezione dell'identita' degli agenti segreti o della legge sullo spionaggio, che erano gli scopi originali dell'inchiesta. Per concludere, i critici dicono che la punizione non e' commisurata al crimine: Libby era un incensurato con anni di servizio pubblico eccezionale ed e' stato condannato ad una pena dura basata in parte su accuse non presentate mai alla giuria". "Altri - ha proseguito Bush - precisano che una giuria di cittadini ha valutato tutto il processo ed ha ascoltato tutta la testimonianza ed ha trovato il sig. Libby colpevole di spergiuro e ostacolo alla giustizia. Argomentano, correttamente, che il nostro intero sistema di giustizia conta sulla gente che dice la verita'. E se una persona non dice la verita', specialmente se serve nel governo e gode della fiducia pubblica, deve essere giudicata responsabile. Dicono che in primo luogo, se Libby avesse detto soltanto la verita', non sarebbe nemmeno stato incriminato. Sia i critici che i difensori di questa inchiesta hanno fatto appunti importanti". Ma, aggiunge il presidente, "Ho fatto la mia valutazione. Nella preparazione per la decisione che sto annunciando oggi, ho pesato con attenzione queste discussioni e le circostanze che circondano questo caso". "Rispetto il verdetto della giuria - ha continuato Bush - Ma ho concluso che la condanna alla prigione data al sig. Libby e' eccessiva. Di conseguenza, sto permutando la parte della sentenza del sig. Libby che gli impone di passare 30 mesi in prigione. La mia decisione di condonare la sua condanna al carcere lascia intatta una punizione dura per il sig. Libby. La reputazione che ha guadagnato con i suoi anni di servizio pubblico ed il lavoro professionale nella Comunità legale e' danneggiato per sempre. Sua moglie e i bambini in giovane eta' inoltre hanno sofferto immensamente. Egli rimarra' affidato in prova. Le indennita' significative imposte dal giudice rimarranno in vigore. Le conseguenze della sua condanna penale sulla sua vita precedente come avvocato, funzionario e privato cittadino saranno durature. La Costituzione da' al presidente il potere di usare clemenza quando lo ritiene opportuno. È mio giudizio che una commutazione della condanna alla prigione nel caso del sig. Libby sia un esercizio adeguato di questo potere". Secondo il Washington Post, il presidente ha limitato le sue discussioni sulla commutazione della pena a Lewis 'Scooter' Libby ad alcuni uomini molto vicini, scegliendo di non consultarsi con il dipartimento di giustizia e respingendo gli sforzi dagli amici a favore di Libby. Non e' dato sapere quale sia stato il ruolo del vice presidente Cheney nel sostenere la clemenza verso il suo ex capo dello staff ed alter ego. Per la prima volta nella sua presidenza, comunque, Bush ha permutato una condanna senza passare attraverso gli avvocati del ministero della giustizia ne' ha chiesto al procuratore principale del caso, Patrick J. Fitzgerald, il suo input, come in genere accade in casi simili. Il portavoce di Bush ha dichiarato che "La clemenza esecutiva e' un potere esclusivo del presidente a norma della costituzione e ci sono precedenti per esercitare questo potere" senza tener conto del parere del procuratore. La decisione di Bush e' comunque un classico compromesso politico che non accontenta ne' scontenta troppo nessuno. Gli amici e sostenitori di Libby sono contenti che non andra' in prigione, ma notano che nella sua dichiarazione Bush afferma che Libby non ha detto la verita' ed ovviamente non apprezzano le parole positive avute da Buh nei confronti del procuratore Fitzgerald che invece detestano. Viceversa, i critici di Libby - gia' non soddisfatti perche' l'indagine si e' arenata sul punto piu' importante, cioe' scoprire e punire la 'gola profonda' della Casa Bianca nel caso Plame - non accettano che Libby non vada in carcere. Secondo una fonte anonima del Washington Post, tuttavia, alla Casa Bianca si ritiene che la decisione non danneggera' politicamente il presidente malgrado le critiche democratiche. Nello Iowa per promuovere la candidatura presidenziale di sua moglie - il sen. Hillary Rodham Clinton - Bill Clinton ha risposto alla domanda di un intervistatore radiofonico che gli chiedeva conto dei "perdoni discutibili" concessi durante la sua presidenza, dicendo che si trattava di casi ben diversi e che il comportamento di Bush e' coerente con "la loro filosofia": "credono di poter fare cio' che vogliono e che la legge sia un ostacolo secondario". Nessuno della Casa Bianca, ha detto Clinton, e' stato incriminato per aver rivelato il nome di una agente CIA e questo e' sbagliato e ingiusto. Clinton concesse il perdono a 140 persone nell'ultimo periodo della sua presidenza, ma fra questi gli si imputa di aver commutato la pena di un evasore fiscale per milioni di dollari condannato a dieci anni di reclusione che era l'ex marito di una forte donatrice dei democratici e della prima campagna al senato di Hillary Clinton. Inchiesta Plame-CIA: prigione ai giornalisti *si ringrazia Claudio Giusti ___________ NB:
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