Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
08 marzo 2011
tutti gli speciali

8 marzo : Italia e UE ancora indietro con la parita' delle donne
di Gabriella Mira Marq*

L'Italia è seconda solo alla Turchia, al Messico e alla Grecia nella classifica in negativo che misura il divario di impiego fra uomini e donne nel mondo del lavoro, ma la Turchia e la Grecia - al contrario di noi - hanno una percentuale apprezzabile di presenza femminile nei consigli di amministrazione. I dati emergono dalle statistiche della Commissione Europea, dell'OCSE e dell'Unione interparlamentare e disegnano un paese avanzato solo a parole, almeno per quanto riguarda le pari opportunità fra uomini e donne.

Nemmeno in Europa la situazione complessiva è rosea, anche se brillano eccezioni come quelle della Norvegia e della Finlandia. Questo a partire dal parlamento UE, che raggiunge solo il 35% di rapprsentanza parlamentare "rosa".

L'europarlamento ha tuttavia celebrato il centesimo anniversario della Festa internazionale della donna con un dibattito su due risoluzioni (uguaglianza di genere e povertà femminile), evidenziando nella prima la necessità di ridurre il divario retributivo tra i sessi, avere più donne in posizioni decisionali e aumentare il tasso di occupazione femminile. La risoluzione è stata adottata con 366 voti a favore, 200 contrari e 32 astensioni.

Secondo il documento, qualora per le donne l'occupazione piena, l'occupazione a tempo parziale e i tassi di produttività fossero simili a quelli degli uomini, il PIL dovrebbe aumentare del 30%. Ma solo il 3% delle grandi aziende dei paesi membri sono presiedute da una donna. Gli Stati membri dovrebbero quindi adottare misure efficaci, quali le quote, per garantire una maggiore rappresentanza delle donne nelle principali società quotate e nei consigli di amministrazione delle imprese in generale, dicono i deputati, citando come esempio positivo la Norvegia, seguita da Spagna e Francia.

Il divario di retribuzione tra uomini e donne è ancora in media del 18% nell'Unione europea, con punte del 30%, hanno osservato i deputati, invitando gli Stati membri ad attuare la parità di retribuzione per pari lavoro in linea con le leggi e invitando la Commissione europea di imporre sanzioni verso quelli che non riescono a farlo.

Il Parlamento UE ha chiesto inoltre obiettivi vincolanti per garantire pari rappresentanza di donne e uomini in politica, dicendo che ulteriori sforzi dovranno essere compiuti a livello comunitario, nazionale, regionale e comunale.

* si ringrazia Claudio Giusti

per approfondire...

Dossier Europa

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale