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24 ottobre 2008
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Velezuela
e RD Congo : parlamento UE a difesa dei diritti Il Parlamento europeo ha condannato la recente espulsione di due alti funzionari di Human Rights Watch ad opera delle autorita' venezuelane nell'ambito di una delle risoluzioni sui diritti umani approvata ieri su Venezuela, Congo e Myanmar. Riguardo al Venezuela destano la proccupazione dell'europarlamento - durante la fase di preparazione delle elezioni regionali e locali del novembre 2008 nel Paese sudamericano, le misure adottate dal governo Chavez "allo scopo di intimidire i memri dell'opposizione, i dissidenti e gli osservatori internazionali nel Paese". Queste misure comprendono gli elenchi dei cittadini tesi a "privare i cittadini del loro diritto a ricoprire cariche pubbliche e di accdere ai servizi e alle procedure amministrative". L'uso politico di tali elenchi e' - secondo il parlamento UE - di "limitare i diritti civili e politici degli oppositori dell'attuale governo venezuelano". La risoluzione condanna anche l'assassinio di Julio Soto, il leader studentesco del partito Copei e presidente del sindacato degli studenti presso l'Universita' di Stato Zulia. Il Parlamento chiede alla autorità venezuelane di indagare su tale crimine, "commesso in strane circostanze" e di portare gli autori ed i responsabili davanti alla giustizia. L'europarlamento condanna anche l'espulsione di José Miguel Vivanco e Daniel Wilkinson, dell'organizzazione Human Rights Watch, ritenendola un "un gravissimo precedente per quanto riguarda il rispetto della liberta' di espressione ed il diritto di criticare". La risoluzione - approvata con una schiacciante maggioranza - conclude chiedendo al governo Chávez di "porre fine a tali pratiche e promuovere una democrazia piu' partecipativa in Venezuela, nel pieno rispetto dei principi stabiliti nella Costituzione del 1999". Riguardo alla Repubblica Democratica del Congo l'europarlamento ha espresso preoccupazione e indignazione profonda per "massacri, stupri di giovani ragazze, madri e nonne, reclutamento forzati di civili e bambini soldato ed una serie di altri atti di violenza e di gravi violazioni dei diritti umani nella regione orientale della RDC" seguiti alla ripresa dei combattimenti tra l'esercito congolese e le milizie nel Nord Kivu e nella regione di Ituri. Secondo l'Alto commissariato per i rifugiati, la ripresa dei combattimenti nel Nord Kivu e nell'Ituri ha portato ad un elevato numero di vittime e ad oltre 150.000 sfollati. Alle autorita' congolesi, il parlamento UE ha chiesto di riprendere "immediatamente e senza condizioni" il processo di pace al quale si era impegnata a Goma nel gennaio 2008 ed ha condannato l'uso dello stupro come arma di guerra. Alla comunita' internazionale e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il parlamento UE sottopone come "questione di urgenza" la necessita' di "prendere tutte le misure realmente in grado di prevenire ulteriori attacchi contro la popolazione civile delle province orientali della RDC" ed a rafforzare la MONUC, la più grande missione ONU di mantenimento della pace, prevedendo l'invio di adeguati materiali e personale per consentirle di assolvere il suo mandato. Riguardo al Myanmar, l'europarlamento ha denunciato la tortura ai dissidenti politici e la pulizia etnica e chiesto anche all'ASEAN di fare pressioni sulla giunta militare birmana. ___________ NB:
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Repubblica del Congo : stupri , la tragedia di cui non si parla |
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