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Mediaset
, video su Mesiano : polemiche e dimissioni
di
Mauro W. Giannini
Proseguono
gli strascichi della vicenda Mesiano. A seguito delle polemiche
che hanno accolto il servizio di Canale 5 nel quale si vedeva
il magistrato del processo Cir-Fininvest in momenti della
propria vita personale, la Federazione Nazionale della Stampa,
per bocca del presidente, Roberto Natale, aveva parlato di
"Killeraggio mediatico".
Oggi
e' lo stesso Natale ad esprimere "La solidarietà più
piena ad Annalisa Spinoso, autrice del contestato servizio
sul giudice Mesiano andato in onda giovedì scorso in 'Mattino
5'". Infatti la giornalista e' stata "bersagliata
dopo la messa in onda da messaggi anche minatori e messa alla
berlina su blog, telegiornali e giornali", come spiegato dai
colleghi di Videonews.
Secondo
Natale, "Nemmeno la critica più radicale alla fattura
del pezzo, che ha suscitato infatti anche le ferme prese di
posizione dei colleghi Mediaset, può legittimare insulti e
minacce: né alla collega che ha firmato il pezzo, né al direttore
di Videonews, Claudio Brachino, che stamattina, nel dar notizia
di questi incresciosi sviluppi, si è correttamente assunto
per intero la responsabilità editoriale del servizio. E’ chiarissimo
il limite che separa il dissenso sulle scelte professionali
dei giornalisti dalla violenza, verbale e non solo. Questo
limite nessuno deve permettersi di varcarlo".
Alcuni
componenti del Comitato di redazione della testata si sono
dimessi dopo le polemiche suscitate dal servizio rispetto
al quale, come evidenziato in una nota dopo un'assemblea,
i giornalisti di Videonews, "dissentono nettamente dall'iniziativa
di mandare in onda le immagini di un magistrato ripreso nella
sua vita privata, in un servizio che non conteneva alcuna
notizia e violava la riservatezza dovuta ai gesti quotidiani
di qualunque cittadino".
Tuttavia i giornalisti esprimono anche "preoccupazione per
il linciaggio psicologico dell'autrice del servizio"
e sottolineano che "La collega Annalisa Spinoso, assunta a
tempo determinato ha realizzato il pezzo su indicazione del
direttore e del caporedattore, nella convinzione che fosse
suo dovere farlo. Riteniamo grave che un servizio del genere
sia stato affidato a un giornalista a tempo determinato, il
cui potere contrattuale è notoriamente più debole".
I
giornalisti di Videonews, che sottolineano la loro varieta'
di pensiero politico e il fatto di non essere giornalisti
militanti di una parte politica per il solo fatto di lavorare
in Mediaset, "ricordano a tutti i colleghi il diritto di rifiutare
di dare la voce e di firmare un servizio qualora giudichino
che non rispetti la loro dignità professionale, ribadendo
che le norme che tutelano tale libertà di scelta, valide per
tutti, sono chiaramente fissate dal contratto".
 
Berlusconi:
i giornalisti sono tutti comunisti
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