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11 aprile 2008
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Ma
come spendono i nostri soldi le aziende pubbliche ? Mercoledì scorso un importante quotidiano nazionale ha pubblicato un trafiletto con una notizia sconcertante: la sig.ra Deborah Bergamini, che lavorava in Rai da 5 anni, è stata liquidata con 390 mila euro. Lo scandalo di per se' già grave di una liquidazione così spropositata dopo soli 5 anni di lavoro, è aggravato dal fatto che la beneficiaria di questa super-liquidazione era stata "cacciata" dalla Rai perché accusata di manipolare la programmazione e la scaletta delle notizie date dal Tg, in modo da favorire sia l'allora premier (Berlusconi) sia l'azienda "concorrente" alla Rai e cioè Mediaset. Fermo rimanendo che la giustizia dovrà fare il suo corso per stabilire se le manipolazioni ordite dalla Bergamini e dai suoi sodali siano penalmente rilevanti o meno, sta' di fatto che in via precauzionale l'Azienda radiotelevisiva pubblica aveva giustamente deciso di sospenderla dalla sua funzione per evidente incompatibilità. E fin qui nulla di grave, perché - come ama dire il giudice Davigo - se io vedo il mio vicino di casa uscire con l'argenteria dal mio appartamento, non aspetto la sentenza di Cassazione per smetterlo d'invitarlo a cena. Ma ieri, la notizia della superliquidazione - notizia che ha avuto una rilevanza praticamente nulla nel panorama informativo italiano se si eccettua l'unico quotidiano che la riportava - ha purtroppo riconfermato che l'amministrazione pubblica non riesce a spendere bene i soldi che le vengono affidati dai cittadini-contribuenti. In un Paese dove buona parte delle famiglie stenta ad arrivare alla fine del mese e dove l'elevatissimo debito pubblico, accumulato in anni di allegre spese e di sprechi, strangola l'economia e lo sviluppo, è possibile che l'amministrazione dello Stato non sappia ancora gestire con criteri di efficienza e di equità i soldi pubblici? Si dirà: ma che cosa saranno 390mila euro di fronte alle superliquidazioni - in termini di milioni di euro - che hanno preso i boiardi di stato dopo aver portato al fallimento o al tracollo aziende come Alitalia o le Ferrovie o le Poste? Ma io vi chiedo: avete un'idea di quanti canoni televisivi (che adesso ammonterà a 100 euro circa) ci vogliono per mettere insieme 390mila euro? Soldi versati da famiglie che magari vivono al limite della sopravvivenza? E che messaggio diamo alle giovani generazioni che si affacciano al mondo del lavoro? C'e' un dato di fondo che la classe politica italiana stenta a capire: non ci possiamo più permettere di sprecare i soldi in questo modo. Chi dice di non voler più mettere le mani nelle tasche degli Italiani - promessa questa che ormai viene fatta da tutti gli schieramenti indistintamente - non riesce a capire che uno dei modi per "non mettere le mani in tasca ai contribuenti" consiste proprio nello spendere il denaro pubblico (prelevato dalle TASCHE dei CONTRIBUENTI) con assennatezza, equità, efficienza. NOTA
DELLA REDAZIONE: L'importo della liquidazione sara' certamente funzione
del contratto, che tuttavia sembra non prevedere penali. Fra le
promesse di azioni legali vi furono quelle dell'Usigrai, sindacato dei
giornalisti Rai, e - di segno opposto - quella di Mediaset, che presento'
una querela argomentando che le consultazioni fra dirigenti di media concorrenti
sono normali in occasione di particolari eventi. Da notare che Deborah Bergamini - gia' assistente personale di Berlusconi prima di entrare in RAI quale dirigente - e' attualmente candidata alla Camera per il PDL. ___________ NB:
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