NEW del 24 ottobre 2006

 
     

Scuola e legalita' : al via il Piano nazionale
di osservatoriosullalegalita.org

La lotta a ogni illegalità inizia dalla scuola, dal rispetto dell'altro e delle regole della convivenza civile. Parte su queste basi il primo Piano nazionale sull'educazione alla legalità e alla lotta alla mafia del ministero della Pubblica Istruzione.

Il primo passo è stato l'insediamento, nella sede del ministero, del Comitato nazionale scuola e legalità - presieduto dal Ministro Giuseppe Fioroni - del quale fanno parte personalità che a vario titolo ogni giorno combattono il crimine, dal capo della polizia, Gianni de Gennaro al procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, da Maria Falcone ai vertici di Carabinieri e Guardia di Finanza e poi rappresentanti dell'associazionismo del corpo docente e dei ragazzi di Locri.

Obiettivo è quello di educare alla legalità con azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse. Il ministro Fiorono ha detto che si vuole lanciare un segnale: "per vincere la mafia, diceva Giovanni Falcone, servirebbe sì un esercito ma di maestri delle scuole elementari. Ecco, la scuola è pronta, sta radunando l'esercito".

Lo diciamo prima di tutto - ha proseguito il ministro - a chi in questi ultimi tempi ha alzato il tiro contro le scuole: scuole bruciate, minacciate, devastate, sono il segnale che qualcuno punta anche su questo presidio dello Stato sul territorio. La risposta è una maggiore presenza sul territorio ma anche una vera e propria offensiva educativa. La scuola non si tira indietro e dice no. Ma occorre la collaborazione di tutti i ministeri coinvolti e delle associazioni e il volontariato per un fronte comune, trasversale e interistituzionale.

Vogliamo dire ai ragazzi - ha detto ancora Fioroni - agli insegnanti, ai presidi che lo Stato c'è, che in questa battaglia la scuola non è sola e che non si può vincere solo con alcuni presidi eroici ma con un'azione corale testimoniata da tutti quelli che oggi sono qui. E vogliamo dire alle organizzazioni criminose che a scuola ci si entra solo per studiare e che qualsiasi altro tentativo di infiltrazione è respinto al mittente, destinato a fallire.

Le violenze vanno estirpate tutte - ha concluso il Ministro - fuori e dentro la scuola, anche il fenomeno del bullismo. Secondo un'indagine Telefono azzurro-Eurispes nel 2002 un ragazzo su due diceva di aver minacciato o picchiato qualcuno dei suoi compagni a scuola, altri dati parlano di un ragazzo su due che subisce episodi di violenza verbale, psicologica o fisica. Il 33% dei ragazzi delle superiori sarebbe una vittima ricorrente di atti di bullismo. "Neanche questo è più tollerabile", ha commentato Fioroni.

All'incontro hanno partecipato fra gli altri Maria Chiara Acciarini, Luigi Berlinguer, Maria Bonafede, Salvatore Calleri, Giovanni Cannella, Don Ciotti, Nando Dalla Chiesa, Giovanni De Gennaro, Maria Falcone, Piero Grasso, Tano Grasso, Piero Marrazzo, Don Mazzi, Adriana Musella, Roberto Speciale, Fernanda Tuccillo.

Qualche giorno fa il ministro Fioroni aveva firmato la direttiva sulla legalita'.

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Scuola, etica e legalita'