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30 maggio 2008
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Messico
: violenze , azione per le donne di Ciudad Juarez Le madri di Ciudad Juarez che cercano di ottenere verita' e giustizia per le ragazze trucidate dopo la violenza sessuale e sparite a centinaia nella provincia messicana ai confini con il Texas hanno inviato alle organizzazioni e persone sensibili ai temi dei diritti umani la seguente lettera (trad. a cura di 'Donne di Sabbia') denunciando minacce e chiedendo di intraprendere una conseguente azione in loro difesa: Marisela
Ortiz Rivera, difensora dei diritti umani I membri di un’organizzazione creata per lottare per la giustizia delle donne sequestrate ed assassinate a Ciudad Juárez, stato di Chihuahua, hanno ricevuto minacce apparentemente connesse con l’uscita del film “Bordertown”, tratta liberamente dalle storie delle donne assassinate. Alcuni membri di Nuestras Hijas de Regreso a Casa hanno appoggiato l’uscita del film come una forma di far conoscere gli assassinii di donne a Ciudad Juárez. Il 25 maggio varie donne appartenenti a Nuestras Hijas de Regreso a Casa hanno ricevuto un messaggio di posta elettronica in cui venivano accusate di beneficiarsi del film e minacciate, insieme alle loro figlie. Il messaggio diceva: “Fottute stronze del cazzo, per diventare famose avete venduto il culo con il film Bordertaun. Non continuate a rubare alle madri che meritano aiuto, andate fuori dai coglioni da Juaritos se non vi piace. Lasciate in pace gli abitanti di Juárez che ci avete scassato il cazzo con le vostre fottute lamentele di merda vi inculeremo a sangue, maledette pettegole ed esagerate. Non vi stupite che un giorno vi scopino le figlie e ve le restituiscano a pezzi. Vi fottiamo dove più vi fa male, figlie di puttana, principalmente la troia di Malu Garsia e l’ipocrita della Maricela. Non vi distraete perché presto avrete notizie sgradevoli [testo pieno di errori ortografici, N.d.T.] Il 16 maggio c’è stata la première di “Bordertown” a Ciudad Juárez. I membri di Nuestras Hijas de Regreso a Casa hanno detto ad Amnesty International che, nei giorni precedenti, hanno ricevuto SMS anonimi sui loro cellulari, in cui veniva intimato loro di non appoggiare il film, venivano accusate di guadagnare soldi dalla situazione e minacciate di investigarle e incarcerarle. INFORMAZIONE COMPLEMENTARE Più di 430 donne e bambine sono state assassinate a Ciudad Juárez e nella città di Chihuahua dal 1993. Circa uno di ogni tre di questi assassinii implicava qualche forma di violenza sessuale. Nel 2003, Amnesty International ha pubblicato la relazione "Messico: Morti intollerabili" (1), in cui si metteva in risalto il modello di violenza contro le donne in queste due città e la mancanza sistematica di misure da parte delle autorità per prevenire e punire in modo effettivo questi crimini. Da allora, il governo dello stato di Chihuahua ha adottato misure per migliorare le indagini, ma molti autori dei crimini non sono stati processati e i responsabili dell’assenza sistematica di indagini non hanno reso conto dei loro atti. Non si sa ancora nulla di oltre 30 donne presuntamente sequestrate. Nel 2008, almeno 17 donne sono state assassinate. I membri di organizzazioni come Nuestras Hijas de Regreso a Casa sono stati in prima linea nella campagna per la verità e la giustizia, ed hanno presentato vari casi presso la Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Le organizzazioni dei diritti umani che lavorano sul tema sono state spesso accusate di beneficiarsi dei casi e di dannare l’immagine di Ciudad Juárez. Hanno anche subito, in più occasioni, minacce ed attacchi, i cui autori non sono mai comparsi davanti alla giustizia. AZIONI CONSIGLIATE Mandare delle esortazioni affinché arrivino prima possibile, in spagnolo o nella vostra lingua: - esprimendo preoccupazione per le minacce nei confronti di Marisela Ortiz Rivera, María Luisa García Andrade, Norma Andrade ed altri membri di Nuestras Hijas de Regreso a Casa; - chiedendo alle autorità di adottare misure adeguate di protezione alle persone in pericolo, secondo le volontà delle stesse persone minacciate; - incitando le autorità a realizzare un’investigazione immediata ed imparziale per identificare i responsabili del messaggio di posta elettronica e le minacce per sms ricevute da Nuestras Hijas de Regreso a Casa durante le ultime settimane, e a portarli davanti alla giustizia; - chiedendo alle autorità di adempiere agli impegni assunti in virtù della Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Diritto e il Dovere degli Individui, i Gruppi e le Istituzioni di Promuovere e Proteggere i Diritti Umani e le Libertà Fondamentali Universalmente Riconosciute, e che garantiscano che i difensori e le difensore dei diritti umani possano esercitare il proprio diritto a realizzare le loro attività senza restrizioni né timori a rappresaglie. ESORTAZIONI A: Lic.
Juan Camilo Mouriño Terrazo (Ministro degli Interni)
Señor Secretario Lic. José Reyes Baeza Terrazas (Governatore dello Stato
di Chihuahua)
Señor Gobernador Patricia González Rodríguez (Procuratore dello Stato
di Chihuahua) COPIA A: Dra.
Guadalupe Morfin Otero (Pubblico Ministero Speciale per l’Attenzione ai
Delitti Relativi ad Atti di Violenza contro le Donne)
Nuestras Hijas de Regreso a Casa e alla rappresentanza diplomatica del México nel vostro Paese. (1) AMR 41/026/2003 * si ringrazia Doriana Goracci ___________ NB:
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