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Libia : caccia ai giornalisti , orrore dalla FNSI
di
staff
"La caccia all’uomo scatenata dalla dittatura di Gheddafi
contro i manifestanti diventa ogni ora che passa sempre più
ossessiva e cieca. La decisione di considerare i giornalisti
non accreditati presso le autorità (?) come i terroristi di
Al Qaeda suscita orrore e richiede la massima iniziativa delle
democrazie del mondo e degli organismi internazionali."
Lo ha dichiarato la federazione nazionale della stampa italiana
commentando le affermazioni del viceministro libico degli
Esteri, Khaled Kaim, secondo cui i giornalisti entrati illegalmente
in Libia saranno considerati come dei "fuorilegge"
e ''collaboratori di al Qaeda''.
"Le
lotte per la libertà e i diritti dell’uomo hanno nei giornalisti
testimoni essenziali che non possono essere assunti al rango
dei nemici. - continua la nota FNSI - Le difficoltà di intervento
a tutela dei diritti umani, e anche dei movimenti della libera
informazione internazionale, sono evidenti ma gli allarmi
di oggi rendono necessaria una incisiva iniziativa delle principali
istituzioni libere del mondo. I crimini contro l’umanità non
sono più, a questo punto, catalogabili entro stretti confini
di una casistica classica."
La Fnsi denuncia la gravità di quanto sta accadendo ed è vicina,
con la Federazione Internazionale dei Giornalisti, "a
tutti i colleghi che stanno continuando ad operare nonostante
i pericoli e le difficoltà enormi note a tutti, nell’incandescente
teatro libico. E accanto a loro, dall’Italia rilanciano anche
i drammatici messaggi pervenuti da profughi eritrei, etiopi
e somali, molti dei quali respinti 'come clandestini' qualche
tempo fa dall’Italia, che son riusciti a far pervenire alla
Fnsi notizie sconvolgenti di terrore e morte. Grida
di aiuto, appelli perché i ponti umanitari per portarli fuori
dalla Libia non siano chiusi a loro, considerati 'figli di
nessuno', che rilanciamo all’attenzione pubblica".
 
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