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Scarcerazioni
Roma e interventi ministro Giustizia : nuove critiche
di
Mauro W. Giannini
Dopo la netta contrarietà espressa
dai penalisti italiani verso l'ispezione ministeriale
a seguito delle scarcerazioni di manifestanti romani, anche
i Giuristi Democratici esprimono la loro "riprovazione
per le nuove interferenze nell'attività giudiziaria, operate
non solo dal solito sindaco di Roma e dalla Presidente della
Regione Lazio, ma addirittura dal Ministro della Giustizia,
in merito al processo ad alcuni degli imputati per i fatti
del 14 dicembre, in corso a Roma".
"Se
il biasimo espresso nei confronti dei giudici, 'colpevoli'
di aver scarcerato i manifestanti arrestati applicando solo
in pochi casi misure cautelari è solo l'ultimo episodio di
una serie di pesanti ingerenze tese a ottenere pronunce più
severe sullo status libertatis di soggetti non ancora giudicati
in primo grado, l'annuncio di ispezioni ministeriali costituisce
un evidente tentativo di intimidazione nei confronti dell'autorità
giudicante - afferma l'organizzazione dei giuristi, aggiungendo
che - Tutto ciò, in uno stato realmente di diritto, è intollerabile".
"Che il garantismo tanto sbandierato dall'attuale compagine
governativa fosse in realtà pretesa d'impunità unicamente
per i propri sodali, lo si era compreso da tempo. Si è oggi
in presenza di atti di manifesta malafede da parte di tutti
i soggetti coinvolti nell'ennesimo tentativo di intromissione
in vicende processuali. - continuano gli avvocati dell'associazione
- Costoro sanno bene che gli imputati sono giovani, incensurati
e privi di pendenze, e che non viene loro contestato un ruolo
attivo negli scontri. In barba alla presunzione di innocenza,
però, chiedono — anzi, pretendono — nei confronti di tutti
gli imputati misure da stato di polizia".
Di fronte all'annuncio di misure palesemente anticostituzionali
come il daspo per i manifestanti o, peggio, degli arresti
preventivi evocati nelle ultime ore, i Giuristi Democratici,
impegnati a garantire la libera espressione del pensiero e
il godimento dei diritti costituzionali, nonché l'instaurazione
di un contesto propizio al pacifico svolgimento delle manifestazioni,
ritengono "che vada innalzata la guardia degli irrinunciabili
presidi di libertà contenuti nella nostra legge fondamentale
e denunciata con forza la pericolosa deriva autoritaria di
un governo e di una maggioranza sempre più deboli nei numeri
e delegittimati da tutte le istanze democratiche di lotta,
ma al contempo sempre più protervi e arroganti".
 
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