NOTIZIARIO del 01 aprile 2005

 
     

Papa : TG RAI e Mediaset protestano per silenzio stampa imposto
di red

Nel febbraio di quest'anno il Papa aveva parlato della liberta' di stampa, dicendo che l'informazione deve essere "libera e veritiera". Invece le informazioni sulle sue condizioni di salute sono andate in onda ieri solo con ritardo sulle reti nazionali pubbliche e private italiane - mentre tutto il mondo le seguiva in diretta - per dare spazio ai programmi con il premier.

Il comitato di redazione del Tg5 ha reso pubblica oggi una nota di protesta manifestando alla direzione di Canale 5 "il proprio disappunto per quanto e' avvenuto e ribadisce che una grande azienda editoriale non puo' mai sottrarsi al dovere di informare in modo puntuale e completo i telespettatori".

Infatti, spiega la nota, "ieri sera, alla notizia dell'aggravarsi delle condizioni del Papa, mentre le principali reti televisive di tutto il mondo interrompevano i programmi per dare notizie tempestive sull'evolversi della situazione, Canale 5, nonostante ripetute e vivaci pressioni, non ha ritenuto opportuno sospendere la programmazione della serata. Alla fine, solo dopo reiterate insistenze, Canale 5 ha messo in onda per pochi minuti una scritta sul video che, in modo sommario, dava la notizia che veniva trasmessa in diretta da tutte le televisioni del mondo".

Anche il TG3 ha espresso la sua indignazione con un comunicato che spiega cosa e' accaduto quando sono arrivate le prime notizie sull'aggravarsi delle condizioni di salute del Papa: "Il Tg3 stava andando in onda con 'Primo Piano', raccontando quanto stava avvenendo, quando i vertici aziendali, hanno chiamato il direttore del Tg3, Di Bella, chiedendogli di togliere la scritta che stava andando in sovrimpressione 'Il Papa Ŕ grave'. Gli stessi vertici hanno imposto di chiudere la diretta per lasciare il posto a un programma di rete, per giunta in replica".

I giornalisti si dicono "indignati e sgomenti", poiche' "mentre tutte le Tv del mondo stavano aprendo i loro notiziari con la notizia proveniente dal Vaticano, il Tg3 ha dovuto chiudere per coprire la scelta di mandare in onda su Rai1 la trasmissione registrata di Vespa con Berlusconi". I redattori del TG3 commentano che si tratta di "una vergogna per la Rai e per la nostra professione di giornalisti. Per questo dissentiamo profondamente da quanto avvenuto e chiediamo conto delle responsabilitÓ del vertice aziendale".

L'azienda pubblica giudica in una nota le proteste "prive di fondamento" e parla di "scarsa sensibilita' per il particolare momento" e di "polemica su quella che e' una prassi abituale in certe particolari occasioni, adottata per garantire nel breve un'informazione straordinaria su tutte e tre le reti".

L'azienda, che rimanda altri chiarimenti e risposte a non meglio identificati "tempi piu' consoni", parla di "una sorta di staffetta tra i tre TG resa necessaria, nell'immediatezza dell'evento, dall'impossibilita' di garantire a tutti i necessari collegamenti e l'utilizzo delle linee di trasmissione. Si deve anche ricordare che la rubrica 'Primo piano' e' durata quasi un'ora, cioe' ben oltre la sua durata fissata in 20 minuti, e che successivamente il TG3 ha trasmesso due edizioni straordinarie".

Ma la protesta dei giornalisti di entrambe le testate evidenzia soprattutto uno slittamento temporale strategico del momento in cui la notizia e' stata data.

Si tratta anche di una cattiva gestione delle reti, dato che la notizia dell'aggravarsi delle condizioni di salute del Santo Padre, secondo i dati Auditel, ha fatto registrare oltre 42 milioni di contatti sui canali Rai e oltre 43 milioni sulle Reti Finivest, mentre oltre 13 milioni di contatti vi sono stati su altri canali.

Invece la notizia in diretta nel mondo


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