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Primo marzo : sciopero dei migranti e cortei in tutta Italia
di
Tamara Gallera*
Il primo marzo sarà una giornata dedicata agli immigrati,
con mobilitazioni e iniziative per rivendicare i loro diritti.
A
livello nazionale e' stato indetto per il secondo anno consecutivo
uno sciopero dei migranti contro la legge Bossi-Fini con lo
slogan "24 ore senza di noi". Allo sciopero hanno
aderito alcuni sindacati, in primis la CGIL. In particolare
la FLC CGIL Campania ha realizzato un manifesto per l'occasione,
che nello slogan ricorda "Quando i migranti eravamo noi",
mentre la Fiom ha assunto il 1° marzo 2011 come "giornata
di lotta per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori
migranti".
A Milano l'appuntamento per tutti - migranti e non, appartenenti
al sindacato o meno - è alle ore 18 in Piazza Duca
d'Aosta. A Napoli l'incontro è fissato alle ore 11
in piazza Garibaldi, da cui partirà un corteo. A Cagliari
si terranno due manifestazioni: il primo marzo in Piazza San
Giacomo e il 5 marzo all’Hotel Marina in Piazza San Sepolcro,
sempre a partire dalle 17.00.
A Genova, il primo marzo sarà dedicato alla commemorazione
delle vittime della Bossi-Fini e del Pacchetto Sicurezza,
"a persone che come Nourddne Adnane cittadino di origine
marocchina, morto il 19 febbraio dopo essersi dato fuoco l'11
febbraio 2011, sono stanche di subire il razzismo istituzionale
che alimenta quello sociale attraverso leggi e provvedimenti
volti a denudare direttamente ed indirettamente le persone
dai propri diritti", spiegano gli organizzatori.
Le
rivendicazioni per le quali si viene chiamati a scendere in
piazza sono:
-
il prolungamento della durata del permesso di soggiorno per
chi ha perso il lavoro in questa crisi;
-
la regolarizzazione dei lavoratori sommersi e super sfruttati,
una regolarizzazione senza date di scadenza e che possa avvenire
attraverso la denuncia del lavoro nero, nonché nuove norme
di contrasto al caporalato;
-
la riforma della cittadinanza a partire dagli oltre mezzo
milione di bambini nati qui da famiglie straniere;
-
il diritto di voto amministrativo;
-
la modifica del meccanismo aberrante del decreto flussi che
non può che prevedere l’abrogazione della Bossi-Fini e l’approvazione
di una legge organica che contrasta lo sfruttamento dei lavoratori
migranti e garantisca pieni ed uguale diritti a tutti/e senza
distinzione di nazionalità;
-
l’abrogazione del pacchetto sicurezza che comprende provvedimenti
per l’immigrazione come fosse il fulcro del disagio sociale
e l’abrogazione del reato di clandestinità (così come in parte
suggerisce la stessa Corte Costituzionale);
-
una legge organica e adeguata per la tutela dei rifugiati
e dei richiedenti asilo.
*
si ringrazia Rino Sanna
 
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