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05 marzo 2009
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Testamento
biologico : De Tilla (OUA) , laicita' ed autodeterminazione L'avvocato Maurizio De Tilla, presidente dell’Organismo unitario dell’avvocatura, e' intervenuto oggi sul dibattito in merito al testamento biologico. «Una legge che disciplini il testamento biologico - secondo De Tilla - si può fare, anzi, Costituzione alla mano, probabilmente si deve fare e può certamente comprendere il rifiuto delle cure. Tale rifiuto, che dev’essere espresso per iscritto, può riferirsi anche all’alimentazione e all’idratazione che costituiscono, per la scienza medica, interventi di carattere sanitario. Naturalmente la questione solleva numerosi aspetti problematici che vanno però valutati, innanzitutto, alla luce dell’articolo 32 della nostra Carta Costituzionale nel quale si stabilisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge». Il presidente OUA sottolinea come la nostra Costituzione sia improntata al principio della laicità, ma non per questo può essere tacciata di non essere portatrice di valori. Tra questi ha un ruolo fondamentale quello dell’autodeterminazione della persona: «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana: nessuno può decidere per noi. Ogni individuo ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare della propria esistenza nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. È questa una scelta di civiltà giuridica». Il principio di autodeterminazione, continua De Tilla, «può estrinsecarsi anche nel rifiuto di cure, che ricorre quando una persona manifesta la volontà di non sottoporsi a un trattamento sanitario, anche se la sua condizione clinica lo renda consigliabile. La scelta può essere fatta anche con le direttive anticipate di trattamento (da formularsi per iscritto) che possono riguardare anche l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Non c’è nessun motivo per dubitare della validità di queste disposizioni volitive. Si tratta di un vero e proprio diritto soggettivo, perfetto e costituzionalmente garantito dal paziente, il quale, per una qualunque ragione insindacabile sia dall’autorità giudiziaria sia dal personale sanitario, può decidere di non sottoporsi al trattamento sanitario suggeritogli dal medico, perché evidentemente reputa il non curarsi una scelta maggiormente idonea a salvaguardare il suo benessere fisico, psichico e sociale». «Al di là dei principi etici accolti dalla Costituzione non è consentito andare – conclude il presidente dell'organismo dell'avvocatura - Ogni tentativo di inserire “valori estranei” al progetto costituzionale nel nostro sistema giuridico è destinato a offendere la laicità del nostro Stato». Testamento biologico: il pdl ne fa un pezzo di carta inutile ___________ NB:
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