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8 marzo : Italia e UE ancora indietro con la parita' delle
donne
di
Gabriella Mira Marq*
L'Italia è seconda solo alla Turchia, al Messico e alla Grecia
nella classifica in negativo che misura il divario di impiego
fra uomini e donne nel mondo del lavoro, ma la Turchia e la
Grecia - al contrario di noi - hanno una percentuale apprezzabile
di presenza femminile nei consigli di amministrazione. I dati
emergono dalle statistiche della Commissione Europea, dell'OCSE
e dell'Unione interparlamentare e disegnano un paese avanzato
solo a parole, almeno per quanto riguarda le pari opportunità
fra uomini e donne.
Nemmeno
in Europa la situazione complessiva è rosea, anche se brillano
eccezioni come quelle della Norvegia e della Finlandia. Questo
a partire dal parlamento UE, che raggiunge solo il 35% di
rapprsentanza parlamentare "rosa".
L'europarlamento
ha tuttavia celebrato il centesimo anniversario della Festa
internazionale della donna con un dibattito su due risoluzioni
(uguaglianza di genere e povertà femminile), evidenziando
nella prima la necessità di ridurre il divario retributivo
tra i sessi, avere più donne in posizioni decisionali e aumentare
il tasso di occupazione femminile. La risoluzione è
stata adottata con 366 voti a favore, 200 contrari e 32 astensioni.
Secondo
il documento, qualora per le donne l'occupazione piena, l'occupazione
a tempo parziale e i tassi di produttività fossero simili
a quelli degli uomini, il PIL dovrebbe aumentare del 30%.
Ma solo il 3% delle grandi aziende dei paesi membri sono presiedute
da una donna. Gli Stati membri dovrebbero quindi adottare
misure efficaci, quali le quote, per garantire una maggiore
rappresentanza delle donne nelle principali società quotate
e nei consigli di amministrazione delle imprese in generale,
dicono i deputati, citando come esempio positivo la Norvegia,
seguita da Spagna e Francia.
Il divario di retribuzione tra uomini e donne è ancora in
media del 18% nell'Unione europea, con punte del 30%, hanno
osservato i deputati, invitando gli Stati membri ad attuare
la parità di retribuzione per pari lavoro in linea con le
leggi e invitando la Commissione europea di imporre sanzioni
verso quelli che non riescono a farlo.
Il
Parlamento UE ha chiesto inoltre obiettivi vincolanti per
garantire pari rappresentanza di donne e uomini in politica,
dicendo che ulteriori sforzi dovranno essere compiuti a livello
comunitario, nazionale, regionale e comunale.
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si ringrazia Claudio Giusti
 
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