NEW del 25 luglio 2005

 
     

Nucleare : Corea del nord colloquia con USA e Corea del sud
di Mauro Giannini

Gli Stati Uniti hanno accettato di tenere incontri bilaterali con la Corea del Nord alla vigilia dei negoziati internazionali sugli armamenti nucleari.

Christopher Hill, sottosegretario di Stato americano e capodelegato ai colloqui, ha annunciato ieri l'incontro delle due delegazioni, e l'agenzia ufficiale cinese Xinhua ha dato conferma dello svolgimento dei colloqui a Pachino. Hill ha spiegato che "non si tratta di negoziati. Tentiamo semplicemente di mettere a confronto le posizioni". Il caponegoziatore nordcoreano e' invece il viceministro degli esteri Kim Kye-gwan.

Intanto prosegue il dialogo anche fra le due Coree, d'accordo nell'individuare come obiettivo dei prossimi colloqui multilaterali la creazione di una zona denuclearizzata. Incontratosi a Pechino con il collega nordcoreano, il negoziatore sudcoreano ha detto che le parti condividono l'auspicio che nei prossimi negoziati a sei con USA, Russia, Cina e Giappone si facciano significativi progressi per la creazione nella penisola coreana di una zona denuclearizzata.

Il 22 luglio Pyongyang aveva offerto di rinunciare alle sue armi nucleari se anche la Corea del Sud avesse sottoscritto un accordo di pace sostitutivo del cessate il fuoco del 1953 che aveva fermato le ostilita' ma non risolto il conflitto.

Un portavoce del ministero degli esteri nordcoreano citato dall'agenzia ufficiale di stampa della Corea del nord aveva dichiarato che un accordo di pace potrebbe fermare l'ostilita' degli Stati Uniti sulla questione nucleare, ed otterrebbe come risultato automatico la denuclearizzazione della penisola, nonche' di dare un forte impulso alla ripresa dei negoziati a sei a Pechino (bloccati da mesi proprio dal rifiuto della Corea del Nord a parteciparvi).

Al rinnovato interesse di Pyongyang per i colloqui sul nucleare ha contribuito l'assicurazione di un diplomatico USA secondo cui Washington avrebbe riconosciuto la sovranita' della Corea del Nord. In precedenza l'amministrazione Bush - tramite un funzionario del Pentagono - aveva invece lasciato intendere che avrebbe chiesto all'ONU di punire il Paese asiatico per il suo rifiuto a tornare al tavolo delle trattative.

Alla conferenza asiatica di Singapore sulla sicurezza, tenutasi a giugno, funzionari giapponesi e degli Stati Uniti avevano infatti ventilato la possibilita' di un rinvio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della questione, ma Pyongyang aveva risposto che avrebbe ritenuto eventuali sanzioni ONU come un atto di guerra.

Fra le opzioni della casa Bianca non era escluso l'intervento militare. Gia' a fine maggio il sottosegretario di Stato USA Christopher Hill ed altri funzionari avevano dichiarato al congresso che l'amministrazione Bush avrebbe considerato "altre possibilita'", incluse le opzioni militari, se i colloqui fossero falliti o se Pyongyang avesse effettuato nel frattempo test nucleari. Washington aveva mantenuto invece una posizione d'apertura in caso di riavvio dei negoziati.

Speciale pace

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