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06 febbraio 2011
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Attacco del TG1 al giornalista Terzulli : reazioni dell'OdG e della FNSI
di Tamara Gallera

"Qualcuno deve dirlo: è ora di finirla con questa guerra tra giornalisti che sembra non conoscere limiti. Utilizzare 20 secondi, estrapolati da un’intervista di oltre tre minuti, consente di accreditare qualsiasi teoria". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, commentando un servizio mandato in onda il 4 febbraio dal Tg1 delle 13,30 e aggiungendo che "Il servizio del Tg1 appare come un attacco al presidente della Associazione stampa parlamentare, Pierluca Terzulli, vice direttore del Tg3".

"Che cosa si vuole dimostrare? - ha chiesto polemicamente Iacopino - Che la Rai ha intervistato altri presidenti del Consiglio oltre Silvio Berlusconi? Che ha fatto un’intervista anche a Romano Prodi? E’ vero, certificato. Ma la sensazione che si trasmette è altra. Un cocktail micidiale che mortifica un collega mandando in onda solo una parte di una sua domanda, fatta nel contesto di una lunga intervista che nel 2007 costò a Terzulli, proprio per la sua professionalità, qualche tensione con lo staff del presidente Prodi. Giova a qualcuno tutto questo? Giova alla verità? Giova alla credibilità dell’informazione? Giova all’azienda Rai? Qualcuno a viale Mazzini vuole provare a mettere un po’ d’ordine?".

Reazione critica anche da parte della Federazione Nazionale della Stampa . “La matita rossa e blu la usi chi è in grado di farlo. Certe cattedre – come quella che si è autoattribuita la direzione del Tg1 – non sembrano davvero le più titolate a dare voti. Piuttosto che cercare errori altrui o forzati e discutibili parallelismi nel fare informazione, cerchino di giustificare e di correggere i propri errori. E’, infatti, operazione abusiva e scorretta mandare in onda, come è accaduto oggi nella rubrica Media, un miniframmento di una vecchia intervista di un collega del Tg3, Pierluca Terzulli, a Prodi per cercare di far passare l’idea – sbagliata – che tutti si inchinano ai potenti".

A Terzulli, al suo giornale e agli altri colleghi in questa settimana "presi di mira da furiose azioni di discredito da parte della direzione del Tg1", i vertici del sindacato dei giornalisti assicurano la solidarietà della Federazione Nazionale della Stampa: "L’appello, in questo momento, non può che essere quello di tenere l’attività giornalistica separata, più che mai, dal tifo per i propri referenti politici o editoriali. Ed è gravissimo che nel servizio pubblico, la direzione del principale telegiornale si faccia strumento di delegittimazione di un’altra testata della stessa azienda, all’insegna di un improponibile ‘mal comune mezzo gaudio’. Una cosa sono le opinioni altra cosa sono le bastonature mediatiche". ".

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