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Caso
Cucchi : Camera Penale di Roma , grottesca versione caduta
scale
di
staff
"Versioni
grottesche e risibili" e "incompatibili con la natura
delle lesioni". Tali sono, secondo la Camera Penale di
Roma, le spiegazioni di "caduta dalle scale" inerenti
le lesioni riportate da Stefano Cucchi, il giovane morto mentre
era in arresto a Roma e delle quali la famiglia ha diffuso
ieri le fotografie.
"Lo
scandalo - afferma il direttivo dell'organismo presieduto
dall'avv. Giandomenico Caiazza - è che di fronte a fatti di
questa enormità,si possano ancora impunemente diffondere (da
parte della Polizia Giudiziaria, o del personale Penitenziario
o da quello Medico o da chiunque altro), come purtroppo apprendiamo
dalla stampa, versioni grottesche e risibili, che oggi ancor
più appaiono moralmente intollerabili: così per la consueta
spiegazione, data o fatta dare, della 'caduta dalle scale',
manifestamente incompatibile con la natura delle lesioni;
così per gli ostacoli pretestuosi opposti alla possibilità
per i familiari, con il ragazzo ancora in vita, di vederlo,
o quantomeno di poter parlare con i medici; così per le spiegazioni
fornite – secondo quanto ci riferisce il padre di Stefano
- presso il reparto del Sandro Pertini, dove personale sanitario
avrebbe dichiarato di non aver avuto 'modo di vederlo in viso,
in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia'".
Secondo
i penalisti romani, "Non può essere consentito, non può
semplicemente accadere, che Stefano abbia potuto subire una
fine così orrenda mentre era sotto la tutela prima della Polizia
Giudiziaria che lo ha tratto in arresto; poi del Pubblico
Ministero, del Giudice e del suo difensore di ufficio nel
corso della udienza di convalida; poi ancora della Direzione
del Carcere di Regina Coeli e del suo personale penitenziario,
poi dei medici del carcere di Regina Coeli; poi dei medici
del reparto di medicina Penitenziaria dell’Ospedale Sandro
Pertini". Percio' la Camera Penale di Roma cconclude
"Non solo vogliamo sapere chi ha ridotto Stefano in queste
condizioni; noi vogliamo, noi pretendiamo che si discuta soprattutto
di chi ha taciuto. E questo sarà il nostro impegno".
 
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