13 settembre 2008

 
     

Giustizia : incentivi ai magistrati per le sedi disagiate
di Mauro W. Giannini

"Per sopperire alla scopertura dell’organico di magistrati nelle sedi disagiate che, in virtù delle nuove disposizioni sull’ordinamento giudiziario, non possono essere coperte da magistrati di prima nomina (relativamente all’esercizio di funzioni requirenti e giudicanti penali monocratiche), è stato introdotto un regime di benefici finalizzato ad incentivare le richieste di trasferimento in quelle sedi da parte di magistrati con adeguata anzianità ed esperienza". Lo ha spiegato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, tratteggiando i punti salienti del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri in materia di giustizia.

"I benefici – ha sottolinea il guardasigilli – sono di carattere economico e di carriera. I primi consistono in un bonus iniziale di circa seimila euro netti e in un’indennità mensile di circa duemila euro netti, per un periodo massimo di quattro anni di permanenza. I benefici di carriera riguardano l’attribuzione per i primi sei anni di un punteggio doppio per ogni anno di permanenza nella sede disagiata, nonché – dopo almeno quattro anni – la possibilità per il magistrato di tornare, anche se in sovrannumero, nella sua sede di provenienza. A ciò si aggiunge la possibilità, già prevista dalla legislazione vigente, di ottenere il trasferimento del coniuge dipendente statale".

"Il decreto legge – ha proseguito Alfano – apporta inoltre una modifica all’art. 192 dell’ordinamento giudiziario, più volte sollecitato dal Consiglio Superiore della Magistratura, e delle cui esigenze ci si è fatti carico. Questa modifica permetterà di rendere più celere l’esame delle domande di trasferimento pendenti, consentendo al Csm di esaminare solo quelle che corrispondono ad un interesse attuale e concreto del magistrato. In sostanza, si tratta di una vera e propria accelerazione delle pratiche di trasferimento dei magistrati ordinari, procedure che, nel tempo, erano diventate estremamente complesse e farraginose per l’altissimo numero di domande che il Consiglio Superiore della Magistratura è chiamato ad esaminare".

L’art. 192 - oggi modificato - prevedeva infatti che le domande di trasferimento conservassero efficacia fino alla revoca dell’interessato: in questo modo, il Csm doveva esaminare anche quelle pendenti da anni e non più reiterate dal magistrato che le aveva presentate. Alcune risalgono persino al 1999. "Con l’introduzione della norma sopra citata – ha concluso il guardasigilli – si solleva il Csm da un inutile aggravio di lavoro, evitando anche ulteriori perdite di tempo".

Sul provvedimento, il presidente dell'Unione Camere Penali Oreste Dominioni aveva scritto al ministro Alfano esprimendo timori per la previsione di 250 posti di magistrati destinati a funzioni non giudiziarie. Allegando alcuni studi dell'UCPI sulla questione, Dominioni aveva commentato che il fenomeno dei «magistrati fuori ruolo» "è da tempo individuato come negativo perché oltre a sottrarre importanti risorse dell’attività giudiziaria, immette magistrati nell’attività politica effetti di promiscuità nocivi sia alla politica che alla magistratura. Tanto che, nel vuoto normativo derivato dalla legge Mastella, lo stesso CSM con una circolare ha drasticamente ridimensionato il fenomeno stabilendo un limite di 60 «fuori ruolo»".

Speciale giustizia

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Magistrati: allarme su organico Procure Sicilia e Calabria