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26 agosto 2025
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Enzo Baldoni: oltre venti anni ma come se fosse ieri
di Rita Guma *

Oggi ricordiamo Enzo Baldoni, giornalista, blogger pacifista e volontario della Croce Rossa, rapito e ucciso nel 2004 mentre era in Iraq per il settimanale Diario.

Dalla sua Milano ricevette l’Ambrogino d’oro alla memoria, conferitogli dal Comune con la motivazione “morto in Iraq come uomo di pace” ma a differenza di Silvio Berlusconi non è stato ancora inserito nel Famedio né gli sono state dedicate vie, figuriamoci aeroporti!

Era solo un giornalista onesto, non un politico sceso in campo per tutelare i suoi interessi...

Lo ricordo come se fosse ieri perché all'epoca, nel 2004, sul sito dell'Osservatorio seguimmo l'intera vicenda, dalla scomparsa all'inchiesta all'omaggio degli sportivi italiani.

Enzo Baldoni non aveva più dato sue notizie all'ambasciata italiana in Iraq dal 19 agosto, suscitando l'allarme del giornalista di Repubblica Luca Fazzo. Secondo un collega di Rai Uno, Pino Scaccia, il giornalista aveva iniziato un viaggio verso Najaf con l’obiettivo di intervistare il leader sciita Mouqtada Al Sadr. Gianni Barbacetto, di Diario, aveva poi annunciato che era stato ritrovato il cadavere dell'autista e traduttore del giornalista, Ghareeb.

Emerse poi un video girato dai rapitori che sembra ritrarre Enzo Baldoni ancora in vita nelle mani dei sequestratori. Nel video si intravede il giornalista per un breve momento sullo sfondo del drappo nero dei rapitori - definitisi Esercito islamico dell'Iraq - e si vedono anche il suo passaporto e la sua tessera professionale. I redattori di Al Jazira sostennero che nel video Enzo Baldoni fosse vivo.

Significativo e certo non suscettibile di speculazioni fu il gesto della nostra squadra di calcio, che si trovò a gareggiare proprio contro il team dell'Iraq a poche ore dall'esecuzione di Enzo Baldoni portando la fascia a lutto al braccio e, avendo vinto per 1 a 0, gli dedicò la medaglia di bronzo.

Anche dopo aver vinto il match, gli azzurri non fecero i soliti giri del campo, decidendo di non festeggiare proprio in omaggio al giornalista ucciso. Lo stesso Gilardino, autore del gol della vittoria, reagì in modo composto al momento della rete: si inginocchiò con lo sguardo verso il cielo dedicando il risultato a Enzo Baldoni.

Il ct Gentile commentò: "non era la situazione ideale per celebrare questa medaglia, anche se volevamo vincerla a tutti costi per dedicarla a Baldoni e alla sua famiglia".

Un clima strano anche per gli atleti iracheni, che dopo la vittoria della nostra squadra si dissero vicini ai giocatori italiani per il loro lutto ricordando di provenire da "un Paese in guerra", situazione che non auguravano a nessuno.

Oggi il mondo non è molto cambiato e guerre sostenute dagli stessi che sostennero quella sono ancora in corso. Così come sono ancora in auge politici che i giornalisti che dicono la verità li puntano a dito o li silenziano.

Proprio in questi giorni piangiamo oltre 250 giornalisti uccisi mentre adempievano al proprio dovere, facendo cronaca in zona di guerra. Anzi, proprio per questo motivo.

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* Presidente Osservatorio


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