02 aprile 2008

 
     

Abolire le Autorita' Garanti ? Perche' no
di
Rita Guma*

In questi giorni di campagna elettorale fra le altre proposte si sente anche quella di abolire le Authority. Il motivo sarebbe che esse sono nominate dai partiti con persone spesso iscritte ai partiti e che non tutelano quindi i cittadini, ma i partiti stessi.

Innanzitutto osserviamo che non si butta a mare l'acqua sporca con tutto il bambino. Le Authorithy funzionano (in alcuni casi in Italia, e piu' spesso in Europa), quindi laddove non funzionano va cambiato cio' che non va, non vanno eliminate tout court, anche perche' da un lato suppliscono all'assenza di strumenti di tutela del cittadino riequilibrando i contenziosi fra i tanti Davide e i pochi Golia e dall'altro evitano il ricorso alla gia' tanto oberata giustizia civile, peraltro molto piu' lenta e talora economicamente improponibile al cittadino inerme.

In secondo luogo i vertici delle Authority sono nominati da governi e partiti, ma non e' detto che cio' influenzi sempre le loro posizioni. Ad esempio una 'grande' autorita' garante per i dati personali e' stata quella presieduta dal diessino Stefano Rodota', da tutti ritenuto al di sopra delle parti e ritenuto anche oggi una vera autorita' nel campo a livello europeo e mondiale.

L'Autorita' per la concorrenza e il mercato, competente anche sul conflitto di interessi di ministri e sottosegretari, ha aperto piu' volte fascicoli su Berlusconi e i suoi ministri ed ha fatto in una sua relazione una puntigliosa critica al governo Berlusconi ed alla legge Frattini in tema (anche in seguito richiamando l'inadeguatezza di quest'ultima). Eppure il suo vertice, Antonio Catricala', era stato nominato proprio dal governo Berlusconi.

Anche il presidente dell'Autorita' per le Comunicazioni, Calabro', fu nominato dal governo Berlusconi, eppure in molte occasioni - anche recenti - ha firmato provvedimenti di richiamo e multe salate alle reti Mediaset per violazione della par condicio. Alcuni ritardi nei suoi interventi sono dovuti peraltro ai meccanismi di segnalazione e rilevazione delle violazioni, ed infatti hanno riguardato negli anni tutte le forze politiche minori, sia di maggioranza che di opposizione.

Oltre al fatto poi che i segretari generali delle Autorita' spesso restano da un mandato all'altro dei presidenti, dando continuita' all'azione dei Garanti, alcune di queste strutture sono ben funzionanti. L'Osservatorio ha avuto modo di toccare con mano l'efficienza dell'Autorita' per la Concorrenza ed il mercato, che non e' peraltro solo il suo vertice, ma una serie di funzionari solerti, gentili e disponibili, e che si avvale di protocolli di lavoro impeccabili, esaurendo le pratiche in tempi che - per la pubblica amministrazione - possono definirsi brevissimi. Cosi' come ha avuto modo - soprattutto con la presidenza Rodota' - di verificare l'efficienza e la disponibilita' con il pubblico del Garante per i dati personali.

Ci sono quindi differenze da una autorita' all'altra e il rischio (come abbiamo visto non sempre concreto) che il controllato controlli il controllore, e tali problemi vanno sicuramente sanati nell'interesse dei singoli e della collettivita', anche per evitare che alcune Autorita' divengano un alibi, oltre che un ostacolo al corretto perseguimento dell'obiettivo prefissato.

Ma cio' non avviene con l'abolizione delle Autorita' (peraltro l'UE invita a rafforzare quelle esistenti ed a creare, ad esempio, ad ogni livello, i difensori civici e i garanti dei detenuti - in Italia ad oggi sempre di nomina politica). Semmai puo' avvenire con il ripensamento dei meccanismi di nomina e con strumenti di verifica dell'efficienza di questi organismi di garanzia, verifiche che - ne siamo certi - ad oggi alcune Authority gia' passerebbero con successo.

* presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti onlus

Speciale diritti

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