07 novembre 2008

 
     

Inasprimento 41 bis : Alfano soddisfatto , penalisti contrari
di Mauro W. Giannini

Ieri mattina la Commissione Giustizia del Senato ha approvato con voto bipartisan un emendamento al ddl 733 che modifica il 41 bis intervenendo sulla durata del carcere duro, accentuando l'onere della prova a carico del detenuto, introducendo una competenza esclusiva del Tribunale di Sorveglianza di Roma e comportando in definitiva l'inasprimento del carcere duro per i boss mafiosi.

In una nota il ministro della Giustizia, Angelino Alfano ha espresso sodisfazione. A suo giudizio "Il testo presentato dal Governo, così come riformulato in Commissione, offre una risposta concreta alla necessità di impedire la comunicazione tra i boss dal carcere e dà un riscontro reale al problema delle revoche, che si è reso più evidente negli ultimi tempi. L’approvazione del testo del Governo si pone come ulteriore prova di un’azione di conflitto e contrasto alla mafia, che ha trovato nel già approvato decreto sicurezza e sta trovando nel disegno di legge oggi all’esame del Senato, la sede per un immediato ingresso nell’ordinamento di norme che, per qualità e quantità, hanno pochi precedenti negli anni recenti".

"La bontà di questo testo - ha aggiunto il guardasigilli - ha favorito la convergenza di maggioranza e opposizione su una soluzione pienamente condivisa, che contribuisce all’affermazione della supremazia dello Stato sulle logiche di violenza, proprie di quelle organizzazioni criminali che perseguono condotte delittuose anche all’interno delle strutture carcerarie. Il provvedimento, tra l’altro - conclude il ministro – introduce l’esclusiva competenza in materia del tribunale di sorveglianza di Roma, a garanzia dell’uniformità di applicazione, per evitare la possibilità di contrasti giurisprudenziali".

Ma la decisione raccoglie le critiche dell'Unione camere penali italiane che in una nota hanno espresso la "piu' ferma contrarieta' al regime di detenzione speciale, inutilmente affittivo e palesemente contrastante con i principi Costituzionali e con la normativa internazionale". Infatti, secondo i penalisti, il provvedimento limita "ancor piu' i diritti fondamentali della persona". Il presidente UCPI, Oreste Dominioni, ha dichiarato che ''l'inasprimento del 41 bis non garantisce un maggior livello di sicurezza nelle carceri, ne' impedisce i rapporti tra i detenuti e gli appartenenti ai diversi sodalizi criminosi; esso pero' viola i piu' elementari diritti della persona, e fra di essi il diritto di difendersi secondo le ordinarie regole processuali''.

L'organismo dei penalisti ha precisato che, in occasione dell'incontro con il Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha illustrato la propria posizione di assoluta contrarieta' al regime speciale di cui al 41 bis, ribadendo che "il diritto dello Stato a difendersi dalla criminalita' non puo' passare attraverso provvedimenti criminogeni, inutili al fine che si propongono e finalizzati esclusivamente alla 'produzione di pentiti' come quelli oggi inseriti nel disegno di legge sulla sicurezza dei cittadini".

Speciale mafia e antimafia

___________

NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org