NOTIZIARIO del 12 settembre 2003

NICHOLAS FARRELL

da The Spectator, traduzione di Giulia Alliani per Bollettino Osservatorio

La settimana scorsa lo Spectator ha intervistato Silvio Berlusconi, e ne e' seguita una gazzarra politica che ha dominato l'informazione italiana per...beh, almeno un paio di giorni. La causa della crisi era l'opinione espressa dal cinquantasettesimo Presidente del Consiglio del dopoguerra a proposito dei magistrati. Si tratta di un campo in cui lo si puo' considerare un esperto, dal momento che le varie consociate del suo impero dei media hanno subito 500 accessi da parte della Guardia di Finanza negli ultimi 10 anni.

Il Cavaliere -com'e' soprannominato- ci ha detto che i giudici italiani sono "antropologicamente diversi" dal resto di noi per due ragioni: (1) perche' sono di sinistra; (2) perche' sono matti comunque. Si e' scatenato l'inferno. Persino io sono divenuto degno di notizia. Uno dei sostenitori di Berlusconi e' arrivato al punto di scrivere che Boris Johnson ed io eravamo ubriachi al momento dell'intervista, un'accusa senza alcun fondamento. Nel complesso ritengo che Berlusconi -un Thatcheriano latino- sia un'ottima cosa per l'Italia. Un dittatore? Andiamo! Tony Blair ha molto piu' potere.

Eppure Martin Jacques sul Guardian, nel luglio scorso l'ha definito "il personaggio politico piu' pericoloso d'Europa". Questo e' un atteggiamento molto sprezzante nei confronti del popolo italiano. Il Cavaliere e' Primo Ministro per desiderio del popolo, con una maggioranza piu' ampia di tutti i suoi predecessori. Per quel che riguarda il conflitto d'interessi, Berlusconi sara' anche un mogul dei media, ma e' un mogul che non esercita un controllo sui media, contrariamente a quanto i media continuano a ripeterci, smentendo cosi' essi stessi la loro tesi. Nella mia biografia di Mussolini, che ho pubblicato a luglio, dimostro, fra le altre cose, che il duce era popolarissimo fra gli Italiani.

Maliziosamente, avrei voluto chiedere a Berlusconi: "Perche' Mussolini era piu' popolare di lei?". Il momento adatto non si presentava mai. Al suo posto, invece, e' saltato fuori Mussolini: mentre discutevamo sull'Iraq, Berlusconi ha detto: "Capisco quanto sia difficile insegnare la democrazia ad un popolo che per 40 anni ha conosciuto solo la dittatura". Al che ho detto scherzosamente: "Come l'Italia alla caduta del fascismo". Lui ha risposto: "Quella e' stata una dittatura molto piu' benevola- Mussolini non ha ammazzato nessuno- . Mussolini mandava la gente al confino [esilio in piccole isole come Ponza e Maddalena, che adesso sono luoghi di vacanza esclusivi]. Questo, anche se puo' sembrare paradossale, e', piu' o meno, vero.

A differenza dei comunisti russi, i fascisti italiani non si servivano di assassinii di massa per mantenere il potere. Non ce n'era bisogno. Vedete, Mussolini fu popolarissimo finche' non comincio' a perdere delle battaglie. Parte dei motivi per cui il commento di Berlusconi sui giudici italiani matti ha causato una tale crisi si ritrova nel fatto che i suoi avversari della sinistra sono alla disperazione, nel tentativo di spostare l'attenzione da uno scandalo di immense proporzioni che rischia di coinvolgerli.

Si tratta di questo: nel 1997, quando il Presidente della UE, Romano Prodi, era Presidente del Consiglio, la STET, societa' italiana di telecomunicazioni di proprieta' dello stato, compro' il 29% di Telekom Serbia da Slobodan Milosevic per circa 300 milioni di sterline; in seguito, nel 2002, la Telecom Italia (in quel momento la STET era ormai stata privatizzata) rivendette la stessa quota per circa 100 milioni di sterline.

Lo scandalo concerne le solite accuse di enormi tangenti, per non parlare della quantita' di denaro pubblico cosi' malamente sprecato. Per di piu' Milosevic, secondo un rapporto della CIA, uso' quel denaro per finanziare la pulizia etnica in Kosovo. Puo' essere che Berlusconi consideri matti i magistrati italiani ma, provenendo da lui, questa non va necessariamente considerata una critica. Perche' in un opuscolo autobiografico prodotto con dovizia di mezzi, pubblicato nel 2002 , Berlusconi dice che il suo libro preferito e' "L'Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam. Il tema centrale del libro e' basato sul fatto chela follia e' una forza creativa vitale - che la vera saggezza non emerge da una condotta sterilmente razionale, ma da una visionaria follia.

"L'Elogio della Pazzia", scrive Berlusconi, e' un libro "per gli studiosi, ma, ancor di piu' per gli uomini d'azione" I poteri del 'politicamente corretto' hanno considerato spazzatura il mio libro su Musso [ndt.: Mussolini] perche' avevo osato sfidare l'opinione tramandata in Gran Bretagna per cui il dittatore non era altro che un buffone grottesco - 'punto e basta' (ndt.: in italiano nel testo). Come io ho fatto notare, neanche in Italia i buffoni gotteschi mantengono il potere per circa 20 anni, come ha fatto Mussolini, senza spargimento di sangue.

La recensione che mi ha dato piu' fastidio e' stata quella di Tobias Jones sul Guardian (e dove, se non la' ?). Jones crede che Predappio, il mio paese, dove Mussolini e' nato ed e' stato sepolto, "non sia esattamente un luogo neutrale e che, quindi, non lo sia nemmeno il libro". Forse andrebbe bene Clapham? Predappio, secondo Jones, "e' un posto da far venire i brividi: pieno di skinheads che vengono in pellegrinaggio coperti di svastiche". In realta', Predappio - che e' sempre stata "rossa" dalla fine della guerra - e' un posto bellissimo sull'Appennino Romagnolo, dove cantano gli usignoli e con uno stemma che rappresenta un grappolo d'uva. La Romagna confina con la Toscana, ma non e' ancora stata trasformata in Chiantishire, e cosi', grazie a Dio, al ristorante non si sentono voci inglesi ai tavoli vicini, o Tedeschi che si mettono a cantare nel bel mezzo della notte.

Per quel che riguarda gli skinheads si fanno vivi solo in occasione delle ricorrenze mussoliniane, e si comportano bene, a differenza degli skinheads di Clapham o del diavolo di paese da cui proviene Jones. Quando Berlusconi fa le sue "gaffes", sono sicuro che lui parla dal cuore. Cosi', a noi, non giunge il politico, ma l'essere umano. Quanto diverso dal funesto Alastair Campbell! Io ho frequentato, nello stesso periodo, lo stesso college (Gonville & Caius) di Cambridge del portavoce dimissionario. Ricordo un personaggio tetro, che sedeva al bar del college con una tuta di tipo militare, e guardava con odio, da dietro alle bottiglie di Newkie Brown, tutti quelli che sospettava essere colpevoli, si' colpevoli, di aver frequentato una public school (ndt.:scuola privata per studenti abbienti). Sono sicuro che la gente preferisce Berlusconi a Campbell.

Come gli ho detto nel mio articolo: "Bravo, Berlusca, bravo! Parla con il cuore e la gente ti seguira'". Nell'Italia rinascimentale era considerata una grave colpa far litigare le persone fra loro. Il reato era chiamato zizzania. Lo so perche', all'eta' di 44 anni, sono appena diventato padre, per la prima volta. Caterina Farrell e' nata il 20 agosto. Sua madre e' italiana e, sia lei che Caterina sono due creature di impressionante bellezza. Mentre mi documentavo sul nome Caterina, mi sono imbattuto in Santa Caterina da Siena. Nel 1375 Santa Caterina converti' in punto di morte un uomo che era stato condannato per aver seminato zizzania, e fece si' che andasse in Paradiso. Forse Alastair Campbell - colpevole come il peccato da questo punto di vista - dovrebbe prendere contatti con Santa Caterina.

 

Nicholas Farrell

Last week The Spectator interviewed Silvio Berlusconi, and there followed a political furore that dominated the Italian news for - well, at least a couple of days. The cause of the crisis was the opinion of Italy's 57th Italian post-war prime minister on the subject of judges. This is a field in which he is expert, as a result of 500 raids in the past decade by the Guardie di Finanza on the various tendrils of his media empire. Il Cavaliere - as he is nicknamed - told us that Italian judges are 'antropologicamente diversi' from the rest of us for two reasons: (1) they are left-wing; and (2) they are mad anyway.

All hell broke loose. Even I became newsworthy. One of Berlusconi's supporters went so far as to claim that Boris Johnson and I were drunk when we conducted the interview, an allegation with no foundation whatever. On the whole, I think Berlusconi - a Latino Thatcherite - a very good thing for Italy. A dictator? Come off it. Tony Blair has far more power. Yet Martin Jacques in the Guardian last July called him 'the most dangerous political figure in Europe'. This is very condescending to the Italian people. Il Cavaliere is Prime Minister by popular demand, with a bigger majority than any of his 56 predecessors. As for the conflict-of-interest point, he may be a media mogul, but he is a media mogul who - contrary to what the media keep telling us, so disproving their own point - does not control the media.

In my biography of Mussolini, published in July, I argue among other things that Il Duce was hugely popular with Italians. Rather mischievously, I had wanted to ask Berlusconi, 'Why was Mussolini more popular than you?' The right moment failed to pop up. But Mussolini did: while discussing Iraq, Berlusconi said, 'I understand the difficulties in teaching democracy to a people who for nearly 40 years have known only dictatorship.' To which I said, in a jocular way, 'Like Italy at the fall of fascism.' He replied, 'That was a much more benign dictatorship - Mussolini did not murder anyone. Mussolini sent people on holiday to confine them [banishment to small islands such as Ponza and Maddalena which are now exclusive resorts].' This, though extraordinary, is more or less true. Unlike the Russian communists, the Italian fascists did not use mass murder to retain power.

There was no need. You see, Mussolini - until he started losing battles - was very popular. Part of the reason Berlusconi's remark about mad Italian judges caused such a crisis is that his opponents on the Left are desperate to deflect attention from a scandal of immense proportions which threatens to engulf them. The scandal is this: in 1997, when the EU commissioner, Romano Prodi, was Italian prime minister, the state-owned Italian telecommunications company - Stet - bought 29 per cent of Telekom Serbia from Slobodan Milosevic for roughly 300 million; then, in 2002, Telecom Italia (by then Stet had been privatised) sold back the share for about 100 million. The scandal involves all the usual allegations of massive bribes, not to mention the chucking of so much public money down the drain. Worse, Milosevic used the money, according to a CIA report, to finance his ethnic cleansing in Kosovo.

Berlusconi may think Italian judges mad but that is not necessarily a criticism, coming from him. For in a lavishly produced autobiographical brochure published in 2002, he says that his favourite book is In Praise of Folly by Erasmus of Rotterdam. The central theme of the book is that folly is a vital creative force - that true wisdom does not spring from sterile rational conduct but from visionary folly. 'In Praise of Folly,' writes Berlusconi, is a book 'for scholars and, even more, for men of action.' The forces of political correctness trashed my Musso book because I have dared to challenge received wisdom in Britain that the dictator was nothing but a grotesque buffoon - punto e basta. As I point out, grotesque buffoons do not hold power for more than 20 years more or less bloodlessly, as Mussolini did - even in Italy.

The review that most annoyed me was by Tobias Jones in - where else? - the Guardian. Jones reckoned, for example, that my village of Predappio, where Mussolini is born and buried, is 'not exactly neutral and neither, therefore, is the resultant book'. Would Clapham do? Predappio, Jones explains, is 'an eerie place: full of skinhead pilgrims decorated with swastikas'. Actually, Predappio - which has been 'red' since the war - is a very fine place in the Romagnol Apennines where nightingales sing and which has a bunch of grapes on its coat of arms. The Romagna is like adjacent Tuscany but has yet to be transformed into Chiantishire, so you do not hear English voices at the next table in restaurants, thank God, or Germans singing in the dead of night. As for skinheads, they turn up only for Mussolini anniversaries and behave themselves, unlike skinheads in Clapham or wherever it is Jones comes from.

When Berlusconi makes his so-called gaffes, he is, I feel sure, speaking from the heart. He comes across, therefore, not as a politician but as a human being. How unlike the baleful Alastair Campbell. I was at the same college at Cambridge - Gonville and Caius - as the departing spokesman, at the same time. I recall a dreary figure who sat in the college bar in a military green jumpsuit glaring from behind his bottles of Newkie Brown at anyone he suspected of being guilty - guilty of having gone to public school. I am sure people prefer Berlusconi to Campbell.

As I tell him in my column: 'Bravo, Berlusca, bravo! Speak from your heart and the people will follow.' In Renaissance Italy, it was a capital offence to cause people to argue with each other. The offence was called zizanium. I know this because at the age of 44 I have just become a father for the first time. Caterina Farrell was born on 20 August. Her mother is Italian and both she and Caterina are creatures of staggering beauty. Reading up on the name Caterina, I came across St Caterina of Siena. In 1375, St Caterina converted a man condemned to death for spreading zizanium as he was being topped, thus ensuring that he went to Heaven. Perhaps Alastair Campbell - as guilty as hell on this one - should make contact with St Caterina

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