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22 novembre 2010
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Elezioni rubate
di Rodolfo Roselli*

< pprima parte - Ma il peggio arriva con l'introduzione delle soglie di sbarramento, perché per ottenere seggi alla Camera ogni coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei voti nazionali e, per quanto concerne i partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati, o al 2% se facessero parte di una coalizione. Per il riparto dei seggi all'interno di ogni coalizione, vengono contemplati solo i voti di tutti i partiti che abbiano raggiunto tali soglie minime, con l'eccezione del maggior partito anche se non ha superato il 2% dei voti nazionali; al Senato, le soglie da superare a per regione sono rispettivamente: il 20%, l'8% e il 3%. Questo vuol dire che cinque partiti, con un seguito del 2%, coalizzandosi, giusto nel momento delle lezioni per pure ragioni di opportunità, possono avere seggi alla Camera per aver raggiunto il 10%, un partito singolo deve avere un seguito del 4%, e per coalizzarsi almeno il 2%. Ma se il maggior partito della coalizione non ha raggiunto il 2% dei voti nazionali,nel riparto locale, può avere egualmente seggi alla Camera. Scusate se si eccede in semplicità !!

A parte l'evidente complicazione di questa metodologia, questa si presta oltre che a falsare totalmente la volontà dell'elettorato, a coalizioni di comodo, trucchi, e brogli Tuttavia tutti quei partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento verranno esclusi dalla Camera, ma non saranno esclusi i seggi che complessivamente i loro elettori rappresenterebbero, il che vuol dire che esisteranno seggi assegnati ad altri,magari di tendenze completamente opposte, nonostante gli elettori avessero la volontà di eleggere persone differenti. La cosa paradossale è che questo meccanismo assurdo viene giustificato con la volontà di assicurare la stabilità di governo al paese.Una stabilità che dovrebbe essere garantita da persone, mai viste e conosciute dagli elettori, eletti in parte dai voti dei loro partiti e in parte dai voti di altri partiti anche avversi, avendo vinto coalizioni di comodo di minuscoli partiti che, o in seguito scompariranno, o saranno composti da mercenari politici pronti a cambiare posizione, e con sistemi di elezioni politiche diversi tra Camera e Senato, e poi con le eccezioni dei seggi all'estero, con regioni che hanno il premio di maggioranza ed altre no, e con seggi separati delle minoranze linguistiche con sistemi e metodi di ripartizione ancora diversi dagli altri. E tutto questo la chiamerebbero stabilità!

Infatti le liste delle minoranze linguistiche riconosciute, coalizzate o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella circoscrizione in cui concorrono. Per il Senato della Repubblica è stato previsto che 6 dei 7 seggi spettanti al Trentino Alto Adige/Sud Tirolo siano assegnati tramite collegi uninominali, quindi collegi nominali che in Italia sono stati aboliti, e in altra parte dell'Italia no. Un'altra novità è l'identificazione del Capo di una Coalizione come Capo del Governo. Infatti le coalizioni sono identificate dal nome del loro capo. Il fine della legge è, infatti, quello di aggregare le coalizioni prima del voto, e di indicare al Capo dello Stato la persona da nominare Presidente del Consiglio, assieme alla maggioranza di governo che lo dovrà sostenere. Tutto questo impedisce al Capo dello Stato la scelta del Capo del Governo, e resta allora incomprensibile il giro di consultazioni del Quirinale per designare una persona che, di fatto, è già designata per legge.

Da quanto sopra è facile concludere che le elezioni in Italia somigliano più ad una farsa che ad una cosa seria ,e che le leggi varate da un Parlamento non rappresentativo, possono essere tranquillamente disattese perché già illegali in partenza. E' dunque evidente che l'elettore, non ha alcun interesse a prestarsi a questa commedia, sentendosi poi dire che il suo governo è frutto della volontà del popolo, e non del truccato meccanismo elettorale, e quindi si rifiuti di votare. Un numero sempre più numeroso di cittadini reagisce in questo modo a questa imposizione, se non altro per salvare la propria dignità, e questa astensione crescente preoccupa sempre di più tutti i partiti, anche se poi nulla fanno per trovare un rimedio democratico. L'astensionismo misura di fatto il livello di distacco tra paese reale e paese politico e distrugge la credibilità di qualsiasi governo in partenza.

Tuttavia l'astensionismo passivo non fa percentuale di media di votanti e inoltre, purtroppo, il nostro sistema di attribuzione legislativo non prevede nessun quorum di partecipazione, a differenza del referendum ove il quorum è del 50% + 1 degli elettori. Quindi, anche se paradossalmente votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata una valida espressione della volontà popolare. Una cosa simile è avvenuta nelle ultime elezioni ove il corpo elettorale ha dato un 25% di voti ai vincenti, con una maggioranza di astenuti del 40%. Quindi un governo che si regge su una minoranza popolare. Invece le schede bianche e nulle , incidono sulla percentuale dei votanti, ma vengono ripartite, in un unico cumulo da suddividere nel premio di maggioranza, quindi per assurdo, votando scheda bianca o nulla si favorisce il partito che potrebbe conquistare una maggioranza, naturalmente ….fasulla. (...)

*stralci dell'intervento su Radio Gamma 5 del 17.11.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì in diretta dalle ore 19,00


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