21 febbraio 2009

 
     

Stupri : approvato decreto ronde , polemiche e nota del Colle
di Mauro W. Giannini

Il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri un decreto-legge sugli stupri che ha scatenato polemiche per l'introduzione delle "ronde" di cittadini.

Secondo Palazzo Chigi, il decreto proposto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dai Ministri Roberto Maroni, Angelino Alfano e Mara Carfagna, prevede "l’adozione immediata di incisive misure di contrasto a reati (in particolare quelli legati a violenza sessuale) la cui recrudescenza sta creando allarme sociale per frequenza ed efferatezza". Le norme, già presentate al Parlamento e riversate in questo provvedimento, prevedono tra l’altro l’obbligatorietà della custodia cautelare in carcere per reati particolarmente odiosi (violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, prostituzione minorile e pedopornografia, turismo sessuale) nonchè l’esclusione dei benefici dell’affidamento in prova e della semilibertà per i condannati.

Il decreto prevede inoltre la possibilità che i sindaci, previa intesa coi Prefetti, si avvalgano di forme di collaborazione da parte di associazioni di cittadini (non armati) "utili a segnalare casi di disagio sociale o che possano recare pregiudizio alla sicurezza". A tutte le vittime di violenza sessuale viene garantito il gratuito patrocinio a spese dello Stato. Il decreto assegna al Ministero dell’Interno maggiori risorse per 100 milioni di euro e prevede l’assunzione di circa 2500 unità di personale delle Forze di polizia. Il trattenimento di stranieri irregolari potra' essere protratto fino ad un massimo di sei mesi.Viene introdotto nell’ordinamento il reato di “atti persecutori” (cosiddetto “stalking”) per sanzionare minacce e molestie reiterate che potrebbero evolversi in violenza sessuale o omicidio. Sanzioni ancora maggiori se il reato è commesso dall’ex partner o nei confronti di soggetti particolarmente vulnerabili. Il decreto-legge istituisce tra l’altro un numero verde per le vittime.

Secondo il ministro per le pari opportunita' Carfagna, il decreto anti-stupri è "motivo di soddisfazione, perchè dà una risposta immediata e non tardiva ai fenomeni della violenza sessuale. Non agiamo sull'onda dell'emotività, ma emaniamo norme già approvate da un ramo del Parlamento". Il Ministro si è detto inoltre soddisfatto per il via libera al patrocinio gratuito a spese dello Stato per le vittime di violenza sessuale e per l'incremento del "fondo anti-violenza presso il Ministero per le Pari Opportunità, per sostenere i centri anti-violenza che svolgono un ruolo fondamentale, e spesso sottovalutato, di sostegno fisico e psicologico a chi subisce una violenza".

Reazione negativa da parte - fra gli altri - del maggiore partito di opposizione". Secondo Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato, "E' grave ed e' un cattivo costume, che purtroppo si ripete troppo spesso, cercare coperture istituzionali per discutibili scelte politiche compiute dal Governo. E' quello che anche oggi il ministro Maroni ha fatto annunciando il consenso del Quirinale al DL sulla sicurezza varato oggi dal Consiglio dei Ministri". Secondo Finocchiaro, "E' evidente che i primi a non credere nell'efficacia e nella validita' di misure inaccettabili e di pura propaganda come quella che prevede le 'ronde' per garantire la sicurezza dei cittadini sono i rappresentanti del Governo".

In serata e' giunta una precisazione del Quirinale sulla "leale collaborazione istituzionale tra Governo e Presidenza della Repubblica in materia di decreti-legge" in cui si sottolinea che "E' opportuno puntualizzare il carattere della consultazione informale intervenuta, secondo una prassi consolidata, tra il Governo e la Presidenza della Repubblica in ordine allo schema di decreto-legge in materia di sicurezza pubblica, poi approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione odierna".

"Quando si ipotizzi, da parte del Governo, il ricorso a un decreto-legge, la Presidenza della Repubblica concorre - in uno spirito di leale collaborazione istituzionale - a verificarne i profili di costituzionalità, oltre che la coerenza e correttezza legislativa nel rapporto con l'attività parlamentare" prosegue la nota del Colle, che precisa: "Resta naturalmente l'autonoma ed esclusiva responsabilità del Governo per le scelte di indirizzo e di contenuto del provvedimento d'urgenza da sottoporre per l'emanazione al Presidente della Repubblica".

Speciale immigrazione

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