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Mafia
e appalti a Roma e nel Lazio : situazione e proposte
di
Mauro W. Giannini
Si
e' tenuto il 19 novembre a Roma un convegno organizzato dalla
Fillea-Cgil di Roma e del Lazio per esporre le sue proposte
per contrastare le infiltrazioni mafiose negli appalti.
Sono
intervenuti fra gli altri Giuseppe Giordano - Federlazio,
Daniele Gamberale - ASL RM3, Emiliana Carelli - Viceprefetto
di Viterbo, Giuseppe Anfuso - municipio XIII, Paolo Poli,
Direttore del Personale di Grandi Lavori Fincosip, Silvia
Valeri - ANCE, Edoardo Bianchi - Presidente Cassa Edile di
Roma, Alberto Massora - Direttore Cassa Edile di Roma, Caral
de Angelis - Italia Nostra Rieti, Claudio Selugagliesi - Direttore
Formedin Regionale.
Nel
presentare le proposte del sindacato per la legalita' negli
appalti, il segretario generale della Fillea Cgil di Roma
e del Lazio, Roberto Cellini, ha sottolineato che la sicurezza
nel territorio e' stata declinata e rappresentata dalla politica
e dai media solo attraverso la presenza dei Rom, della prostituzione
nelle strade, degli immigrati irregolari che compiono reati
e furti negli appartamenti e che per i politici - in particolare,
per gli amministratori locali - l’evocazione dell’emergenza
sicurezza costituisce spesso uno strumento di legittimazione
del proprio ruolo, incapaci come sono di agire sulle fonti
principali di insicurezza collettiva quali la precarietà del
lavoro, l’erosione dei sistemi di welfare, l’impoverimento
progressivo dei cittadini e del loro territorio sia valoriale
che economico.
La
mafia nelle imprese del Lazio
Cellini
ha avvisato che fra gli ostacoli che possono frenare nella
regione il tasso di sviluppo e il progetto di crescita vi
è la presenza di organizzazioni criminali aggressive, pervasive,
opprimenti e che durante la crisi le imprese vedono inaridirsi
i propri flussi di cassa e vedono cadere il valore di mercato
del proprio patrimonio, per cui sono più facilmente aggredibili
da parte della criminalità organizzata, anzitutto, ma non
solo, attraverso l’esercizio dell’usura nelle sue diverse
configurazioni. Senza un’ azione di contrasto forte, quindi,
la crisi potrebbe essere devastante per il sistema delle imprese
e per l’economia locale.
In
particolare, ha detto Cellini, il sindacato ha segnalato,
inascoltato, che sia alcune presenze che il continuo ricambio
dei lavoratori all’interno dei cantieri erano sintomatici
di probabili irregolarità, non solo formali e contrattuali
ed ha richiesto una serie di indagini ispettive - ora in corso
- su alcune Imprese importanti nell’economia del nostro territorio,
nei cui cantieri circolavano o circolano subappalti non in
regola con il rilascio del Durc o con la denuncia delle ore
versate in Cassa edile.
Fra
racconti di fatti inquietanti verificatisi nei cantieri, emergono
dati allarmanti, come le continue minacce alla incolumità
fisica dei funzionari sindacali che vanno nei cantieri (e
che saranno materia di denuncia all’autorità giudiziaria),
l'origine di molte imprese ciociare (in realta' provenienti
da Casal di Principe, in Campania, ma soprattutto spesso correlate
a palesi e sospette incongruenze contributive), nonche' la
denuncia al sindacato - con richiesta del mantenimento dell’anonimato
- da parte di lavoratori i quali dicono che dietro una busta
paga regolare con tutti gli istituti contrattuali c’è una
tangente da pagare ad un soggetto che rappresenta un’organizzazione
che ha una sua trasversalità nel sostegno a “famiglie” in
difficoltà.
Infine,
si sta ripetendo il fenomeno, che appariva ridimensionato,
dei ribassi d’asta senza controllo. Con il sistema del massimo
ribasso sono in forte crescita i lavori aggiudicati al 50
o anche al 60% di ribasso, soprattutto tra la fascia tra uno
e cinque milioni che non prevede più l’esclusione automatica
dell’offerta anomala. Il fatto nuovo e straordinario - ha
sottolineato il leader sindacale - è che i cantieri non si
interrompono ma vengono regolarmente consegnati. Il che fa
pensare solo a due ipotesi: o c’è una Stazione appaltante
pubblica che manda in gara lavori sbagliando le valutazioni
a base d’asta o come è più probabile c’è una gestione del
cantiere fuori controllo, e in un settore con prevalenza di
manodopera nella esecuzione dei lavori le sofferenze maggiori
si registrano sul versante dei diritti dei lavoratori.
Anche questa parziale visione del fenomeno - ad avviso di
Cellini - dimostra come, anche nel Lazio, prosperino le organizzazioni
mafiose che in maniera silenziosa contendono alle Amministrazioni
locali le loro funzioni fondamentali. E lo dimostrano anche
le ricerche degli organismi accreditati che segnalano come
la regione sia seconda soltanto alla Lombardia, sfatando anche
i ricorrenti luoghi comuni, per numero di segnalazioni di
operazioni sospette sia in termini assoluti che in rapporto
al Pil regionale.
Le
proposte di contrasto alle infiltrazioni
Fra
le proposte del sindacato, oltre ad una maggior colaborazione
con gli enti locali e a corsi di formazione specifici per
i vari soggetti coinvolti nella questione (Delegati e funzionari
sindacali, Personale delle istituzioni ispettive, Professionalità
degli uffici tecnici delle Amministrazioni pubbliche, Magistrati
e avvocati, Personale delle associazioni delle imprese):
1- unità d’azione con le altre due organizzazioni sindacali
Feneal-UIL e Filca-Cisl.
2- un accordo vincolante tra i sindacati, le associazioni
imprenditoriali provinciali e regionali e le stazioni appaltanti
più importanti: uno scambio preventivo di informazioni ogni
volta che si apre un nuovo cantiere, un piano di zona, che
si avvia un opera infrastrutturale, quello che comunemente
viene classificata come contrattazione d’anticipo rivista
e corretta con il coinvolgimento della Pubblica Amministrazione.
3 - protocolli stabiliti con i rappresentanti dello Stato
sul territorio - in primo luogo i Prefetti delle provincie
laziali - in cui la presenza dei rappresentanti dei lavoratori
sia considerata alla pari delle altre organizzazioni di rappresentanza
e in cui sia previsto il principio di trasparenza che non
puo' non riguardare una impresa destinataria di finanziamenti
pubblici.
4 - la riduzione delle Stazioni appaltanti per semplificare
il sistema, fino ad arrivare alla Stazione unica come si sta
sperimentando già in alcuni territori.
 
Rapporto
2007 sulla criminalita' organizzata a Roma e nel Lazio
Dossier
mafia e antimafia
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