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Elezioni
rubate
di
Rodolfo Roselli*
< pprima parte - Ma il peggio
arriva con l'introduzione delle soglie di sbarramento, perché
per ottenere seggi alla Camera ogni coalizione dovrà ottenere
almeno il 10% dei voti nazionali e, per quanto concerne i
partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati,
o al 2% se facessero parte di una coalizione. Per il riparto
dei seggi all'interno di ogni coalizione, vengono contemplati
solo i voti di tutti i partiti che abbiano raggiunto tali
soglie minime, con l'eccezione del maggior partito anche se
non ha superato il 2% dei voti nazionali; al Senato, le soglie
da superare a per regione sono rispettivamente: il 20%, l'8%
e il 3%. Questo vuol dire che cinque partiti, con un seguito
del 2%, coalizzandosi, giusto nel momento delle lezioni per
pure ragioni di opportunità, possono avere seggi alla Camera
per aver raggiunto il 10%, un partito singolo deve avere un
seguito del 4%, e per coalizzarsi almeno il 2%. Ma se il maggior
partito della coalizione non ha raggiunto il 2% dei voti nazionali,nel
riparto locale, può avere egualmente seggi alla Camera. Scusate
se si eccede in semplicità !!
A
parte l'evidente complicazione di questa metodologia, questa
si presta oltre che a falsare totalmente la volontà dell'elettorato,
a coalizioni di comodo, trucchi, e brogli Tuttavia tutti quei
partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento verranno
esclusi dalla Camera, ma non saranno esclusi i seggi che complessivamente
i loro elettori rappresenterebbero, il che vuol dire che esisteranno
seggi assegnati ad altri,magari di tendenze completamente
opposte, nonostante gli elettori avessero la volontà di eleggere
persone differenti. La cosa paradossale è che questo meccanismo
assurdo viene giustificato con la volontà di assicurare la
stabilità di governo al paese.Una stabilità che dovrebbe essere
garantita da persone, mai viste e conosciute dagli elettori,
eletti in parte dai voti dei loro partiti e in parte dai voti
di altri partiti anche avversi, avendo vinto coalizioni di
comodo di minuscoli partiti che, o in seguito scompariranno,
o saranno composti da mercenari politici pronti a cambiare
posizione, e con sistemi di elezioni politiche diversi tra
Camera e Senato, e poi con le eccezioni dei seggi all'estero,
con regioni che hanno il premio di maggioranza ed altre no,
e con seggi separati delle minoranze linguistiche con sistemi
e metodi di ripartizione ancora diversi dagli altri. E tutto
questo la chiamerebbero stabilità!
Infatti
le liste delle minoranze linguistiche riconosciute, coalizzate
o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per
la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella
circoscrizione in cui concorrono. Per il Senato della Repubblica
è stato previsto che 6 dei 7 seggi spettanti al Trentino Alto
Adige/Sud Tirolo siano assegnati tramite collegi uninominali,
quindi collegi nominali che in Italia sono stati aboliti,
e in altra parte dell'Italia no. Un'altra novità è l'identificazione
del Capo di una Coalizione come Capo del Governo. Infatti
le coalizioni sono identificate dal nome del loro capo. Il
fine della legge è, infatti, quello di aggregare le coalizioni
prima del voto, e di indicare al Capo dello Stato la persona
da nominare Presidente del Consiglio, assieme alla maggioranza
di governo che lo dovrà sostenere. Tutto questo impedisce
al Capo dello Stato la scelta del Capo del Governo, e resta
allora incomprensibile il giro di consultazioni del Quirinale
per designare una persona che, di fatto, è già designata per
legge.
Da
quanto sopra è facile concludere che le elezioni in Italia
somigliano più ad una farsa che ad una cosa seria ,e che le
leggi varate da un Parlamento non rappresentativo, possono
essere tranquillamente disattese perché già illegali in partenza.
E' dunque evidente che l'elettore, non ha alcun interesse
a prestarsi a questa commedia, sentendosi poi dire che il
suo governo è frutto della volontà del popolo, e non del truccato
meccanismo elettorale, e quindi si rifiuti di votare. Un numero
sempre più numeroso di cittadini reagisce in questo modo a
questa imposizione, se non altro per salvare la propria dignità,
e questa astensione crescente preoccupa sempre di più tutti
i partiti, anche se poi nulla fanno per trovare un rimedio
democratico. L'astensionismo misura di fatto il livello di
distacco tra paese reale e paese politico e distrugge la credibilità
di qualsiasi governo in partenza.
Tuttavia
l'astensionismo passivo non fa percentuale di media di votanti
e inoltre, purtroppo, il nostro sistema di attribuzione legislativo
non prevede nessun quorum di partecipazione, a differenza
del referendum ove il quorum è del 50% + 1 degli elettori.
Quindi, anche se paradossalmente votassero tre persone, ciò
che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata una valida espressione
della volontà popolare. Una cosa simile è avvenuta nelle ultime
elezioni ove il corpo elettorale ha dato un 25% di voti ai
vincenti, con una maggioranza di astenuti del 40%. Quindi
un governo che si regge su una minoranza popolare. Invece
le schede bianche e nulle , incidono sulla percentuale dei
votanti, ma vengono ripartite, in un unico cumulo da suddividere
nel premio di maggioranza, quindi per assurdo, votando scheda
bianca o nulla si favorisce il partito che potrebbe conquistare
una maggioranza, naturalmente ….fasulla.
(...)
*stralci
dell'intervento su Radio Gamma 5 del 17.11.2010 e su Challenger
TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì in
diretta dalle ore 19,00
 
Dossier
etica e politica
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