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La
vandea italiana dopo la sentenza
riceviamo
e pubblichiamo
I Palazzi dell'Oligarchia e l'intera batteria massmediatica
del Paese si sono scatenati in una furibonda contestazione
della sentenza della Corte di Giustizia Europea sulla esposizione
del Crocifisso nelle aule scolastiche.
Il Giornale del Presidente del Consiglio si è spinto fino
alla trivialità di ingiuriare come ubriaconi i giudici di
Strasburgo ed una vera e propria vandea sovrastata da alte
grida si è creata dopo l'allineamento del capo della opposizione
parlamentare alle critiche del governo italiano e degli esponenti
del clericalismo oscurantista come Buttiglione. Bersani si
è assunta la responsabilità di avallare un attacco ad una
delle più delicate ed importanti istituzioni giuridiche dell'Europa,
non tenendo conto dell'aiuto che avrebbe arrecato alla destra
italiana nella sua campagna contro i diritti garantiti ancora
oggi assai di più dalla Unione Europea che dalla legislazione
italiana sempre più xenofoba, razzista e discriminatrice.
L'allineamento di quasi tutta la stampa e di tutta la televisione
italiana al linciaggio della Corte con centinaia di articoli
infarciti di falsità e retorica patriottarda ed identitaria
deve fare riflettere sulla libertà di informazione rivendicata
ipocritamente da una recente manifestazione di "mantenuti"
del Governo che spende sette miliardi di euro l'anno proprio
per avere una stampa di regime.
La sentenza di Strasburgo non c'entra niente con la laicità
e la paventata deriva "laicista" dell'Europa. C'entra molto,
moltissimo con la tutela dei diritti della persona a cui non
può essere imposta un simbolo religioso in cui non si riconosce
o perchè di altra fede o perchè ateo.
La sentenza è perfettamente coerente con il Diritto italiano
che in una recente sentenza della Cassazione favorevole al
giudice Luigi Tosti ha affermato lo stesso principio peraltro
rispettoso dell'art.8 della Costituzione che testualmente
dice: "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere
davanti alla legge". Soltanto se una legge italiana modificasse
la Costituzione tornando a fare della religione cattolica
la sola è unica religione di Stato sarebbe illegittima la
sentenza di Strasburgo. Ma lo stesso Vaticano, nel 1984, ha
riconosciuto essere la religione cattolica soltanto una delle
confessioni religiose che lo Stato ammette nel suo ordinamento.
In
quanto al Crocifisso simbolo della identità nazionale bisogna
osservare che soltanto dal 1922 con leggi volute dal fascismo
per recuperare il consenso della Chiesa e dare un fondamento
"spirituale" ad un regime violento e totalitario è stato introdotto
nelle scuole e poi negli uffici pubblici per diventare infine
espressione della religione di Stato con i patti lateranensi
del 1929. Fino ad allora lo Stato nato dal Risorgimento aveva
affidato l'identità italiana agli ideali che Cavour,Mazzini,Garibaldi
avevano posto a base dell'unificazione del Paese.
Nella storia millenaria d'Italia il Crocifisso non sempre
ha avuto un ruolo positivo e benefico. Migliaia di disgraziati
come Giordano Bruno e le vittime della Inquisizione sono state
torturati e bruciati vivi con l'assistenza di un monaco o
di un prete muniti di un Crocifisso che veniva mostrato ai
condannati invitati alla conversione ed al pentimento per
non parlare dell'uso che se ne è fatto nelle conquiste coloniali
e nell'aggressione crociate ai popoli dell'Islam. Dalla dichiarazione
di Costantino che fece del cristianesimo instrumentum regni
fino al tardissimo settecento il Crocifisso è stato usato
per sopprimere i "miscredenti". Ricordo per tutti il martirio
di Ipazia, grande filosofa e matematica alessandrina, torturata,
scorticata viva e poi squartata da ferocissimi monaci. Negli
Usa il KKK pianta enormi croci brucianti nei luoghi dove massacrano
i neri o i "diversi.
Certamente il cristianesimo nel corso della sua storia ha
sviluppato anche valori positivi specialmente di solidarietà.
Per questi i cattolici che sono davvero cristiani e non vogliono
fare violenza agli altri non condividono l'esposizione del
crocifisso nei pubblici uffici e non avallano la deriva sanfedista
imposta da Benedetto XVI e dalla Chiesa di Ruini e Bagnasco.
Ma, si troveranno in difficoltà come tutti i laici italiani
dal momento che i Palazzi della politica ribadiscono il diritto
al monopolio cattolico mentre l'italia diventa multietnica.
La
sentenza civilissima di Strasburgo in Italia ha sortito l'effetto
paradossale di allargare il fronte identitario, fondamentalista,
razzista. La sentenza sarà disattesa. Berlusconi non dichiara
forse che se i giudici lo dovessero condannare resterà al
suo posto al governo? Perchè dunque il Crocifisso non dovrebbe
continuare ad essere esposto nelle scuole e negli uffici pubblici?
I giudici italiani sono rossi. Quelli europei ubriaconi. La
legge la fanno gli elettori scegliendo i loro governanti.
Da oggi questo modo di pensare si estende al PD che dichiara
non di "buon senso" la decisione dei giudici europei.
Pietro
Ancona
 
Osservatorio
e laicita'
Dossier
crocifisso nelle aule
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