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NEW del 21 giugno
2006
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Immigrazione
: Amato alla Camera , cambiare la Bossi Fini Cambiare la legge Bossi Fini per trattare gli immigrati come esseri umani e come i nostri emigranti avrebbero voluto essere trattati ma anche nel contesto della lotta al terrorismo, che trova in una cultura di esclusione terreno fertile per fare adepti. E' questo in sintesi il pensiero sull'immigrazione del Ministro dell'Interno Giuliano Amato ieri in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. A giudizio di Amato, l'immigrazione e' "il grande tema del nostro tempo, perché ha dei profili davvero che sgomentano", come quello evidenziato dal suo predecessore Giuseppe Pisanu, della bassissima percentuale di migranti che giunge fino a noi rispetto a quelli che partono dalle loro terre e che un viaggio estenuante uccide per strada, e come quella delle incredibili trafile che oggi un immigrato e' costretto a fare per ottenere diritti in Italia. Secondo il ministro, "Noi dobbiamo combattere l’immigrazione clandestina perché certo c’è un limite alla capacità di assorbimento dei nostri Paesi, ma in primo luogo perché è organizzata da dei delinquenti che in realtà sfruttano le aspettative di brave persone, che le mischiano a persone meno brave e che quindi non debbono avere da noi nessun incoraggiamento nel continuare questa loro attività. Ma non perché essere immigrato clandestino è di per sé essere un delinquente, di questo dobbiamo essere consapevoli. A volte nei flussi di immigrazione clandestina si infilano i delinquenti, ne profittano, e arrivano. Ma non è necessariamente così, e molto spesso non è così". "E’ davvero fonte di sofferenza, poi, - ha chiosato Amato - quando questi arrivano, doverli rimandare via, e voi li dovete rimandare via, lo dovete fare, ma l’animo con cui li trattate non deve essere l’animo di chi sta trattando con un criminale del quale si libera. Voi state trattando con persone come erano i nostri nonni, i nostri zii, i nostri bisnonni che arrivavano a Staten Island". Amato ha ricordato che il documento finale del G8 di Mosca evidenzia come le fattispecie di reato correlate all'immigrazione clandestina non siano "quelle del terrorismo, che stanno in un altro capitolo particolarmente importante, ma sono il traffico di esseri umani, la tratta di donne e di minori – noi non combattiamo in realtà l’immigrato clandestino, povero cristo, lui è la vittima del reato, e tuttavia dobbiamo espellerlo. Dobbiamo espellerlo, dobbiamo non farlo entrare (non si tratta neanche tecnicamente di espulsione) perché non possiamo consentire alle organizzazioni che sono dietro questi traffici di cogliere una luce verde in ciò che fanno in Europa e nel nostro Paese". Parlando della legge in materia, Amato ha ricordato che e' molto chiara e chiede di verificare se fra i richiedenti asilo ci siano eventuali criminali. Inoltre vanno verificate le ragioni della richiesta dell’asilo che, ove accertate, comportano per ragioni costituzionali e di convenzioni internazionali l’accettazione della richiesta stessa. Tuttavia, ha sottolineato il ministro, "non devono essere carceri anche se sono luoghi nei quali le persone vengono trattenute". Proprio per questo Amato ha annunciato l'intenzione di costituire una commissione costituita da persone dell’Amministrazione e da persone esterne che lavorino nel mondo del volontariato, e che vada ad ispezionare i centri di prima accoglienza e "nel giro massimo di sei mesi possano riferire a noi cosa hanno trovato, che proposte fanno, e io possa venire da voi a discutere insieme tutto questo". Amato ha detto che per quanto riguarda i clandestini e le regolarizzazioni sono stati gia' riscontrati "problemi che non sono tanto dovuti all’impostazione molto controversa della legge che porta i nomi Bossi-Fini, ma sono legati ad asperità regolamentari burocratiche che hanno reso la vita dell’immigrato regolare ancora più difficile di quanto in linea di principio non sia. Assoggettandolo a vicende che se accadessero a noi inonderemmo i giornali di lettere di protesta contro l’ottusità dei burocrati e inonderemmo i nostri parlamentari di richieste di interrogazioni ai Ministri. Un esempio: io ho un permesso di soggiorno valido, questo permesso a una certa data scade (per il momento non discuto la durata) e chiedo il rinnovo perché ne ho titolo. Il rinnovo, però, mi arriverà solo tra alcuni mesi in ragione di difficoltà che vi sono, ve ne ho parlato un po’ all’inizio. Nel frattempo io rimango nudo al vento, non ho un documento valido, non ho nulla. Ho un cedolino, ma se vado al funerale di mio padre che muore proprio in quelle settimane non posso tornare perché non ho nulla di valido, il permesso di soggiorno non ce l’ho2. "Ora - ha commentato il ministro - questa realtà non ha nessuna ragion d’essere all’interno di qualunque impostazione legislativa, a prescindere dalle diversità di impostazione. E quindi, per dirne una, noi provvederemo subito a fare ciò che qualunque italiano chiederebbe per sé per qualunque documento: ho chiesto il rinnovo di un documento valido che ha una scadenza? Ebbene la validità del mio primo documento è prorogata fino al rinnovo o al diniego di rinnovo. Perché non potete caricare su di me le difficoltà vostre nella tempistica del rinnovo. Perchè nessuno, neppure la Bossi-Fini, implica che ci sia questa cessazione immediata di validità di un permesso che ha i presupposti per essere rinnovato, ma che potrà essere rinnovato per una serie di ragioni non il giorno dopo la scadenza, ma settimane o mesi dopo la scadenza. Io dico, allora, che sia valido fino al rinnovo o al diniego di rinnovo". Quanto alle abitazioni degli immigrati, Amato ha detto che "Ci sono situazioni tra l’ipocrita e il paradossale... Sembra che non esistano gli affitti in nero, che non capiti che la maggior parte di questi poveretti finiscano nelle mani di un locatore in nero che il contratto non glielo dà e che quindi non consente loro di avere una regolare residenza anagrafica. E così l’imbroglione è un italiano, il loro locatore, ma paga l’immigrato che non avrà la residenza anagrafica e non potrà provare la continuità del soggiorno. Nessun italiano accetterebbe una cosa del genere per sé, e andrebbe dritto alla Corte di Strasburgo a lamentare giustamente la violazione dei suoi diritti umani. E allora perché lo dobbiamo fare ad altri?". Stesso discorso per il lavoro a termine, stagionale o precario, su cui Amto ha proposto di ricondurre le fonti di sostentamento "al reddito da lavoro, ma anche ai risparmi e ai contributi che ci possano essere". Altro problema pratico i ricongiungimenti familiari, che prevedono solo quello a beneficio del figlio minore, il quale pero' potrebbe diventare maggiorenne nel corso dell'iter della pratica. Ma Amato ha evidenziato lacune anche nella legge Bossi Fini stessa. "Io sono convinto, credo come tutti gli italiani, - ha detto il ministro - che debba esserci una connessione tra immigrazione e lavoro... il modo in cui è stata stabilita dalla legge vigente è troppo rigido, presenta delle fortissime rigidità. Non c’è dubbio che la durata del permesso uguale a quella del contratto di soggiorno in un Paese che ha una propensione al contratto a breve che supera la durata dei lavori che poi offre, porta dei risultati assolutamente paradossali: ti chiamano per venire a fare lo stagionale, sai che ti chiamano in realtà per sei-otto mesi, però ti fanno tre contratti in quel periodo". Amato ha dichiarato che occorre "rivedere un punto base della Bossi-Fini, lì dove si vuole – è questo il presupposto della legge - che la domanda è regolare solo se il lavoratore che è controparte del datore alla firma del contratto di soggiorno è nel suo Paese. Insomma, vi chiedo, è vero? Accade veramente così? E’ così che funziona? E’ così che è stata applicata la legge? I nostri datori di lavoro assumono tutti persone che non hanno mai visto? Prendiamo il caso dei molti collaboratori familiari, uno scrive al consolato italiano di Manila? Io l’ho chiesto anche a funzionari della Pubblica Sicurezza e della Direzione competente e ho visto un certo imbarazzo. Posso dire sommessamente una cosa non sommessa? Non rischiamo con una disciplina del genere di fare in realtà una buona quota di regolarizzazioni dicendo che noi siamo contrari alle regolarizzazioni? Siamo proprio sicuri che la realtà che si sta dipanando in applicazione della legge sia davvero conforme alla legge? O non sta accadendo che la legge ha un presupposto impossibile, che la sua applicazione finge di credere al presupposto?" Mentre vi e' gia' un ampio consenso in Parlamento sulla legge sull’Asilo nella scorsa legislatura e quindi la si puo' riprendere, a giudizio del ministro va rivista la legge sulla cittadinanza. Essa non risolve tutti i problemi, ha sottolineato Amato, "E tuttavia negarla, o non riconoscere i bambini che stanno crescendo da noi e che frequentano le nostre scuole, che sono completamente integrati nel loro ambiente, certo non aiuta... Non aiuta anche ai fini del secondo grande tema che abbiamo davanti, che è quello della lotta al terrorismo. Noi ci stiamo accorgendo di una realtà amara: che l’Afghanistan era la base di Al Qaeda e di Bin Laden, ma da allora la maggior parte degli attentati che abbiamo subito - fortunatamente non noi in Italia - sono frutto di una organizzazione che dovremmo definire decentrata del terrorismo di fonte fondamentalista. Spagna, Regno Unito, Egitto, gli stessi due attentati che furono sventati da noi - quello alla metropolitana di Milano e a San Petronio - erano sì il frutto di alcuni collegamenti, ma nessuno dall’Afghanistan li aveva ordinati. La sensazione che si ha è che i capi supremi di Al Qaeda battezzino successivamente questi eventi, se ne approprino in un secondo momento. Questa organizzazione così decentrata evidentemente ci pone - e questa è una opinione unanime dei Paesi del G8 - il tema della lotta alla radicalizzazione nei nostri Paesi come un tema cruciale". "Allora - si e' chiesto il ministro dell'Interno - come fare ad evitare che queste persone che crescono nelle nostre società si radicalizzino?". Occorre evitare "l’identità musulmana contro, loro contro di noi e noi contro di loro, per cui quell’identità con un input fondamentalista diventa un’identità anti-occidentale che vede noi come l’espressione di un male che non deve entrare nelle loro società, ecc. ecc.". Speciale immigrazione e razzismo ___________ NB:
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