15 novembre 2008

 
     

Sentenza Diaz : pochi condannati , molti responsabili morali
di Rita Guma*

Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus condivide la delusione e l'amarezza delle vittime e dei difensori dei diritti umani e civili per la sentenza di primo grado dell'irruzione alla Diaz, durante i fatti di Genova 2001.

La sentenza presenta un quadro della situazione che lascia molti interrogativi senza risposta ed una ricostruzione dei fatti 'monca', tuttavia non riteniamo si possano accusare i giudici, i quali hanno il compito di analizzare tutti i dati in loro possesso e verificare l'esistenza di riscontri oggettivi che dimostrino la colpevolezza di ogni singolo imputato (in Italia la responsabilita' penale e' personale).

Non abbiamo letto ancora le motivazioni della sentenza, tuttavia quello che sembra essere mancato al processo e' il collegamento fra atti e persone. Quindi e' certo che siano stati commessi gravi abusi e violazioni dei diritti umani, e' certo che siano state create false prove ai danni degli occupanti della scuola Diaz ed e' certo che vi siano vittime e colpevoli. Quel che non e' sempre certo e' chi e' stato a fare cosa e di conseguenza quali dirigenti siano responsabili diretti - per via della catena di comando - di aver ordinato/permesso le violenze.

Riteniamo che chi si batte per i diritti civili non possa accettare che venga condannato qualcuno senza adeguate prove a suo carico, a costo di mandare assolto un colpevole. Riteniamo che concordi anche chi si sia trovato talora accusato ingiustamente.

Vogliamo tuttavia sottolineare che probabilmente la richiesta del pubblico ministero era gia' troppo ridotta, visto che la pena massima per gravi lesioni personali e' di tre anni e in questo caso c'era l'aggravante della premeditazione e del fatto che gli autori agivano abusando delle funzioni.

Ricordiamo pero' che in Italia esistono altri gradi di giudizio nei quali le prove ed eventuali altri elementi potranno essere oggetto di nuova valutazione. Ricordiamo anche che al termine della trafila giudiziaria italiana ci si puo' sempre rivolgere alla Corte europea dei diritti dell'uomo, la quale gia' in altre sentenze ha stabilito la responsabilita' dello Stato quando membri delle forze dell'ordine abbiano commesso abusi (in Italia e' gia' cosi' per la responsabilita' civile) e quando non viene tutelato adeguatamente il pacifico diritto di manifestazione.

Per quanto riguarda le reazioni della maggioranza parlamentare (e dell'UdC) all'annuncio della sentenza, ci sembra che essa non solo non abbia tenuto conto del fatto che non si tratta di sentenza definitiva, ma che non abbia neppure sfiorato il grave vulnus portato alla democrazia e ai diritti umani e civili da quanto accaduto alla Diaz. Insomma, per la maggioranza di allora contano solo i vertici della polizia assolti, non le vittime della brutale aggressione.

Viceversa la proposta di commissioni di inchiesta parlamentare sentita ieri da una parte dell'attuale opposizione e' chiaramente soltanto demagogica, provenendo da chi a suo tempo aveva la possibilita' di farla istituire ma non la sostenne in parlamento ed inoltre sa che oggi sicuramente non verrebbe approvata da una maggioranza che supporta lo stesso governo in carica nel 2001.

Se oggi ci sono abusi come i recenti fatti di piazza Navona e gli squadristi indisturbati alla RAI, e' anche perche' chi aveva il potere e la responsabilita' nei confronti degli elettori non ha agito a suo tempo, arrampicandosi sugli specchi con motivazioni inconsistenti, quindi piuttosto che rilasciare dichiarazioni tese a raccogliere il consenso dei delusi dalla sentenza, dovrebbe tacere e fare ammenda.

Sui diritti civili ed umani non ci possono essere tentennamenti ne' tantomeno calcolo e demagogia...

* presidente Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus

Speciale diritti

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