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Strage treno 904 : vittime chiedono approfondimento delle
indagini
di
staff
L'Associazione tra i Familiari delle vittime della strage
sul Treno Rapido 904, in questi 27 anni trascorsi dall'attentato
terroristico sul treno Rapido 904 che provocò la morte di
16 persone innocenti e 267 feriti, ha in ogni occasione denunciato
la mortificante conclusione del processo di Firenze che tra
annullamenti di sentenze e assoluzione degli imputati lasciò
sostanzialmente senza risposte la richiesta di verità e giustizia
dei familiari delle vittime e dei feriti.
"Che
vi fosse la Cosa Nostra dietro la strage lo hanno già stabilito
i giudici di Firenze condannando all'ergastolo il cassiere
della mafia Pippo Calò, - commenta in una nota il presidente
Antonio Celardo - ma assolvendo tra gli altri il camorrista
con simpatie fasciste Giuseppe Misso e l'ex parlamentare del
MSI Massimo Abbatangelo. Molti interrogativi - spiega ancora
il presidente dell'associazione - sono rimasti senza risposta
a partire dalla sconcertante vicenda intorno a F. Schaundinn
il tecnico che preparò il dispositivo radiocomandato utilizzato
per l'esplosione della bomba e che dopo l'incriminazione fu
aiutato nella fuga in Germania".
"Questo
individuo - aggiunge Celardo - non ha mai scontato la pena
a 22 anni di carcere, non è mai stato ascoltato dai giudici
e dalla Commissione parlamentare sulle stragi istituita a
suo tempo, e per lui le autorità italiane non hanno mai inoltrato
richiesta di estradizione al fine di fargli scontare la pena.
Ora con la notizia dell'incriminazione del capo della mafia
Totò Riina per la strage dell'antivigilia di Natale del 1984
si riapre un'inchiesta che può essere una straordinaria possibilità
di conoscere tutta la verità, chi e perché volle quel massacro
solo se si andrà oltre lo scenario delle già individuate responsabilità
della mafia incominciando a individuare chi coprì la fuga
di Schaundinn".
Nell'apprezzare
l'impegno della Procura antimafia di Napoli, i familiari delle
vittime e i superstiti rimasti invalifi a seguito della strage
spiegano di sentire il bisogno di esprimere il diritto di
chiedere che l'inchiesta avviata si sviluppi a tutto campo
anche ascoltando ed esaminando le carte di coloro che erano
preposti a garantire la sicurezza dei cittadini.
"Chiediamo
che la ricerca della verità sia imperniata su un riesame di
tutti gli atti giudiziari - spiega Celardo - ma anche attraverso
l'acquisizione della documentazione esistente negli archivi
dei Servizi segreti e delle Forze dell'ordine, un esame preciso,
meticoloso, al fine di rivedere ogni particolare, anche alla
luce delle risultanze processuali delle stragi precedenti
e successive al fine svelare il sistema delle collusioni tra
mafia, camorra, eversione fascista, politica e apparati deviati
dello Stato, individuando tutti i mandanti, i collusi, gli
organizzatori e gli esecutori materiali della strage".
 
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