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Giornalisti liguri : diritti si tutelano con lotte non con
minacce
di
staff
"I diritti si tutelano con le lotte, anche quelle più
dure, ma non con le minacce di morte ai giornalisti".
Lo ha dichiarato Marcello Zinola, Segretario dell'Associazione
Ligure dei Giornalisti, commentando quanto accaduto in coda
al corteo dello sciopero dei metalmeccanici di Genova durante
i disordini con lancio di uova e vernice contro vetrine e
negozi di via Roma e nella zona di Portello e di piazza della
Nunziata, replica di quanto era accaduto in altre recenti
occasioni di manifestazioni sindacali e studentesche.
Le minacce, fra l'altro, sottolinea Zinola, prendono di mira
"una parte di operatori del mondo dell’informazione (fotogiornalisti,
fotocineoperatori radiotv, cronisti) che spesso vivono sulla
loro pelle gli stessi problemi legati al precariato, a un
lavoro autonomo non adeguatamente retribuito e solo parzialmente
tutelato. Lo stesso mondo dell’informazione vive processi
pesanti di ristrutturazione e di difficile gestione, con una
categoria sempre più difficile da tutelare e da mantenere
unita".
"La
violenza fisica e verbale - conclude Zinola - non sono un
antidoto vincente contro la crisi, ancora più odiosa se espressa
da chi sceglie come obiettivo chi deve raccontare la cronaca,
anche quella meno gradita come gli atti di violenza verificatisi
ieri a Genova. Magari ignorando (o ben sapendo) che tra chi
racconta e cerca di farlo con fatica, c’è chi vive le stesse
emergenze quotidiane del lavoro e della precarietà".
 
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