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12 novembre 2008
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Arbitrarietà
e discriminazione nella pena di morte americana Premessa Mi occupo di diritti umani dal 1975 e di giustizia americana da più di dieci anni. All'inizio pensavo che scrivere sciocchezze fosse molto facile, ma ora sono giunto alla conclusione che non farlo sia umanamente impossibile. Questo work in progress non ha la pretesa di dire alcunché di definitivo su di un argomento così vasto. Più semplicemente mi sono posto l'obbiettivo di scrivere qualcosa di utile e stimolante e di sottoporlo alla critica dei lettori. Il mito della certezza del diritto. Uno degli aspetti più intriganti della pena capitale negli Stati Uniti è l'assoluta arbitrarietà con cui sono selezionati i pochi disgraziati da sacrificare sull'altare di quella che gli americani chiamano giustizia. L'arbitrarietà non è però limitata alla pena di morte, ma pervade, da cima a fondo, tutto il sistema giudiziario americano. Negli Usa non esistono né la certezza del diritto, né quella della pena e nemmeno sussiste un collegamento logico e coerente fra il delitto commesso e la pena che si andrà a scontare. In proposito la lettura dei quotidiani americani è illuminante Il Chicago Tribune ha dedicato molti articoli alla pena di morte e alla giustizia. Guidatori pericolosi La signora Tamara Graham ha bruciato un semaforo rosso e ucciso due anziani di colore, mentre il diciassettenne William Thornton guidava senza patente e ha saltato uno stop, uccidendo due ragazzi bianchi. La signora, moglie di un legale specializzato nel difendere i poliziotti che si sono messi nei pasticci, è stata patrocinata da due dei più famosi avvocati dello stato e ha ricevuto una condanna estremamente lieve (probation). Il ragazzo ha invece goduto dei servigi di un difensore d'ufficio e si è preso trent'anni di galera. La differenza fra i due casi? La signora è bianca, ricca e le sue vittime valgono poco, mentre il ragazzo è nero, povero e ha ucciso persone di alto valore sociale. Da notare che il giovane è stato portato al processo con addosso la divisa rossa del detenuto. "4 deaths, 2 accidents, 2 drivers charged -- and 2 vastly different sentences. This is justice? " St. Petersburg Times 15th October 2005. La pena di morte americana è un sacrificio umano. Ogni caso è certamente diverso dall'altro, ma fare previsioni non è difficile, anche se ci sono casi in cui la realtà supera di gran lunga la fantasia. Il ragazzo bianco e il ragazzo nero. Il quotidiano abolizionista Dallas Morning News ci ha dato modo di conoscere il lato oscuro della giustizia texana: i misdemeanor murders. Per primo il diciassettenne nero Tyrone Brown che, per la rapina di due dollari, è condannato a dieci anni di deferred adjudication probation. Però, appena un mese dopo, si caccia nei guai risultando positivo al test della marijuana e lo stesso giudice questa volta lo manda in prigione: per sempre. E in prigione era ancora, sedici anni dopo, quando il Dallas scoprì la sua storia. Fin qui nulla di speciale. Sai quanti ce ne sono di ragazzi neri fra i 130.000 ergastolani americani. Ma il bello viene comparando la sua sorte con quella del ragazzo bianco. John Alexander Wood ha un rapporto omosessuale a pagamento con il "ragazzo di vita" Larry Clark. Ne segue una lite che finisce con Wood che deruba Clark dopo averlo assassinato sparandogli alle spalle. Wood si dichiara colpevole solo alla fine del processo, con la giuria già riunita, e in cambio riceve anche lui, dallo stesso giudice di Brown, una condanna a dieci anni di deferred adjudication probation. (Poi si scoprì che la giuria lo avrebbe condannato per un banale negligent homicide). Comunque il nostro ragazzo, di buona famiglia bianca, nel suo periodo di probation ne ha combinate di tutti i colori: risultato per cinque volte positivo al test della cocaina, trovato in possesso di crack, scoperto in rapporto con spacciatori, mise anche su casa con dei pregiudicati. Nulla di tutto questo convinse il giudice, lo stesso che aveva spedito Brown all'ergastolo, a prendere provvedimenti e Wodd passò alla post-card probation. Successivamente il Dallas ci ha raccontato di come non siano rari i casi di assassini che ricevono una semplice probation al posto di prigione e forca. La caratteristica che li accomuna è quella di avere ammazzato persone di scarso valore sociale. Dallas Morning News "Unequal Justice: Scales of justice can swing wildly" 23 April 2006 Dallas Morning News "Unequal Justice: Murderers on Probation" 10 - 14 November 2007 Prosecutorial discretion Al centro di questa sfacciata arbitrarietà e discriminazione c'è l'incondizionata discrezionalità di cui gode il District Attorney: è lui che decide se iniziare un'azione giudiziaria, contro chi e per quali capi d'imputazione, se patteggiare o andare al processo e quali alternative offrire alla giuria. La polizia può influire non investigando a fondo un omicidio per "legittima difesa", o non facendolo proprio per nulla, se le vittime non sono persone di rilievo; ma alla fine è sempre la Procura che decide e questo definisce tutto il procedimento giudiziario. Se siete stati arrestati con della cocaina in tasca il DA potrebbe accusarvi di un semplice "possession of cocaine" e farvi avere sei mesi di prigione, o un po' di probation, ma può incolparvi di "possession with intent to distribute cocaine", che prevede un minimo di sei anni. (e Dio solo sa cosa possono farvi se vi arrestano dalle parti di una scuola) La fantasia dei DA, eletti o nominati che siano, è illimitata e il patteggiamento è la loro arma totale. Possono partire minacciando un reato capitale e poi scendere fino all'omicidio colposo e questo accade anche per reati che in Italia non consideriamo volontari. Un vehicular homicide commesso in stato di ebbrezza può avere conseguenze estremamente gravi. Può essere considerato un intoxicated manslaughter (omicidio preterintenzionale commesso in stato di ebbrezza) e farvi avere 20 anni di galera, ma in molte giurisdizioni i procuratori hanno iniziato a utilizzare il felony murder, conseguendo condanne all'ergastolo e, in tre o quattro occasioni, hanno persino tentato di ottenere la pena di morte. Il ragionamento è semplice, anche se incomprensibile nel diritto italiano: è in corso il reato di guida in stato di ebbrezza da alcool o droga (DUI), ci scappa il morto e quindi siamo, come in una rapina finita male, nel campo del felony murder. Count: any of the separate and distinct charges in an indictment. Capo d'imputazione. Per la stessa azione criminale possono darvene una ventina. "A 43-year-old man who shot and critically wounded his pregnant girlfriend Monday then threatened to shoot himself while holding their toddler son is scheduled to be arraigned today on several criminal charges, state police said. Alfredo Ferrer is charged with criminal attempt to commit murder, first-degree assault, assault of a pregnant person, breach of peace, criminal possession of a firearm, criminal use of a firearm, unlawful discharge of a firearm, two counts of risk of injury to a minor and three counts of reckless endangerment." (Connecticut. April 15 2008) Manca solo il divieto di sosta. Potete così beccarvi una quantità di condanne per lo stesso reato, come è accaduto in Texas a Carmen Mejia che ha preso tre ergastoli per lo stesso omicidio. "A jury convicted appellant Carmen Mejia of (1) felony murder, (2) injury to a child with serious bodily injury, and (3) injury to a child by omission and sentenced her to three life sentences", e non chiedetemi come sia possibile essere condannati tre volte per un solo reato, perché proprio non lo so, ma è più normale di quanto non si pensi (1), (2). Patteggiamento L'incontrastato potere discrezionale del DA può costringere l'accusato innocente a patteggiare, accettando una condanna ingiusta, piuttosto che rischiare la pelle davanti ad una giuria. Ted Bundy rifiutò il plea bargain, ma altri serial killer non sono stati così pazzi, mentre persone innocenti hanno confessato delitti che non avevano commesso pur di salvarsi. Alcuni sono andati al processo e sono stati condannati a morte, come Rocco Barnabei, mentre, se avessero accettato il patteggiamento, ora sarebbero vivi e liberi, Christopher Ochoa invece non solo si dichiarò colpevole di un omicidio che non aveva commesso, ma accettò anche di accusare un altro innocente: Richard Danziger; come fece Travis Hayes che accusò l'amico Ryan Matthews e lo mandò nel braccio. Alan Berlow
"Texas
Justice" Salon, October 31, 2000. Con il patteggiamento si ottengono il 96% delle condanne per i felonies e un buon 60% di quelle per omicidio criminale. Ovviamente questo mercanteggiamento non ha nulla a che fare con il nostro obsoleto concetto di giustizia, quanto (come dice Alessia Bruni) con l'idea che ci sia un problema da risolvere e che lo si debba fare con il minimo di spesa. Certamente, se non ci fosse il plea bargain, la macchina giudiziaria statunitense resterebbe schiacciata sotto i 15 milioni di arresti che ogni anno compiono le 18.000 agenzie di polizia, ma i 155.000 processi americani sono decisamente pochi. Nulla poi dimostra che questo modus operandi permetta ai DA di concentrare gli sforzi sui casi più gravi. Se una Procura è già impegnata in un caso capitale ben difficilmente avrà i mezzi e le risorse per seguirne altri. Così accade che non sia la gravità del crimine a determinare il patteggiamento, ma fattori quali il denaro disponibile e la quantità di casi seguiti in quel momento, oltre che la bravura dell'avocato difensore, la vicinanza delle elezioni, l'atteggiamento della famiglia della vittima, ecc. Gli esempi si sprecano. Nello stato dell'Oregon si è discusso sul plea bargain di due famosi assassini e l'asprezza della polemica è stata ingigantita dal fatto che uno sconosciuto di nome Jesse Lee Johnson, autore di un garden variety homicide, ha invece ricevuto la pena di morte. La spiegazione data è piuttosto banale: Ward Weaver e Edward Morris si sono dichiarati colpevoli, mentre Johnson si è ostinato a dirsi innocente e così è stato portato in aula e massacrato. Ovviamente non c'erano poi i soldi e le energie per fare il processo agli altri due che l'hanno sfangata. The Untouchables I procuratori, che come i giudici sono immuni dalle azioni civili, sono anche soliti giocare sporco. In qualche rarissima occasione sono finiti nei guai, come Mike Nifong, DA della Contea Durham (NC), costretto a dimettersi per essersi spinto troppo oltre nel caso del presunto stupro dei giocatori (bianchi) di lacrosse della Duke University. L'affare ha prodotto violente polemiche: perché i procuratori che incastrarono Daryll Hunt e spedirono nel braccio della morte Alan Gell se la sono cavata con poco o nulla. Avvocati difensori Anche se non si ha più notizia di avvocati difensori ubriachi o addormentati, la bravura e la preparazione del collegio di difesa è determinante e non solo al processo, ma anche negli appelli, visto che sono unicamente le obiezioni presentate in aula possono esserlo anche nei gradi successivi. Jesse Tafero e Sonia Jacobs furono condannati per l'omicidio di un poliziotto in due processi separati. Entrambe le giurie furono selezionate in maniera contraria alla costituzione, ma solo gli avvocati di lei obbiettarono. Fu così che fu solo lei ad avere la condanna commutata in ergastolo. Anni dopo, quando la loro colpevolezza fu messa in dubbio, Sonia Jacobs accettò un plea of convenience e tornò libera, ma non Tafero, che era bruciato vivo sulla sedia elettrica qualche anno prima. Chi vive e chi muore. Il confronto fra il caso di Ann Miller Kontz e quello di Steve McHone (Who lives, who dies? Charlotte Observer, 10 Nov 2005) va ben oltre il ragionevole dubbio. Da una parte abbiamo una ricca signora della buona borghesia e dall'altra un disgraziato senza un soldo. Nel novembre del 2005 il disgraziato era a un passo dal patibolo perché, 15 anni prima, pieno di droga e alcool, aveva assassinato madre e patrigno. Un delitto orribile, ma non capitale, visto che il suo stato gli aveva impedito di premeditarlo. Purtroppo la Procura non si preoccupò di informarne né la giuria, né la difesa, che, dal canto suo, non mosse un dito per salvargli la pelle. La signora Kontz invece aveva, con l'aiuto dell'amante, accuratamente premeditato e attuato l'avvelenamento del marito. Il poveretto era morto fra atroci sofferenze e il complice della Kontz, sconvolto dal rimorso, si era ucciso, mentre la signora si consolava con un ragazzotto molto giovane. Il suo era un delitto capitale come pochi, ma si fece patrocinare da due famosissimi e costosissimi avvocati che riuscirono a patteggiare una pena di 25 anni. Nel frattempo McHone non trovò sollievo nel sapere che, per via di certi loro affarucci, sia il difensore che l'accusatore avevano avuto grossi guai con la giustizia, visto che fu fatto fuori in serena coscienza. continua > * membro del Comitato scientifico dell'Osservatorio ___________ NB:
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