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23 novembre 2009
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Mafia e appalti a Roma e nel Lazio : situazione e proposte
di Mauro W. Giannini

Si e' tenuto il 19 novembre a Roma un convegno organizzato dalla Fillea-Cgil di Roma e del Lazio per esporre le sue proposte per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti. Sono intervenuti fra gli altri Giuseppe Giordano - Federlazio, Daniele Gamberale - ASL RM3, Emiliana Carelli - Viceprefetto di Viterbo, Giuseppe Anfuso - municipio XIII, Paolo Poli, Direttore del Personale di Grandi Lavori Fincosip, Silvia Valeri - ANCE, Edoardo Bianchi - Presidente Cassa Edile di Roma, Alberto Massora - Direttore Cassa Edile di Roma, Caral de Angelis - Italia Nostra Rieti, Claudio Selugagliesi - Direttore Formedin Regionale.

Nel presentare le proposte del sindacato per la legalita' negli appalti, il segretario generale della Fillea Cgil di Roma e del Lazio, Roberto Cellini, ha sottolineato che la sicurezza nel territorio e' stata declinata e rappresentata dalla politica e dai media solo attraverso la presenza dei Rom, della prostituzione nelle strade, degli immigrati irregolari che compiono reati e furti negli appartamenti e che per i politici - in particolare, per gli amministratori locali - l’evocazione dell’emergenza sicurezza costituisce spesso uno strumento di legittimazione del proprio ruolo, incapaci come sono di agire sulle fonti principali di insicurezza collettiva quali la precarietà del lavoro, l’erosione dei sistemi di welfare, l’impoverimento progressivo dei cittadini e del loro territorio sia valoriale che economico.

La mafia nelle imprese del Lazio

Cellini ha avvisato che fra gli ostacoli che possono frenare nella regione il tasso di sviluppo e il progetto di crescita vi è la presenza di organizzazioni criminali aggressive, pervasive, opprimenti e che durante la crisi le imprese vedono inaridirsi i propri flussi di cassa e vedono cadere il valore di mercato del proprio patrimonio, per cui sono più facilmente aggredibili da parte della criminalità organizzata, anzitutto, ma non solo, attraverso l’esercizio dell’usura nelle sue diverse configurazioni. Senza un’ azione di contrasto forte, quindi, la crisi potrebbe essere devastante per il sistema delle imprese e per l’economia locale.

In particolare, ha detto Cellini, il sindacato ha segnalato, inascoltato, che sia alcune presenze che il continuo ricambio dei lavoratori all’interno dei cantieri erano sintomatici di probabili irregolarità, non solo formali e contrattuali ed ha richiesto una serie di indagini ispettive - ora in corso - su alcune Imprese importanti nell’economia del nostro territorio, nei cui cantieri circolavano o circolano subappalti non in regola con il rilascio del Durc o con la denuncia delle ore versate in Cassa edile.

Fra racconti di fatti inquietanti verificatisi nei cantieri, emergono dati allarmanti, come le continue minacce alla incolumità fisica dei funzionari sindacali che vanno nei cantieri (e che saranno materia di denuncia all’autorità giudiziaria), l'origine di molte imprese ciociare (in realta' provenienti da Casal di Principe, in Campania, ma soprattutto spesso correlate a palesi e sospette incongruenze contributive), nonche' la denuncia al sindacato - con richiesta del mantenimento dell’anonimato - da parte di lavoratori i quali dicono che dietro una busta paga regolare con tutti gli istituti contrattuali c’è una tangente da pagare ad un soggetto che rappresenta un’organizzazione che ha una sua trasversalità nel sostegno a “famiglie” in difficoltà.

Infine, si sta ripetendo il fenomeno, che appariva ridimensionato, dei ribassi d’asta senza controllo. Con il sistema del massimo ribasso sono in forte crescita i lavori aggiudicati al 50 o anche al 60% di ribasso, soprattutto tra la fascia tra uno e cinque milioni che non prevede più l’esclusione automatica dell’offerta anomala. Il fatto nuovo e straordinario - ha sottolineato il leader sindacale - è che i cantieri non si interrompono ma vengono regolarmente consegnati. Il che fa pensare solo a due ipotesi: o c’è una Stazione appaltante pubblica che manda in gara lavori sbagliando le valutazioni a base d’asta o come è più probabile c’è una gestione del cantiere fuori controllo, e in un settore con prevalenza di manodopera nella esecuzione dei lavori le sofferenze maggiori si registrano sul versante dei diritti dei lavoratori.

Anche questa parziale visione del fenomeno - ad avviso di Cellini - dimostra come, anche nel Lazio, prosperino le organizzazioni mafiose che in maniera silenziosa contendono alle Amministrazioni locali le loro funzioni fondamentali. E lo dimostrano anche le ricerche degli organismi accreditati che segnalano come la regione sia seconda soltanto alla Lombardia, sfatando anche i ricorrenti luoghi comuni, per numero di segnalazioni di operazioni sospette sia in termini assoluti che in rapporto al Pil regionale.

Le proposte di contrasto alle infiltrazioni

Fra le proposte del sindacato, oltre ad una maggior colaborazione con gli enti locali e a corsi di formazione specifici per i vari soggetti coinvolti nella questione (Delegati e funzionari sindacali, Personale delle istituzioni ispettive, Professionalità degli uffici tecnici delle Amministrazioni pubbliche, Magistrati e avvocati, Personale delle associazioni delle imprese):
1- unità d’azione con le altre due organizzazioni sindacali Feneal-UIL e Filca-Cisl.
2- un accordo vincolante tra i sindacati, le associazioni imprenditoriali provinciali e regionali e le stazioni appaltanti più importanti: uno scambio preventivo di informazioni ogni volta che si apre un nuovo cantiere, un piano di zona, che si avvia un opera infrastrutturale, quello che comunemente viene classificata come contrattazione d’anticipo rivista e corretta con il coinvolgimento della Pubblica Amministrazione.
3 - protocolli stabiliti con i rappresentanti dello Stato sul territorio - in primo luogo i Prefetti delle provincie laziali - in cui la presenza dei rappresentanti dei lavoratori sia considerata alla pari delle altre organizzazioni di rappresentanza e in cui sia previsto il principio di trasparenza che non puo' non riguardare una impresa destinataria di finanziamenti pubblici.
4 - la riduzione delle Stazioni appaltanti per semplificare il sistema, fino ad arrivare alla Stazione unica come si sta sperimentando già in alcuni territori
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per approfondire...

Rapporto 2007 sulla criminalita' organizzata a Roma e nel Lazio

Dossier mafia e antimafia

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