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Corte UE : nel 2010 piu' procedimenti ma piu' celeri
di
Gabriella Mira Marq
Mai tante cause sono state portate dinanzi ai tre organi giurisdizionali
della Corte di giustizia dell’Unione europea: 1 406 cause
sono state promosse quest’anno. Tale cifra testimonia l’aumento
costante del volume del contenzioso dell’Unione. a fronte
di tale aumento, si registra invece nel 2010 la diminuzione
globale della durata dei procedimenti.
La Corte è stata adita nel 2010 con 631 nuove cause, il che
rappresenta un aumento molto considerevole rispetto al 2009
(562 cause) e costituisce il numero più elevato di cause proposte
nella storia della Corte. La situazione è identica per quanto
riguarda le domande di pronuncia pregiudiziale. Il numero
di procedimenti pregiudiziali proposti quest’anno è, per il
secondo anno consecutivo, il più elevato mai raggiunto e,
rispetto al 2009, in aumento del 27,4% (385 cause nel 2010
rispetto a 302 cause nel 2009). La Corte ha definito 574 cause
nel 2010, cifra che rappresenta una leggera diminuzione rispetto
all’anno precedente (588 cause definite nel 2009). Per quanto
riguarda la durata dei procedimenti, i dati statistici si
rivelano molto positivi. Così, relativamente ai rinvii pregiudiziali,
tale durata è di 16,1 mesi. Un’analisi comparativa mostra
che, per tutto il periodo relativamente al quale la Corte
dispone di dati statistici affidabili, la durata media di
trattazione delle cause pregiudiziali ha raggiunto il suo
livello minimo nel 2010.
Il Tribunale Dal punto di vista statistico, l’anno 2010 è
stato contraddistinto da diverse tendenze. La prima tendenza
è il forte aumento del numero di cause promosse, che passa
da 568 (nel 2009) a 636 (nel 2010), livello mai raggiunto
sino ad ora. La seconda tendenza è costituita dal mantenimento
del numero di cause definite, sensibilmente superiore a 500
(527 cause definite). Tale risultato non è stato tuttavia
sufficiente a contenere l’aumento del numero delle cause pendenti,
che è di 1 300 cause al 31 dicembre 2010. La terza tendenza
riguarda la durata del procedimento, criterio essenziale di
valutazione dell’attività giurisdizionale. Per effetto dell’enfasi
posta sulla celerità di trattazione delle cause, tale durata
si è significativamente ridotta, in media di 2,5 mesi (passando
da 27,2 mesi nel 2009 a 24,7 mesi nel 2010). Tale diminuzione
è ancora più sensibile per quanto riguarda le cause definite
con sentenza nelle materie che si collocano, a partire dalla
creazione di quest’organo giurisdizionale, al cuore del contenzioso
del Tribunale – ossia le materie diverse dalle impugnazioni
e dalla proprietà intellettuale – per le quali si è registrata
una riduzione di più di sette mesi nella durata del procedimento.
Le statistiche giudiziarie del Tribunale della funzione pubblica
mostrano un notevole aumento del numero delle cause promosse
nel 2010 (139 cause, a fronte di 113 nel 2009). Dal canto
suo, il numero di cause definite (129) è inferiore a quello
dell’anno precedente (155). Il numero di cause pendenti è
in leggero aumento rispetto all’anno precedente (185 cause
al 31 dicembre 2010 a fronte di 175 al 31 dicembre 2009).
La durata media del procedimento è del pari in aumento (18,1
mesi nel 2010 a fronte di 15,1 mesi nel 2009). Non sembra
tuttavia che tali cifre rispecchino una tendenza strutturale.
 
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