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regole per scrivere contro la pena di morte negli Stati Uniti
di
Claudio Giusti*
Chi pensa che gli Stati Uniti d’America aboliranno la pena
di morte perché lo chiede il Papa o perché ci sarà una Risoluzione
delle Nazioni Unite è un illuso. La pena capitale non cade
dal cielo, ma è il prodotto finale di quel sistema politico.
Solo gli elettori americani possono mettere fine a questo
orrore. Nulla cambierà fino a quando una parte significativa
dell’elettorato americano non avrà capito che la pena di morte
è una costosa barbarie. Il compito di convincerli è il più
difficile che il movimento per i diritti umani abbia mai affrontato.
Ma non è un compito impossibile.
TUTTI POSSONO COMBATTERE LA PENA DI MORTE, BASTA AVERE CARTA
E PENNA
1)
Dovete avere ben chiaro che non vi state battendo per liberare
dei criminali, ma per il rispetto dei diritti umani. Nei 25
anni fra il 1973 ed il 1998, negli USA, ci sono state 500
esecuzioni e almeno 500.000 omicidi volontari. Il vostro pensiero
deve essere costantemente rivolto all’immenso dolore dei parenti
e degli amici delle vittime. Dolore che viene cinicamente
sfruttato per giustificare l’uccisione di 500 poveracci scelti
a caso fra le decine di migliaia che hanno commesso crimini
simili o peggiori.
2)
Fate attenzione alla “Sindrome del Prigioniero di Coscienza”.
Usate le storie dei condannati come spunto per scrivere una
lettera ma non trasformate in santi degli assassini. Ricordate
che la maggioranza dei 3.300 che in questo momento sta aspettando
il boia sarebbe stato condannato in qualsiasi paese civile.
Ma ricordate anche che se i 500 uccisi avessero avuto un avvocato
decente non sarebbero stati condannati a morte nemmeno in
America.
3) Scrivere ad un Governatore o al Presidente è quasi sempre
inutile, perché non dovete convincere loro ma i loro elettori.
Scrivete a un quotidiano americano e sperate che la vostra
lettera sia pubblicata. Ma non pensate che questo sia un compito
facile. Il solo caso in cui vale la pena di scrivere al Procuratore
o alle autorità locali è quando il processo deve ancora iniziare.
4) Le vostre lettere dovranno essere gentili, documentate
e scritte in inglese. Dovranno contenere il vostro indirizzo
completo di numero di telefono.
5) Il vostro obbiettivo sono gli elettori americani. Ricordate
che non siete in guerra con gli Usa, ma state tentando di
convincere gente come voi ad unirsi alla lotta per i diritti
umani e contro la pena di morte.
6) Se non riuscite a scrivere in inglese e non avete chi traduca
per voi, spedite una cartolina illustrata della vostra città.
Affrancate con i francobolli più belli che riuscite a trovare.
Se non avete Internet e non trovate gli indirizzi dei giornali
americani chiedeteli all’Ambasciata USA Via Veneto 00187 Roma,
tel. 06-46741 fax 06/488267.
7)
Sfruttate tutte le occasioni (esecuzioni, liberazioni di innocenti,
anniversari, ecc.) per scrivere lettere. Non stancatevi. Più
spesso scriverete più facile sarà farlo.
8)
Se non avete un computer e non sapete scrivere a macchina
scrivete in stampatello, magari su di un aerogramma. Se non
riuscite a scrivere nemmeno una cartolina telefonate all’Ambasciata
o al Consolato.
9)
Scrivete, chiedendo un chiaro impegno abolizionista, al vostro
Sindaco, ai Presidenti della Provincia e della Regione, ai
Parlamentari nazionali ed europei, al Presidente del Consiglio,
a quelli delle Camere ed al Presidente della Repubblica. Scrivete
ai partiti, ai sindacati, alle associazioni sportive, culturali
e di categoria e agli ordini professionali. Alle prossime
elezioni chiedete che i candidati si impegnino pubblicamente
contro la pena di morte.
10)
Scrivete lettere contro la pena di morte ai giornali italiani.
Chiedete al giornale o al settimanale che leggete di solito
di pubblicare regolarmente notizie e informazioni utili sulla
pena capitale.
11)
Se non riuscite a scrivere nemmeno una cartolina mandate dei
soldi a chi si sta impegnando contro la pena di morte
NON
FATEVI ILLUSIONI.
E’
estremamente difficile che le vostre lettere salvino un condannato.
Non è successo per O’Dell e per Karla Tucker e non succederà
per tanti altri.
NON
DIMENTICATE MAI
La
lotta per i diritti umani e contro la pena di morte è la stessa
in tutto il mondo.
*membro
del Comitato scientifico dell'Osservatorio
 
Diritti
umani: undici regole per scrivere lettere
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